Skip to content

INDIPENDENZA, sogno e lotta dei TUAREG del Mali- 1a parte

marzo 1, 2012

Dalla sera del  21 marzo la situazione politica del Mali è in evoluzione, militari hanno attaccato il palazzo presidenziale, dal governo si è definita la questione come una protesta di disertori.
Il 22, il sito ufficiale del governo è irraggiungibile, AllAfrica riporta una dichiarazione secondo la quale il presidente Touré preferisce farsi da parte piuttosto che rispondere agli insorti con le armi.
Non si comprende la ragione di tutto questo a poche settimane dalle elezioni . Segue nel post I mali del MALI in tempo reale 

mcc43


L’Opinione Pubblica è il tentativo di organizzare
l’ignoranza della comunità

e di elevarla alla dignità di una forza fisica.
Oscar Wilde


Lo vediamo: l’opinione pubblica si coagula intorno agli eventi che vengono proposti e, da molto tempo,  la cronaca porta già  in sé il giudizio che orienterà il sentire collettivo trasformandolo in “forza”: il consenso ad azioni da intraprendere, già decise a priori. Ciò di cui i media riferiscono senza enfasi è come se non accadesse,  al meglio lo si valuta privo d’importanza, mentre spesso costituisce il presupposto di crisi o  emergenze che occuperanno, poi, le prime pagine. Ora l’insurrezione del popolo Tuareg in Mali non è nelle prime pagine. Non per questo la si dovrebbe credere priva di conseguenze per il continente africano, per la lotta al terrorismo, per i rapporti fra le grandi potenze.

                   I E R I                

Il Mali era parte dei possedimenti coloniali della Francia ed è diventato stato indipendente nel 1960. Entro i  confini venne inglobata una parte, circa la metà dell’estensione totale del paese,  del territorio desertico sul quale sono stanziate le popolazioni berbere dei Tuareg.

 “Il nostro inserimento nel  Mali è stato un errore,”  dichiara  Nina Walet Intallou  (figura politica prominente della comunità). Poco prima della fine della colonizzazione, alcuni leader del deserto inviarono una lettera al generale De Gaulle supplicandolo di lasciare che i Tuareg e altre etnie locali creassero uno stato proprio, nel mezzo del Sahara.


Noi non eravamo mai stati con il Mali; è avvenuto in modo abbastanza brutale e all’epoca non c’erano intellettuali che potessero misurarne le conseguenze. I leader non si resero conto che il sud del Mali sarebbe venuto a occupare il loro territorio. Pensavano di restare padroni del proprio paese in un’Africa indipendente. Quando hanno visto la gente del sud arrivare e dire “Ora, siete sotto la nostra autorità”, sono rimasti  completamente attoniti.”

La regione da cui era partita questa richiesta d’indipendenza è l’ Azawad, e costituisce la metà nord del Mali. Su di essa vivono, oltre  ai Tuareg,  gruppi  Arabi,  Peul e Songhai. Questi ultimi appartengono alla stessa etnia che popola il sud del paese, insieme ai Mandinga che sono l’etnia maggioritaria.
Le cose andarono male fin dall’inizio. Numerose sono state le ribellioni dei Tuareg  (’63, anni ‘9’, 2006-7, 2009) , contro il governo centrale di Bamako o in conflitti locali con i Songhai che si erano organizzati nella milizia Ganda koy,

O G G I

La Ganda Koy  in questi mesi è nuovamente in azione, rifornita di armi dal governo che tenta di cambiare la lettura dei fatti: da insurrezione per l’indipendenza   a guerra civile su base etnica. Lettura gradita anche a livello internazionale per il timore che rivendicazioni simili possano scoppiare nei paesi confinanti. Il riaccendersi  del conflitto locale nell’Azawad viene da molti addebitato al ritorno dei combattenti in Libia, oltre al risveglio di antichi odi; ma  i  due gruppi divergono su una questione che è fondamentale in un paese, forzatamente e poveramente, solo agricolo.  I Songhai sostengono la proprietà privata della terra, i Tuareg vogliono la condivisione del territorio per coltivazioni  in regime collettivo.
Inoltre, al presente, come  Burkina Faso, Niger, Ciad, Senegal e Mauritania, la nazione è in ginocchio per la siccità : Quasi 3 milioni di maliani soffrono da mesi di denutrizione e il conflitto in corso,  fra MLNA, Movimento nazionale di liberazione dell’Asawat, e Bamako, aumenta le difficoltà di distribuire gli aiuti; in migliaia sono sfollati nei paesi vicini.

Dal 17 Gennaio 2012 il nord del Mali è in guerra, esattamente a undici mesi dall’insurrezione di Bengasi che immediatamente rese la Libia l’argomento clou di tutti i media.
Il segnale è stato un attacco dei Tuareg  alle caserme dell’esercito a Ménaka, sul confine con il Niger e si è esteso alle tre regioni desertiche del Mali (Timbuktu, Kidal e Gao). Il portavoce dell’MNLA, Moussa Ag Acharatoumane  dichiara chiaro:

“Noi domandiamo l’autodeterminazione per Azawad. Che significa: indipendenza. La nostra azione è una sfida alla sovranità del Mali? Bene, quando si guarda alla questione in maniera più approfondita, si vedrà che Azawad e Mali non sono mai stati uniti. Stiamo chiedendo la libertà del nostro stato da molto tempo, ma la richiesta non è mai stata presa in considerazione”.

Acharatoumane parla di una lotta che va oltre la dimensione etnica e coinvolge, o cerca di coinvolgere, anche gli Arabi,  i Songhai e i  Peul. A dirigere le operazioni militari è un ex colonnello dell’esercito libico, Mohamed Ag Najm,  un tuareg originario della regione.

Nel  2009 i Tuareg stavano ancora rivendicando uno sviluppo per la popolazione del Nord-Mali, e avevano minacciato in contrario di andare oltre e richiedere l’indipendenza,  come si può vedere in questo video Evidentemente l’ora è scattata. 

LO SCAMBIO DI ACCUSE

Le accuse del Governo,
Boubacar Karamoko Coulibaly, ambasciatore del Mali in Algeria, da El Watan del 24 febbraio

 “Il Mali è oggi in una situazione delicata perché i partner lo accusano di aver lasciato campo libero all’AQMI (Al Qaeda nel Maghreb, che tiene sotto scacco vari paesi con la pratica dei rapimenti di viaggiatori stranieri) sebbene, nel contesto del Patto nazionale e nel rispetto degli accordi di Algeri del 2006 gli fosse stato chiesto di ritirare l’esercito dal Nord. Da allora il MLNA non ha fatto niente perché si potesse  dispiegare un minimo di servizi alla popolazione. La gente è ben poco cosciente che la più grande minaccia della regione non è l’AQMI, ma i narcotrafficanti. Altrimenti come spiegare che un movimento che si definisce rivoluzionario dispone di mezzi tanto cospicui ? E’ plausibile che copra attività dei trafficanti sulla rete viaria della droga. Non è questione  d’ indipendenza del territorio: da questa guerra esce un forte odore di droga, che segue  il MLNA dalla Libia fino in Mali. “

 Le accuse del Movimento di Liberazione,
dal sito web ufficiale  MLNA,  27 febbraio

“Con la sconfitta del suo esercito nell’ Azawad, il Mali ha intrapreso una campagna mediatica e diplomatica falsa! Fin dall’inizio delle ostilità, il governo  aveva già pianificato la  strategia genocidaria della popolazione civile dell’Azawad,  l’azione di mercoledì 22 febbraio [ attacco aereo a un campo di sfollati civili, Medici senza frontiere dice di aver curato prevalentemente donne e bambini;  una bimba è morta a causa delle ferite riportate] non è che la traduzione pratica della sua arroganza e la prova del suo essere uno stato totalitario e terrorista. Il terrorismo, nasce dalla regola del terrore e della tortura delle persone indifese.
Invece di mobilitare e motivare i suoi fantaccini sul campo di battaglia contro l’armata rivoluzionaria del MLNA, lo stato del Mali recluta milizie locali e piloti ucraini per bombardare la popolazione civili nomadi nei loro accampamenti.  Il movimento MNLA, pur riconoscendo che l’intensità della battaglia nota come la “Carneficina di Aguelhok” del 24 gennaio 2011 [*
*]nega decisamente di aver fatto uso di metodi barbari e contrari ai suoi principi rivoluzionari.
Il movimento MNLA, molti mesi prima dell’inizio degli scontri del 17 gennaio 2012, nonostante la sua dichiarata lotta per l’indipendenza, ha precisato di aver lanciato una campagna contro l’AQMI nell’ Azawad e accusa Bamako di aver causato l’infiltrazione e il radicamento di questi fondamentalisti nell’Azawad.
Il messaggio del  MNLA alla comunità internazionale  era stato riportato con evidenza da molti media in tutto il mondo; mentre prove di cooperazione e di riavvicinamento tra AQMI e governo del Mali sono stati rintracciate e decrittate  da membri del Movimento”

[ ** Aguelhok è una base militare, tra il 18 e il 24 ,  100  vittime, anche civili, ma i Tuareg sono sempre stati oggetto di discriminazione razzista all'interno delle forze militari e l'attacco può anche aver avuto il carattere di una rappresaglia. A Bamako la notizia della carneficina aveva dato luogo  ad una insurrezione delle mogli dei soldati stanziati al nord.  Come scritto nel post Il Presidente del Mali e le mogli dei soldati, in centinaia avevano assediato giorno e notte il presidente Touré e la consorte, sottolineando la necessità di colloqui ed in effetti c'era stato  in Algeria un tentativo di mediazione, che non approdò ad alcun risultato]

I COMBATTIMENTI DEL MESE FEBBRAIO

I Tuareg  annunciano la conquista di una regione nord-orientale nel Mali,  il segretario dell’ONU Ban Ki-moon chiede  l’immediata cessazione dei combattimenti,  per rischio di globalizzazione dei disordini.

Abbiamo preso Tinzawaten Mercoledi (8 febbraio);  le nostre truppe stanno occupando la città”, ha detto Mohamed Ag Ghaly, combattente tuareg, riferendosi ad un’area vicino al confine algerino .  “Più tardi daremo i dettagli sulle morti ed i prigionieri”.  Un ufficiale maliano ha confermato la rivendicazione dei ribelli,: “Abbiamo chiesto alle nostre truppe come misura strategica l’abbandono delle loro posizioni a Tinzawaten”. 

Successivamente il capo dell’Ufficio Politico del MLN in un  comunicato ufficiale  lancia  una gravissima accusa al governo

Il movimento nazionale per la liberazione della Azawad (MNLA)  ha le prove che il Mali gode del sostegno di una nazione potente, che gli fornisce il  supporto aereo per la consegna di cibo e attrezzature militari all’esercito. Nella notte del 15 febbraio 2012,  gli uomini del MNLA che circondano la città di Tessalit  hanno  identificato un aereo di una potente nazione che ha lanciato un carico alla base assediata di Amachach (Tessalit). Ulteriori informazioni per ora non saranno rivelate.
Il movimento MNLA fortemente condanna e denuncia quest’appoggio allo stato maliano, perché intervento ingiusto soprattutto in quanto lo stato straniero è  considerato come il più indicato per trovare una soluzione definitiva al problema dell’Azawad, e a garantire la stabilità della sub – regione.
Informiamo inoltre la comunità internazionale che il Mali ricorre a mercenari dell’Ucraina per la manutenzione degli aerei e per le operazioni di volo  contro  i civili, causando  anche la morte degli animali, distruzione delle coltivazioni e dei veicoli appartenenti ai civili,  nelle località di Intedeyni, Agabo, Ouzen, Alakat e l’area circostante da Tessalit).
Il movimento MNLA lancia un allarme sulle conseguenze di questa ingerenza straniera e si appella allo stato ucraino affinché si assuma la responsabilità, sui   suoi cittadini che non dovrebbero prendere parte alla repressione del popolo Azawadien e l’occupazione del suo territori da parte dello stato del Mali.
Infine, il MNLA ribadisce la  volontà del popolo dell’Azawad di difendere la sua patria,  ivi compresi i mezzi legali. 

Ménaka, le 16 Février 2012 Le Président du bureau Politique du MNLA, Mahmoud Ag Ghaly

All’Ucraina il MLNA si rivolge direttamente, imputandogli l’azione di privati cittadini ucraini. Tacendo  il nome dello stato che effettua i rifornimenti all’esercito assediato, lascia intendere l’intervento di aerei militari, pertanto una diretta responsabilità del governo.
Non so quanto sia probabile che  la ricorrente definizione “stato potente” si riferisca a una nazione africana confinante. Possibile pensare al Canada , che in Mali  ha dislocato truppe per “operazioni speciali in missione permanente”;  agli USA**, che con il Mali hanno un accordo per l’ addestramento militare antiterrorismo.
Forse alla Francia  che in quella zona è attiva anche politicamente ed ha vari lucrosi  interessi, a partire dallo sfruttamento delle risorse naturali:le  miniere di uranio,  nel vicino Niger, della multinazionale francese Areva. Da Sahel Intelligence un articolo che ricorda come la Cina, con il suo ambizioso programma nucleare, si pone oggi come concorrente,  nell’insieme questi disordini e i ripetuti rapimenti di tecnici della multinazionale francese Areva, danno alla Francia motivo di muoversi anche sul fronte militare, con il beneplacito dei governi locali.
**aggiornamento 21 marzo 
da ALGERIA -WATCH, sito di informazione sui diritti umani,   ‘”Oui, à notre demande, les Américains ont largué des vivres sur la piste d’atterrissage de Tessalit, en face du camp militaire», a affirmé un responsable du commandement régional de l’état-major malien basé à Gao. ‘” Pertanto è confermata l’affermazione del MLNA, e la nazione che offre supporto all’esercito maliano sono gli Stati Uniti.
*****************************************************************************************
l’articolo segue in INDIPENDENZA, sogno e lotta dei TUAREG del Mali- 2a parte
About these ads
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 623 follower