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Un paio di pessime ragioni per destabilizzare il Mali

marzo 29, 2012
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mcc43

ORO a noi,INFERNO a loro

Il furto, dall’estero

Il Mali è uno dei massimi produttori mondiali di ORO e ha miniere di  URANIO, BAUXITE, FERRO, MANGANESE, STAGNO, RAME.  A tanto ben di dio si aggiunge, secondo recenti report,  nella zona nord (dei Tuareg in rivolta),  la presenza del PETROLIO  e un ecosistema dotato di ACQUA nel sottosuolo.
Si può forse lasciare tutta questa ricchezza nelle mani dei nativi? Non è costume delle grandi potenze rispettare la proprietà altrui.

L’impunità, dall’interno
In un post precedente avevo già riportato una fonte interna, secondo la quale sotto la presidenza Touré  è stata raccolta un’ampia documentazione sulla corruttela politica e i crimini di natura finanziaria.
Finora non erano stati avviati procedimenti giudiziari, ma nulla garantiva che il prossimo presidente eletto non desse, invece, ordine di aprire i dossier e iniziare i processi. Da Bamakolive:

Nel centro amministrativo dove sono riuniti maggior parte dei servizi, i dipendenti hanno scoperto che i  loro uffici sono svuotati di tutti i computer, anche armadi, tavoli, stampanti sono scomparsi,  centinaia di fogli sparpagliati per terra, vetri rotti.
“Io non so nemmeno dove sono finiti i miei dossiers” dice un funzionario del Ministero per la casa.

Questa la situazione dopo i raid condotti dai ribelli nell’immediatezza del colpo di stato, sia nel palazzo presidenziale che nei Ministeri. Un classico delle rivolte sono i furti e il vandalismo che servono perfettamente a mascherare la distruzione di file scomodi per i pezzi grossi del malaffare.

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Il presidente, Amadou Toumani Touré, mercoledì 28, è uscito dal silenzio rilasciando una intervista telefonica nella quale dichiara di non essere prigioniero, di trovarsi al sicuro insieme alla sua famiglia, senza precisare il luogo. Inoltre ha aggiunto


“””Ho seguito con grande interesse le conclusioni dopo il vertice straordinario tenutasi Martedì a Abidjan. Sono pienamente d’accordo con le proposte formulate dai capi di Stato ECOWAS per la crisi nel nostro paese. Un piano che significa un ritorno alla normalità dell’ordine costituzionale, un punto inalienabile, e certamente ci permetterà di evitare qualsiasi avventura. Esso comporta anche il ritorno alle istituzioni della Repubblica che sono state democraticamente elette dal popolo sovrano del Mali.
Il ” caso ATT ” [
acronimo del suo nome] è certamente il più semplice: a due mesi dal termine del mio mandato, resto a disposizione per una soluzione lungo le linee della salvaguardia della democrazia del Mali, che era da tutti citata ad esempio. Democrazia, che insieme a tanti maliani democratici, ho contribuito a creare. Chiedo ai miei compatrioti e agli amici del nostro paese un sostegno per uscire da questa crisi che il Mali non merita.””

Oggi doveva arrivare a Bamako la delegazione di capi di stato africani : Costa d’Avorio, Niger, Benin, Burkina Faso, Nigeria e Liberia, in rappresentanza dell’Ecowas, organizzazione economica degli stati dell’Africa occidentale e, nell’ambito del piano di uscita dalla crisi,  contattare le organizzazioni della società civile, i rappresentanti della classe politica e del CNRDRE, l’organo direttivo creato dalla giunta militare.
Proprio i ribelli della giunta militare hanno impedito all’aereo di atterrare.
Sono nati degli scontri fra partigiani dell’ordine democratico e sostenitori dei rivoltosi , ciò ha indotto la delegazione,  già entrata nello spazio aereo del Mali, a  invertire la rotta e dirigersi ad Abidjan dove resta riunita nella speranza di poter portare a termine il suo compito nelle prossime ore.

— secondo una notizia , ancora non confermata, il presidente della Nigeria Goodluk Johnatan sarebbe riuscito ad atterrare a Bamako e contattare il capo del CNDRE Sanogo


Intanto il CNDRE  procede speditamente nel rafforzamento della sua posizione:  ha imposto una nuova Costituzione  che consacra la preminenza del potere militare fino alle elezioni presidenziali e legislative la cui data, però, non è stata fissata.

La società civile sembra divisa, anche se non è chiaro di quale proporzione di consensi dispongano i golpisti. Mercoledì, qualche migliaio di manifestanti pro-giunta sono sfilati per le vie di Bamako, gridando slogan contro la comunità economica africana e la delegazione in procinto di arrivare con il piano anticrisi, contro la Francia, ex potenza coloniale, e il resto della comunità internazionale che ha unanimemente condannato il golpe.
Invece la quasi totalità della classe politica e le organizzazioni della società civile hanno creato un fronte antigiunta e vogliono ricacciare i militari nelle caserme.

Intanto nel Nord l’offensiva dei Tuareg del MLNA prosegue intorno alla città di Kidal, il cui possesso assume un valore simbolico.

segue

GLI ARTICOLI PRECEDENTI SUL PUTSCH  SONO ALLA TAG MALI http://mcc43.wordpress.com/tag/mali/

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