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Imbroglio internazionale contro Saif al Islam e il ritorno di Moussa Ibrahim

gennaio 23, 2012

mcc43

Aggiornamento sulla complessa situazione nella “nuova” Libia: Saif, Mussa Ibrahim, le proteste per la legge elettorale, la questione dei crimini Nato e… le restituzioni archeologiche

Su Saif: ultimissime alle ore 12,35  e ore 19

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           Mussa Ibrahim e i nostalgici    

Moussa Ibrahim, alive and kicking,  secondo questo fotogramma  tratto da un video della tv della resistenza Akhbar Libya Elmokawama.

Nel blog si legge:

Moussa Ibrahim?

Secondo AlgeriaIsp, Moussa Ibrahim comparirà presto in canale della Libia Verde. Sarà una grande spinta per liberare la Libia dai traditori, dalla Nato e dal Qatar.
Oh, Dio, abbiamo nostalgia di quei giorni del Leader libico, un giorno sentivamo il suo portavoce, il giorno dopo la Guida Mouhammar Gheddafi.
Sarebbe un miracolo se la Guida ritornasse!

In realtà non vi sono mai state conferme della morte di Moussa Ibrahim. Potrebbe quindi essere una foto autentica, anche se a me sembra avere un aspetto più giovane di quando lo si vedeva sui teleschermi nel ruolo, molto ben condotto, di portavoce governativo.

L’informazione libica, verde o meno, non è mai da prendere alla lettera e questo potrebbe essere solo un incitamento ai combattenti della  resistenza contestuale al momento nero del CNT , ma se veramente Mussa Ibrahim fosse vivo e riprendesse a comunicare pubblicamente, sarebbe una mossa tattica e rivelerebbe una resistenza in discreta salute.

***

Saif al Islam e il groviglio legale

Scade il giorno 23 la proroga concessa dalla Corte Penale Internazionale, ICC, al governo libico per fare opposizione ufficiale e  richiedere di processare Saif in Libia. Si attendono pertanto prossime comunicazioni.

Tuttavia la situazione è molto confusa, la riassumo.

Saif è detenuto da un gruppo privato, la tribù Zentan (pertanto secondo la mia opinione è un “rapito”) che si è opposta alla richiesta di consegnarlo al Governo.

La Libia (come gli Stati Uniti)  non ha mai sottoscritto il Trattato di Roma che istituisce  la Corte Penale, pertanto è un paese al quale non si può imporre di consegnare il prigioniero a una qualche struttura internazionale in attesa del processo in Olanda.

Per questa ragione, Moreno Ocampo è stato assai condiscendente, chiedendo semplicemente al Governo libico di dimostrarsi in grado di celebrare un processo equo.  A tutt’oggi, però,  non è riuscito nemmeno a sapere in base a quale mandato di cattura sia detenuto: se quello emesso dalla Corte Penale o quello della Giustizia libica.

La cosa non irrilevante, prima di tutto poichè significa che devono essere due i processi; secondariamente la ICC è competente, in base all’incarico delle Nazioni Unite, solo per crimini successivi al 15 febbraio 2011, mentre il CNT vuole processarlo … fin dalla nascita, tante sono le accuse rivolte.

Si deve tener conto che, qualora Saif venisse consegnato alla ICC, il suo processo si chiuderebbe con tutta probabilità con una assoluzione in quanto l’esercizio della forza sui rivoltosi — ora che la menzogna del bombardamento e  genocidio di Bengasi è stata svelata — rientra nelle opzioni di un governo per riportare l’ordine.

A quel punto, scagionato,  Saif avrebbe sempre i conti in sospeso  con il governo libico e come potrebbe la ICC riconsegnarlo ai libici dove, nell’ovvio caso di sentenza di colpevolezza, sarebbe condannato alla pena di morte?

Sottolineo. infine, che la legalità del mandato di cattura, emesso  dalla Corte Penale sul cittadino di un paese che non aveva ratificato l’esistenza della Corte stessa,  è appesa al riconoscimento che il CNT gli darà  eventualmente, ma improbabilmente, consegnando il prigioniero

Non c’è che dire: un enorme garbuglio e non sono pochi quelli che pensano che ciò metta in pericolo immediato la vita di Saif. Si tenga conto che finora non vi è una prova inoppugnabile della sua esistenza in vita.

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ULTIMISSIMA ore 12,35(Reuters) – The International Criminal Court accepts that Saif al-Islam Gaddafi will be tried in Libya rather than at the Hague-based court, Libyan Justice Minister Ali Khalifa Ashur said Monday.

Se non è il solito vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato, sport comune in Libia, la Corte Penale Internazionale si è lavata le mani del processo.
Saif al Islam che è stato già interrogato, nella sua prigione irregolare tra gli Zentan, senza aver mai potuto scegliere un avvocato verrà processato in un paese che tuttora detiene migliaia di prigionieri senza accuse formali. 

E la comunità internazionale?

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ULTIMISSIMA ore 19 –  NYPost “The ICC has made no decision on this matter,” court spokesman Fadi el Abdallah said in response to a claim by Libyan justice minister Ali H’mida Ashur that Saif, 39, would be judged by a Libyan court. Read more: 

Nessuna decisione è stata presa , ha detto il portavoce della Corte Penale internazionale, che ha solo informato di aver ricevuto dei chiarimenti precedentemente richiesti al CNT.

Dunque il Ministro della Giustizia della “nuova” Libia aveva venduto la pelle dell’orso o più probabilmente mentito per ragioni di politica interna: nel caos libico odierno, anche Bani Walid si è sollevata per protestare contro l’arresto di un pro-Gheddafi e si contano almeno quattro morti, un successo internazionale sarebbe servito a rinforzare il governo. Tutto è da rimandare. La pochade continua…

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vd Ponzio Pilato e la Libia

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Diritti umani

Una commissione internazionale per l’accertamento dei fatti ha concluso i lavori; era composta da inviati dell’Organizzazione araba per i diritti umani, del Centro palestinese per i diritti umani e dell’Ilac , Consorzio internazionale di assistenza legale che hanno intervistato cittadini e funzionari libici nelle zone di Tripoli, Zawiya, Sabrata, Khoms, Zliten, Misurata, Tawergha e Sirte.
I risultati danno i brividi. Viene citato con enfasi  l’episodio, 15 settembre 2011, nel quale aerei della NATO hanno centrato due jeep  della guardia costiera uccidendo o ferendo 10 soldati; allorché i civili uscirono dalle case per prestare soccorso, gli aerei lanciarono sulla folla un missile e le vittime furono 50 persone.

Ma ce n’é per tutti, dal governo di prima a quello nuovo che detiene migliaia di prigionieri con la generica accusa di essere pro Gheddafi in centri dove subiscono accertate frequenti torture che a volte causano la morte.
Sarebbe più onorevole se la relazione finale contenesse più di un generico auspicio: se il Governo libico non è in grado di perseguire questi crimini, si passi al diritto internazionale. Sarà sufficiente questo per smuovere Moreno Ocampo che a novembre aveva dichiarato  “non ci sono accuse di crimini commessi dalle forze NATO (se ci saranno) verranno esaminate in modo imparziale e indipendente“?

***

Elezioni e Corruzione

Le proteste di Bengasi hanno già portato alle dimissioni del numero due del CNT, Ghoga, e Jalil ha sospeso sei membri del consiglio della città di Bengasi per sospetta corruzione. Fra le varie motivazioni dei disordini di questi giorni l’insoddisfazione per la legge elettorale, che si èmaterializzata anche in una petizione in rete:

Ritieni inaccettabile che un comitato di individui  ignoti, dalle ignote affiliazioni politiche decida il futuro politico della Libia?
Ritieni inaccettabile che nonostante le oltre 14000 richieste sottoposte siano state fatte solo lievi alterazioni della carta elettorale?
Ritieni inaccettabile che una decisione sia stata presa (e resa nota l’indomani) sul sistema elettorale senza prima porre la questione all’opinione pubblica?
Ritieni inaccettabile essere alla mercé delle decisioni di persone che non conosciamo e di persone che non hanno alcun interesse nel coinvolgere il popolo libico?
Ritieni inaccettabile che il CNT e  il Comitato elettorale abbiano fatto ben poco per educare e informare  libici sul processo in corso?
Se pensi che questo sia inaccettabile, allora unisciti a noi nella manifestazione di protesta a Tripoli e Bengasi. 

Clicca JOIN / PARTECIPA e il link porta a una pagina FB.

L’iniziativa, un sit in nelle due città, era per domenica 22 e deve aver avuto luogo con successo perché il Tripoli Post annuncia che il CNT ha posposto di una settimana il varo della Legge elettorale per incontrare esponenti della società civile.
Ma non deve essere stata pacifica nemmeno a Tripoli, non solo nella ribelle a 360° Bengasi, a giudicare da questa immagine del rogo nell’edificio dell’Università AlFateh.

aggiornamento ore 19: Repubblica_ In questo quadro di incertezza arrivano anche le dimisisoni dell’ambasciatore libico a Roma Hafed Gaddur, che ha annunciato di voler lasciare”da oggi” la sua carica “per motivi personali” che il diplomatico si riserva di spiegare in seguito.

ora la buona notizia:

Domitilla è tornata a casa

Mario Monti ha riportato in Libia la testa di Domitilla, consorte dell’imperatore Settimio Severo, anni fa trafugata dal sito archeologico di Sabrata.
Non è  granchè come buona notizia? Di questi tempi, bisogna sapersi accontentare….

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3 commenti leave one →
  1. gennaio 27, 2012 11:24 pm

    Sai chi è la donna dai tratti occidentali sull’aereo che trasporta Saif Al Islam dopo la cattura?

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    • gennaio 28, 2012 9:40 am

      Ho sempre creduto Marie-Louise Gumuchian di Reuters http://www.reuters.com/article/2011/11/19/us-libya-idUSTRE7AI0G820111119

      E’ da questo suo articolo che è partita la versione ufficiale degli eventi, confermata poi dalle interviste video con una guida (sconosciuta, secondo quando dettomi da un blog verde) che proclama di aver preferito la giustizia a un sacco di soldi per farlo scappare.

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  2. gennaio 28, 2012 1:35 pm

    Sì è proprio lei, grazie mille

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