Skip to content

Piombo fuso e veleni a gocce: vita da palestinese sotto l’imperio israeliano

March 11, 2012

mcc43

Tutto è cominciato venerdì [9 marzo] quando, dopo il lancio di due colpi di mortaio contro Israele, un raid israeliano ha ucciso il leader dei Comitati di Resistenza Popolare Zuhir al-Qaisi e il genero.
Secondo l’esercito, al Qaisi stava preparando un grave attentato in Israele al confine con l’Egitto. L’uccisione di al Qaisi ha scatenato la ripresa su larga scala dei lanci di missili e colpi di mortaio contro le città israeliane di Bèer Sheva, Ashdod, Kiryat Malachi, Netivot e Ashkelon. Le forze israeliane hanno reagito con una serie di raid contro cellule che stavano sparando missili e officine dove vengono assemblate armi.

Non è proprio così. In realtà tutto è cominciato l’11 novembre 2011 in questo articolo di Debkafile, un ente israeliano di analisi politiche, fiancheggiatore del Mossad, che costruisce lo sfondo sul quale far ballare gli eventi al suono della politica di Tel Aviv. 

[…] la Jihad sostenuta dall’Iran ha impiegato le armi contrabbandate dalla Libia cinque mesi fa come ha rivelato DEBKAfile l’11 novembre 2011. Cinquanta mercenari libici dei Fratelli Musulmani sono arrivati nella Striscia di Gaza il mese scorso da Tripoli sulle ruote dei minivan equipaggiati dei nuovi lanciamissili visti in azione negli scontri libici contro l’esercito di Gheddafi.

Ovvero: noi ve l’avevamo detto! E poi:

Agenti dei servizi segreti occidentali che operano nella Striscia di Gaza hanno provato a far saltare fuori dagli islamisti libici chi fosse dietro il contrabbando dei lanciamissili, ma sono stati bloccati dagli aderenti palestinesi della Jihad islamica che hanno fatto muro. Dall’arrivo, i libici addestravano le squadre palestinesi all’uso di diversi sistemi missilistici, indisturbati da qualsiasi interferenza militare israeliana.

Ovvero: faranno peggio, pertanto fuoco a volontà.

Lo stile comunicativo è quello di Don Basilio “la calunnia è un venticello che incomincia a sussurrar, si propaga, si raddoppia e produce un’esplosione, come un colpo di cannone” ma fa tanta presa sui nostri media.

§§§

Noi lettori non abbiamo alcun modo di appurare se i lanciarazzi siano arrivati dalla Libia, ma, sempre che esistano,  personalmente lo considero credibile. Allora mi vengono in mente tanti:  perché?

-perché chiamarlo  “contrabbando” se i lanciamissili non erano proprietà dell’esercito libico regolare,   bensì dotazione delle bande islamiste?
-perché sottolineare – in questo contesto – che Hamas è sostenuta dall’Iran?
-perché alludere genericamente a servizi segreti “occidentali” se ad avere più di tutti interesse ad indagare sono proprio gli israeliani?
-perché mancano fonti, non c’è nemmeno il solito “ da Debka files”,  della notizia dei 50 terroristi islamici arrivati a Gaza?
-perché , se la Jjhad di Gaza ha fatto muro, gli israeliani sono al corrente che i libici hanno addestrato i palestinesi?
-perché  se davvero erano a conoscenza del pericolo incombente, sono stati lasciati indisturbati, questi terroristi islamici, fino a quando su Israele sono piovuti due missili, questa volta insolitamente facendo dei feriti?

Difendere i civili israeliani è meno importante del superiore interesse di rammentare, dimostrandolo, che l’esistenza di Israele è sempre a rischio?   
Lo sfoggio di potenza di fuoco di una delle nazioni meglio armate del mondo ha fatto in tre giorni – fino all’11 mattino- 17 vittime nella strisca di Gaza. Quanto bisogno ha Israele di validarsi agli occhi del mondo, arrivando a superare in così larga misura perfino la legge del taglione?

Israele è una comunità profondamente traumatizzata [dice lo scrittore David Grossman]  che ha difficoltà a distinguere  pericoli reali dall’aura di traumi precedenti e talvolta penso che il primo ministro s’infiammi mescolando i pericoli effettivi con l’eco di quelli del passato.  Netanyahu e Jehoud Barak bombarderebbero l’Iran in parte per bisogni strategici, ma anche per quello che è in Netanyahu un sentimento di storica responsabilità di salvare il “popolo dell’eternità”.  Egli ha una visione secondo la quale siamo fin dalla Bibbia  il “popolo eterno” e le nostre negoziazioni, secondo questa sua visione, sono con l’eternità, con la prima corrente storica del genere umano, mentre gli Usa, con tutto il rispetto, sono solo un’ altra superpotenza come Roma, Atene o Babilonia, alle quali noi siamo sopravvissuti. Temo che questo modo di pensare possa incoraggiare  Netanyhau a fare il gran passo di invadere l’Iran”

Personalmente accetto tranquillamente che gli Ebrei si considerino un “popolo sacerdotale” (similmente potrebbero gli arabi), secondo la definizione che agli inizi del secolo scorso ne diede  il rabbino livornese Elia Benamozegh nel saggio Israele e l’Umanità. Per  questa ragione, è grande il mio sconcerto di fronte al fatto che uno stato, quindi una istituzione che esercita un dominio presente e concreto, voglia definire se stesso  “ebraico” e che adotti schemi d’azione militare che lo apparentano ai pistoleri del Far West americano.

Ritengo ci sia molta plausibilità nelle argomentazioni di Grossman, che nel romanzo Vedi alla voce Amore ha descritto in modo magistrale la compulsa reticenza dei sopravvissuti. Da questo, forse, nasce un collettivo, pietrificato, rifiuto di proseguire le analisi storiche sulla Shoa, quasi che finanche l’ipotesi di diminuire di qualche unità il numero delle vittime significasse negare in toto la tragedia.

§§§

La striscia di Gaza ha una densità di circa 6000 persone per Km quadrato, o più precisamente, come scrive  Berretti Bianchi, il sito degli obiettori di coscienza:

La Striscia di Gaza si estende su di un’ area di 360 km quadrati, di cui il 42% sono occupati dagli insediamenti; nel restante 58% vivono 1.220.000 palestinesi con una densità di circa 5.800 persone per km quadrato. Nei 150 km quadrati occupati dagli israeliani vivono 4/5000 coloni difesi da circa 8.000 soldati, con una densità di 25/30 persone per km quadrato (soldati esclusi). A est di Gaza sono decine gli insediamenti militari che non sono stati evacuati nonostante gli accordi di Oslo del 1994, qui sono di stanza centinaia di carri armati, mai rimossi dai loro campi.

Bombardare Gaza significa mettere a priori nel conto che i cosiddetti  “omicidi mirati”, sebbene propagandati come operazioni “chirurgiche” , spargeranno una scia di sangue. Significa sapere a priori che l’uccisione di un bambino rinfocolerà l’odio, rilancerà vendette; e tutto sarà la precondizione per altro “piombo fuso” che la Debkafile oggi mette in prima pagina “la Jihad islamica pagherà caro il lancio dei missili Fajr” (stranamente il nome di questi missili di superficie, Fajr,  è anche l’ora della prima preghiera islamica) e “rivela” che le sue fonti avvisano di “una spettacolare operazione” che i terroristi starebbero preparando contro Israele.

Ma la ragione della furia dei bombardamenti, secondo le dischiarazioni israeliane, risale a un ben preciso episodio precedente: Israele voleva uccidere Al-Quisi, che come detto all’inizio, era a capo del PRC, comitati di resistenza popolare. Ragione  notoriamente falsa.
dall’articolo del giornalista Yossi Gurvitz di 972mag.com

C’è un grosso problema serio con questo comunicato: si attribuisce ad Al-Queisi la responsabilità per l’attentato terroristico nei pressi di Eilat in agosto. Ma, come è stato scritto su questo blog più volte, gli attaccanti non provenivano da Gaza, ma piuttosto dal Sinai. Questo non ha impedito al IDF [forze militari israeliane] di uccidere sei membri della leadership PRC diverse ore dopo l’attacco, né ha impedito al Primo Ministro Netanyahu di annunciare che “i responsabili dell’attacco sono già stati puniti.”

Due mesi dopo l’attacco, le indiscrezioni uscite dall’establishment della sicurezza hanno permesso di ricostruire la verità ed escludere la responsabilità di Gaza.
Alla richiesta di commentare, il portavoce dell’IDF ha rifiutato; in seguito l’esercito egiziano ha arrestato un residente del Sinai, accusandolo di aver pianificato l’attacco di Eilat.

[sull'attentato di Eilat vedere post Dopo Eilat in Medio Oriente , di agosto 2011]

§§§

2009: "Piombo fuso"

La tracotanza dell’esercito e dei funzionari israeliani impera ovunque ed in Cisgiordania, contemporaneamente al bombardamento di Gaza, il governo di Tel Aviv ha fatto arrestare 120 palestinesi.


Nel blog STORIE DELL’ALTRO MONDO scrive una nostra connazionale che vive in Medio Oriente. Ora si trova nella Valle del Giordano; questo il suo ultimo post:

Storie di quotidiana (a)normalità

Due giorni fa Mohammad stava portando al pascolo le sue pecore nella piccola comunità di Ein al-Hilwah nel nord della Valle del Giordano. Ha fatto l’errore di attraversare la strada principale, la strada Allon che viene utilizzata dai coloni per raggiungere gli insediamenti israeliani del nord. L’esercito è arrivato e l’ha multato. 1000 shekel, 200 euro, forse il suo guadagno di un mese, solo per non aver obbedito ad ordini assurdi. Stessa storia oggi, nel piccolo villaggio di Furuj Beit Dajan, nella Valle del Giordano, a pochi passi dal check-point di Hamra. Arriviamo che l’esercito se ne sta andando, sta rientrando nella vicina base militare.
Parliamo con la comunità di beduini che è stata minacciata, la cui sopravvivenza si basa sulla pastorizia. Stesse minacce, stesso folle sistema di divieti e ordini militari. “Ci hanno detto che non possiamo attraversare né la strada principale, né la strada davanti a noi. Dove portiamo a pascolare le pecore?” ci racconta il capo della comunità puntando un indice verso il cielo.
Il motivo di questi divieti senza senso? Motivi di sicurezza, dicono gli israeliani. Trasferimento forzato e silenzioso, dico io. Dopo averli privati dell’acqua corrente e dell’elettricità, le autorità israeliane stanno sottraendo a queste comunità della Valle del Giordano anche lo spazio vitale per sopravvivere. E presto o tardi gli abitanti saranno costretti ad andarsene.

… e dove, domando io?

Netanyhau può anche venire riverito alla Casa Bianca,
la Debka può pure dettare le notizie ai nostri media e
l’AIPAC, American Israel Public Affairs Committee, perfino influire sulla poltrona presidenziale di una superpotenza,
nella società si tengano pure elezioni, forse lodevolmente senza brogli,
ma non basta.
Non basta a dare alla condotta militare e alla politica estera dello stato di Israele i connotati della civiltà democratica.

************************************

altri articoli su Israele qui   http://mcc43.wordpress.com/category/israele/

e Palestina qui:  http://mcc43.wordpress.com/category/palestina/

4 Comments leave one →
  1. alessandra p. permalink
    March 11, 2012 8:34 pm

    mcc43, perché non ti firmi con nome e cognome?

    • March 11, 2012 8:38 pm

      e perchè dovrei? la firma si trova nei riferimenti che dò, e poichè non voglio fare firme false, ho un gran da fare a verificare le fonti :)

  2. April 23, 2012 3:50 pm

    Un’altra goccia di veleno , un’altra ingiustificabile e non giustificata detenzione

    http://storiedellaltromondo.wordpress.com/2012/04/22/detenzioni-arbitrarie/

Trackbacks

  1. Dopo Eilat, in Medio Oriente « MAKTUB

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Connecting to %s

MAKTUB

"LA GUERRA NON E' UN'AVVENTURA, MA UNA MALATTIA, COME IL TIFO" .[Antoine de Saint-Exupéry]

O capitano! Mio capitano!...

"Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno." [Oscar Wilde]

Piazza della Carina

Geopolitics and Foreign Policy ... english and italian

Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

unlucano

Storie e Canti di una terra, di un popolo, di un melting po(s)t: unlucano!

Human rights investigations

evidence-based, independent and rigorous investigation of human rights abuses

Moorbey'z Blog

From a Nu-Afrikan perspective, RBG 4Lif.. Red For The Blood That We Have Shed In The Freedom Struggle Black Is For Our People & The Origin Of All Things In The Universe Green Is For Mother Afrika & The Rebirth Of Life And For Our Children

C'mon, people or sheeple?

Are you people or are you sheeple?

Falafel cafè

Voci e suoni da Israele e West Bank

zeroconsensus

Just another WordPress.com site

Café Africa

Conversations on a continent to be known

angela ruotolo

brevi note

follylesie

non succederà d'accadersi ancora.

GeoPoliticaMente

"Siamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte" (K. Adenauer)

saragio blog

sempre avanti - sempre pronti - mai subire

Affaires Familiales & Droits des enfants

LA MALTRAITANCE PSYCHOLOGIQUE DE L'ENFANT-OTAGE : L'EXCLUSION PARENTALE et L'ALIENATION PARENTALE - http://affairesfamiliales.wordpress.com

socratesandsyria

"Socrates and Syria" is a discussion space for 'facts, fiction, and terror' in Syria today

Minuzie

Occuparsi di un solo argomento non è solamente inutile. E' dannoso.

The Middle East Tribune

Centered on Human Rights, Civil Liberties & Socioeconomic Issues

LA CACCIATRICE DI ANIME

Un angolo oscuro tra le pareti di foglie del mio nido. Un nido di abissi insondabili in mezzo alle tempeste della vita. Il rifugio per ongi naufrago scampato alla morte sicura.

39webmarketing

webmarketing per PMI: comunicare per vendere

al-Wasat - الوسط

The Muslim world, radicalization, terrorism, and Islamist ideology

Blog di Giuseppe Casarrubea

occorre conoscere il passato per dare risposte al futuro

4realinf's Blog

Etiam si omnes ego non

GilGuySparks

The guy was nothing but a pain in the ass

nsnbc

independent daily for daily independence

Tutto Ciò Che Si Immagina è Reale........

Di Reale Non c'è Che L'Immaginazione

Il Pensiero del Dud

Un luogo della Mente

LEFT HOOK by Dean Henderson

A Weekly Whack at the Global Oligarchy

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 421 other followers

%d bloggers like this: