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Tripoli che fu italiana al rombo del cannon / 1 settembre

settembre 1, 2011

segue da post categoria Libia; recenti:
http://mcc43.wordpress.com/2011/09/01/gheddafis-life/
http://mcc43.wordpress.com/2011/08/29/tripoli-operazione-canto-della-sirena-dal-30-agosto-al/

Chi non sa canticchiare  “Tripoli bel suol d’amore”.? Quanti conoscono il verso seguente:  “sarà italiana al rombo del cannon”?
Correva l’anno 1911 quando questa canzone (testo di Giovanni Corvetto, musiche di Colombino Arona) accompagnava la  calata verso la  Tripolitania da occupare, e nel 1954 diventava anche titolo di un Film con Alberto Sordi. 

La real politique di oggi: la Russia che finora rifiutava di riconoscere il CNT come rappresentante della Libia,  ha fatto inversione di marcia per potersi sedere al tavolo parigino dove Sarkozy si prepara a dirigere la Conferenza Internazionale degli Amici della Libia, ex Gruppo di Contatto.  Anche la Russia ha deciso il riconoscimento del Consiglio Nazionale Transitorio, il governo-ombra istituito dai ribelli, come unica e legittima autorità “funzionante” nel Paese nord-africano, lo  ha annunciato il ministero degli Esteri di Mosca,  con l’auspicio che manterrà in  vigore gli accordi bilaterali conclusi in precedenza. 

Lo so che la politica è estranea alla morale, ma non dovrebbe esserlo allo sfascio della propria immagine: fino a ieri hanno criticato tutto e i media russi sono stati gli unici grandi network a ospitare i report indipendenti, oggi riconoscono il CNT per poter becchettare  sotto il tavolo le briciole che cadranno di mano a Sarkozy e Cameron, disputandosele con l’Italia? Non è  troppo per una nazione comportarsi così e pretendere di distinguersi dai guerrafondai della coalizione?

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Ho perso il conto delle volte in cui il comandante delle truppe scelte Khamis Gheddafi è stato dato per morto, e oggi si sa che continua il suo mestiere e ha ripreso una serie di città che erano in bilico o perdute.
Vari titoli in lingua inglese parlavano negli ultimi giorni di una divisione del clan Gheddafi e che il figlio Saaid intendeva arrendersi ai ribelli, era naturalmente una notizia inventata che oggi viene  sconfessata in questo modo “Saiid fa retromarcia e non si arrende”.

Quello che è vero sono i raid razzisti dei ribelli nella Medina di Tripoli; dopo aver sterminato libici di pelle nera e lavoratori immigrati dal sub Sahara qualificandoli come “mercenari” assoldati da Gheddafi per combattere i ribelli, le bande che occupano Tripoli al comando del terrorista Abdelhakim Belhadj, dalla disonorante carriera nei gruppi armati islamisti e veterano della guerra in Afghanistan

L’operazione Sirena all’alba ha fatto forse 50000 morti veri, ha reso la Libia un cadavere di cui spartirsi i pezzi, ha messo in luce le rivalità tribali che la Jamahirya teneva sotto controllo, ha passato la leadership del paese da un autocrate, antirazzista e antislamista, a un CNT di cui non vengono pubblicate le identità dei membri e al quale le bande che hanno occupato le aree bombardate dalla Nato non intendono rispondere. Somalia? L’inizio è terrificante e potrebbe farlo temere.

Ancora chiedo a quali conclusioni sono pervenuti coloro che nei paesi Nato hanno silenziosamente e a occhi chiusi potuto o voluto credere che  NO FLY ZONE  fosse  una soluzione? Una soluzione di che cosa, poi, visto che presto si era saputo  che i famosi “10000” morti e gli stupri di massa compiuti dall’esercito di Gheddafi erano falsità? E che le circa 250 vittime accertate poi da Amnesty erano l’esito di una battaglia
fra bande, estranee alla popolazione civile di Bengasi, e la polizia?  

Avevano ragione queste ragazze, di non so quale passata manifestazione pacifista

 

Ultimissime sulla “politica” portata avanti dagli insorti  http://humanrightsinvestigations.org/2011/08/31/amnesty-racist-rebel-atrocities-libya/

come possono sentirsi oggi le persone che combattono il razzismo ma hanno sostenuto l’iniziativa della Nato, se guardano questo video con la pazienza di arrivare al minuto 1.30 ( e lo stomaco per andare oltre)…  Non è uno dei video girati in studio  con attori per inventare manifestazioni di giubilo all’arrivo dei ribelli (sbagliando l’architettura della Piazza Verde). Questa è la piazza di Tripoli di fronte alla grande Moschea….

Al rischio d’essere linciati da dei criminali che l’ipocrisia ha promosso al rango di combattenti sfuggono quei lavoratori di Tripoli che sono riusciti a lasciare il paese appena si era sparsa la

notizia della caccia agli africani avvenuta a Bengasi, come questi che sono in Italia, a Montecampione. Salvi, ma poi?

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“Come ti frego l’Inghilterra, l’Italia e tutti quelli che mi hanno aiutato” Così deve aver pensato Sarkozy, mentre pronunciava il suo discorso del 19 marzo  “Venir en aide à un peuple en danger de mort […] au nom de la conscience universelle qui ne peut tolérer de tels crimes ”  e intanto contrattava con il CNT “Io vi riconosco come governo legittimo e voi date me il 35% del vostro petrolio.”

Non sono i media indipendenti, quei reporter che rischiano la pelle per raccontare cosa succede davvero sul campo, a dirlo, lo scrive Liberation (link nella foto)  con grande imbarazzo del ministro degli esteri Alain Juppé al quale tocca fare  il nesci e dichiarare che non ne sa niente.

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E non tace!  Oggi Gheddafi ha mandato un altro messaggio audio attraverso il canale amico Arrai. Se il  mainstream avrà il permesso di diffonderlo sarà un coro di accuse di maschilismo:  “Non ci arrenderemo mai, non siamo femminucce” Passerà in silenzio che ha contatti,  è addentro alle segrete cose  perché,  invitando i suoi a resistere,  aggiunge un fatto vero  “Ci sono dissidi fra i ribelli, e fra la Nato e i ribelli.Il capo militare del CNT (sospettato di essere il mandante dell’assassinio del generale Yunes)  sostiene  che si trova a Ben Walid (vedere cartina della Libia nel post 26 agosto) ma lo si ripete da tre giorni  e non si capisce, allora, perché  la Nato bombardi Tripoli, oltre a impazzare su Sirte.

Intanto  i ribelli si scontrano con i lealisti in vari luoghi, anche a Ben Walid che, sembra di capire,  è  roccaforte della  tribù Wafalla, lealista, che conta circa un milione di persone. Se consideriamo  che l’intera Libia ha sei milioni di cittadini e che i Wafalla non sono gli unici lealisti, dire che Gheddafi sia  rimasto solo  è ancora un po’ troppo lontano dal vero.

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5 commenti leave one →
  1. settembre 1, 2011 9:27 pm

    Me l’aspettavo questa macelleria ma non se ne parla nei giornali e in televisione, si preoccupano solo degli animali dello zoo che sono senza mangiare ebere. fanno pena, si cpaisce, ma la gente fa pena di più. O no? La Russia non poteva fare diversamente, adesso bisogma vedere la Cina ma è talmente ben messa in Africa che in un modo o nell’altro si farà gli affari suoi, e magari sta alla finestra perchè sa come stanno le cose mica si informa sui giornali. Ciao, faccio prima con i tuoi aggiornamenti che a cercare in rete le notizie anche perchè non capisco bene l’inglese. quando aggiorni Israele? :)

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  2. settembre 1, 2011 11:28 pm

    … allora ti traduco una dichiarazione di uno del CNT che ti dà perfettamente ragione sulla Russia “Abdeljalil Mayouf, dirigente della Agoco, impresa petrolifera dei ribelli, ha detto a Reuters: Non abbiamo problemi con paesi occidentali come Italia, Francia e Inghilterra, ma potremmo avere problemi politici con Russia, Cina e Brasile”.Che stile eh?
    Vero, han fatto bene i russi, che non sono, io credo, dei pezzi di pane quando si tratta di affari. Già hanno il dente avvelenato per tutte le commesse di armi firmate con il regime e che ora sono passate ad altri.
    ****Grazie, mi conforti, perché è proprio una fatica, ma lo faccio con passione perché la penso come Mandela: nessuno stato ha diritto di imporsi su un altro come ha fatto la coalizione con la Libia. Lo fanno, ma non hanno il diritto e, per come lo fanno, meritano disprezzo. Ciao,
    dammi tempo per Israele e la Palestina, ma poi avrai un fiume di news, promesso, magari ti dedicherò perfino un post :)

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  3. settembre 1, 2011 11:31 pm

    Ma guarda che pagina si è aperta sul mio schermo e non so perchè, appena ho postato il commento. Una vera chicca, te la regalo:

    Untitled from catrafuse on Vimeo.

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  4. settembre 2, 2011 12:40 am

    Io dico che appesi a quel filo vorrei vedere alcune persone: Sarkozy, Nethanyau, Obama, e l’intera combriccola del Patriot Act, l’intero gruppo dell’AIPAC, tutto l’entourage del Bildeberg, tutto l’arco costituzionale italiano (non si salva nessuno), Cameron, la Merkel, l’Intero gruppo di comando della Nato e dell’Onu assieme ai laidi infami del tribunale dell’Aia. In poche parole qualche decina di miglia di persone, in testa alle quali metterei l’intera struttura completa del gruppo di gestione della Banca dei regolamenti internazionali con tutti i loro accolit dei diversi fondi di investimento…un vero sterminio di massa, ma la pulizia non sarebbe completa…perché molti virus si annidano tra le infrastrutture e sono quelle più perniciose, quelle più difficili da scovare e da stanare…

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    • settembre 2, 2011 1:46 am

      … devi procurarti una corda molto resistente!!!! C’è da stare attenti che questa accozzaglia non contagi noi. L’unico modo possibile per vincere contro quei virus che giustamente ricordi – e che sono annidati nelle strutture politiche e amministrative più vicine ai cittadini – è restare diversi, agire diversamente, parlare diversamente. E continuare quel lavoro che stiamo facendo e che non fa la massa dei giornalisti Tutta questa gente è il presente, noi possiamo incidere sul futuro. E’ una speranza, ma non è una illusione, se ricordiamo di resistere resistere resistere. (sempre che, e mi riferisco a un tuo post, non avvenga un Deep Impact di qualche asteroide!)

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