Vita in Libia: aggiornamento dai molti fronti/1 fino al 6/11
Tripoli convive con
- l’arrivo degli operatori economici internazionali che dagli hotel di lusso, risparmiati dalla Nato, prendono contatto con rappresentanti del CNT e singoli cittadini per il grande business della ricostruzione. In un quartiere in precedenza occupato da immigrati già si sa del progetto di un’ edilizia di lusso.
- Nei campi gli sfollati da Bani Walid, Sirte e altri centri meno conosciuti, non hanno prospettive. Alcuni hanno perso la casa perchè distrutta dai bombardamenti, altri perché devastata dai ribelli; uno di loro racconta di essere tornato per prendere gli oggetti rimasti, ma una banda sequestrato la sua auto, sulla quale teneva anche i documenti che attestavano la proprietà della casa.
Il campo dei rifugiati di Tawarga, sono persone di colore, è oggetto delle scorrerie, minacce, vessazioni e violenze delle bande legate a Misurata, una città che nutre per loro un odio mortale, promettono che il sito di Tawarga non tornerà ad essere una città e diverrà un parco pubblico.
- Le bande dei ribelli si combattono, in particolare i berberi delle montagne e quelli di Zawya, coi loro scambi di fuoco fanno vittime fra la popolazione. Episodi di invasione di ribelli ubriachi negli ospedali, per regolazione di conti che coinvolgono anche il personale sanitario.
-Grave situazione denunciata dalle organizzazioni umanitarie nelle carceri. L’ex capo dell’intelligence, il 71enne Abouzaid Omar Dorda, è stato ricoverato in ospedale con fratture multiple; la versione dei ribelli è che abbia cercato di uccidersi lanciandosi dal secondo piano; non è satto concesso ai reporter di intervistarlo.
-La Piazza Verde la sera è il luogo di gimkane e inseguimenti per divertimento tra le auto dei ribelli. http://youtu.be/sxp5u8VwWJ8
-Al quartiere di Abu Salim di susseguono scontri con i lealisti e sono all’opera i cecchini.
Nel centro della città la vita normale stenta a riprendere, commercianti e semplici cittadini sono esausti delle angherie delle bande, dei furti e delle intimidazioni. Può accadere di essere minacciati per non aver risposto al saluto con un “allauakbar” (volutamente non lo scrivo nel modo corretto, poiché ha perso il suo valore religioso per diventare uno slogan delle atrocità)
- Sirte colpi di armi da fuoco all’aeroporto, più di 100 vittime fra i ribelli, non si sapeva se per opera dei lealisti o per scontri fra ribelli. Poi
Resistencia libia ha recuperado el aeropuerto de Sirte. La lucha continua en el aeropuerto de Tripoli. 140 Ratas muertas en misrata
- Altre notizie sulla disastrosa situazione ora anche dalla : CNN
- Le dichiarazioni di Moreno Ocampo: le truppe Nato e i ribelli devono essere oggetto di indagine per crimini contro l’umanità. E si riferisce anche alle torture che vengono inflitte alle migliaia di prigionieri, detenuti senza accuse specifiche.
- Dal Daily Mail un articolo dal titolo che è una promessa: Peace? You’re joking. Much blood will yet be shed in Libya
Sì è uno scherzo pensare che la guerra in Libia sia finita. E non è finita nemmeno l’esplorazione dei motivi che hanno provocato l’assurda furia interventista e l’improvvisa scoperta e uccisione di Muhammar Gheddafi. Se ne riparlerà, anche qui.
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Dal fronte lealista.
Una notizia di AlgeriaIsp davaSaadi Gheddafi in Arabia Saudita, ma nessun media né i blog l’ha ripresa; stranamente lo stesso giorno sono usciti numerosi articoli sulla vita pubblica e privata dell’ex calciatore, comprese le memorie del contractor canadese sedicente guardia del corpo.[se ne parlerà poi a metà febbraio in concomitanza con l'intervista di Saadi ad Al Arabia]
Di Khamis Gheddafi , nessuna notizia, sebbene fosse stata annunciata una sua intervista; poteva essere una menzogna per rassicurare, oppure la tv contattata ha deciso di non diffonderlo. [confermata in seguito la sua morte dalla stessa Aisha Geddafi]
Saif Al Islam è libero insieme al portavoce Moussa Ibrahim . Notizie di una sua intenzione consegnarsi alla ICC sono state smentite dal portavoce del Tribunale, che ha aggiunto di aver solo avuto una richiesta di chiarimenti dai suoi legali. Per parte sua, nell’ultimo messaggio del giorno 2 i lealisti a resistere, ricordando le parole pronunciate da Gehddafi “anche quando non sentirete la mia voce” , accusando fortemente i media per le menzogne volte a demoralizzare e il CNT per aver dato alla Libia un futuro di caccia ai traditori per i quali si dice pronto fino alla morte.
Ma a Bani Walid sono senza munizioni; raccontano che quando i ribelli sono arrivati e hanno scoperto che i lealisti si erano ritirati sono diventati furiosi si sono buttati sulla popolazione, hanno sparato anche ai cani, bruciato case e edifici pubblici. “Non dimenticheremo, non ci sarà una Libia senza di noi, e agiremo, presto o tardi, qui e a Tripoli.”
E c’è la di minaccia di un attentato a un impianto petrolifero italiano.
Ieri Moussa Ibrahim ha comunicato che le tribù di Bani Walid, di Sirte e i rappresentanti delle Tribù Tuareg stanno firmando (con il sangue) un documento di alleanza per la resistenza
“even if it means years of fighting and targeting of western agents as individuals, groups, tribes, and anyone who is letting down or stopping the resistance against its will,is going to pay the price significantly.”
Non ha torto pertanto il Daily Mail nel dire che la partita è lontana dal chiudersi, anche per la minaccia della milizia di Misurata, che non riconosce il CNT, di rendersi indipendente. Questione di soldi.
Non si capisce come in questa situazione il nuovo leader, Abdurrahim el-Keib, un professore di ingegneria ammanicato con i petrolieri della British petroleum – che ha soppiantato l’Eni nel cuore dei nuovi padroni del petrolio - potrà reggere di fronte ad un compito globale: far riprendere la vita normale nelle città, disarmare i ribelli, assicurare l’ordine pubblico, formare il governo, preparare le basi per delle elezioni in totale assenza di partiti e di abilità dei libici nell’organizzarsi secondo pogrammi e obiettivi.
E far ammainarle bandiere di AlQaeda che sventolano a Bengasi più in alto del tricolore che è la bandiera di quel rottame di nazione che gli squali dell’Occidente chiamano “nuova Libia”
L’assassinio di Gheddafi - dietro le apparenze
3 novembre
TRIPOLI :Nonostante ripetuti annunci, il governo non ha iniziato a requisire le armi. A Tripoli, mezzi con cannoni antiaerei e altre armi pesanti montati nella parte posteriore sono comunemente per le strade. Tre ribelli con il loro veicolo armato sono stati visti andare a comprerare la pizza in un fast-food.
I comandanti militari rivali sono riluttanti a disarmarsi per primi. Mukhtar al-Akhdar, un capo dei ribelli che avevano catturato l’aeroporto di Tripoli e che ora lo controlla, ha detto che non è ancora tempo di consegnare le armi perché la città rimane insicura. Al-Akhdar, che comanda diverse centinaia di combattenti della città di montagna di Zintan, è uno dei diversi capi militari che hanno fissato le aree del controllo nella capitale.
Una delle bande più feroci, causa dell’insicurezza di Tripoli, asserisce che la città è insicura. Dobbiamo credergli!
Da fonte AlgeriaIsp: l’aeroporto di Sirte è liberato, I Tuareg hanno riconquistato una città, a Bani Walid si uccidono dei ribelli… è la guerriglia promessa e prevista. La fine prevedibile dello scoperchiare con violenza il vaso di Pandora.
Giustiza fai da te anche nelle piccole cose quotidiane: un gruppo di pellegrini in partenza per il pellegrinaggio a la Mecca, dopo un’attesa di 18 ore all’aeroporto per il volo saudita, si sono schierati dinanzi ad un aereo diretto a Tripoli e al grido di allaukbar impedendo il decollo. “Siamo aprenti die martiri che hanno liberato la Libia, il sangue dei nostri non andrà sprecato, questo è un pessimo governo e la nostra protesta deve essere resa nota”-
Che poteva fare di più il governo di Gheddafi con questi personaggi bengasini, che cosa potrà fare quello nuovo?
4 novembre
vedere articolo sul nuovo governo libico : I “nuovi” arabi e l’Occidente, fratelli di Kitsch
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Libia: sms a insorti, restituite armi
(ANSA) – TRIPOLI, 4 NOV – Due messaggi al giorno su tutti i telefonini libici in cui si chiede agli insorti di ”restituire le armi”. E’ l’ultima strategia adottata dai rappresentanti del Consiglio nazionale transitorio, nel tentativo di risolvere uno dei problemi piu’ seri che la nuova Libia e la sua nuova leadership si troveranno ad affrontare: la grande presenza di armi nel Paese. La tecnica dei messaggini era stata gia’ utilizzata per richiamare al lavoro polizia e impiegati aeroportuali.
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Strong explosion at the Tripoli International Airport
Zengtena – November 3, 2011 – According to the Libyan resista
nce fighters, Raed Battalion attacked the rebels in Tripoli international airport with mortars. (e ieri l’Alitalia aveva ripreso i voli della tratta Roma-Tripoli…. )
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La comunità nera sfollata occupa le strade di Tripoli
Posted by GilGuySparks in Mondo
TRIPOLI, 3 nov (IPS) – “Abbiamo camminato fin qui per dire alla gente che ci trattano come cani preferisco che mi uccidano qui stesso, non sarei nè la prima né l’ultima donna uccisa.” Grida Hamuda Bubakar all’arrivo alla piazza dei Martiri, nel centro della capitale della Libia.
5 novembre

"All’inizio avevo sostenuto i ribelli per avere un miglior futuro, ma adesso questi imprigionano come Gheddafi"
Tajura, un centro fuori Tripoli: venerdì i lealisti hanno ripreso il controllo. Dall’agenzia arabnews.com una conferma indiretta dello stato diagitazione: nei giorni precedenti folle di manifestanti hanno assediato il carcere chiedendo il rilascio dei famigliari detenuti senza accusa e senza termine di pena.
* Non manchi il quotidiano orrore: la notizia su tre delle bodyguard di Gheddafi; un po’ diversa la loro cattura, identica la tortura, che si può immaginare trattandosi di donne, mentre di una è stato rinvenuto il corpo mutilato e decapitato.
Le proteste di Tajura e le amazzoni trucidate sono le uniche notizie nel mainstream dopo la notizia della designazione di AlQeeb come primo ministro. E’ credibile che in un paese in quella situazione non stia accadendo assolutamente nulla da segnalare? Come non pensare ad un ordine di scuderia?
6 novembre
LIBERTA’?
Il CNT ha bloccato FB e i siti progheddafi . Nessun commento internazionale su questa dimostrazione di che cosa intende il Consiglio per libertà di informazione. Seconda dimostrazione, la prima fu quando approvò il bombardamento della tv nazionale libica (che fece anche tre morti) grazie al quale fu impedito alla popolazione di avere le informazioni , anche relative alla sicurezza e alla protezione civile, da aprte del Governo.
IL NUOVO WELFARE!
Rivendicazione…di “lavoratori” : i ribelli combattenti – che preferiscono essere chiamati combattenti per la libertà- hanno inscenato una dimostrazione davanti all’hotell Radisson Blu di Tripoli dove è insediato il delegato CNT per il “Petrolio e le Finanze “.
Da questa insolita categoria di indignados, sporadici colpi d’arma da fuoco…
“Abbiamo bisogno di soldi per dare da mangiare alla nostra famiglia. I prezzi dei generi alimentari sono fortemente aumentati in rapporto allo stesso mese dell’anno scorso”ha detto un certo Ahmed Hamaza, combattente CNT, ma il delegato non risponde, probabilmente perchè la richiesta di denaro si accompagna a varie accuse, come in questo video
l’ aggiornamento prosegue nel Post
Vita (d’inferno) in LIBIA: aggiornamento dai molti fronti/2










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