Skip to content

La lotta dei TUAREG del MNLA per separarsi dal Mali, dalla fame, dagli islamisti.

15 aprile 2012
Tuareg del MNLA

mcc43

- Essere Tuareg del MNLA
- Gheddafi e i Tuareg
- Il Richelieu del deserto
- Tuareg a Bamako
- Il neo Presidente pro-guerra

Essere  “Tuareg” del MNLA

 Chi sono i Tuareg? Circa un milione e mezzo di persone alle quali la politica internazionale ha cancellato l’identità colletiva frammentandola in cinque nazionalità (Mali, Algeria, Libia, Niger, Burkina Faso); cittadinanze formali, ma non sempre effettive.
Furono gli esploratori a denominare Tuareg  quest’etnia autoctona del Nord Africa,  ma essi si riconoscono come parte del popolo Amazigh. La
tribù più antica di cui si ebbe notizia viveva nel Fezzan, il sud libico, e dal suo nome, i Libu, deriva Libia. Pochi metri sotto le loro tende, c’è petrolio o gas o oro, ma i Tuareg sono per la maggior parte poverissimi. Nomadi allevatori flagellati dalla siccità che tanto spesso uccide il bestiame. Quando non è il clima sono i governi che, per frenare le ribellioni, incendiano l’erba: le bestie muoiono e la gente patisce la fame. E ci sono anche le razzie degli animali predatori, così che l’eterno nemico dei Tuareg si chiama FAME.

“Da quando sono stati fissati dei confini, siamo diventati degli stranieri” dice uno di loro (ved.video nella barra laterale) . Organizzati in un sistema di clan e tribù, è in seno ai Tuareg del nord del Mali che si è sviluppato il più persistente e indomabile spirito di rivolta che ora si esprime nel MNLA: Movimento per la Liberazione dell’Azawad, regione inclusa nei confini maliani  contestualmente alla creazione dello stato negli anni ’60 (vedere post )-

Gli aderenti al MNLA appartengono a due tribù: gli Iforas, stanziati nella regione, e gli Idnan,  guerrieri e nomadi. Il movimento ha un supporto popolare ampio perchè non si rinchiude nell’etnia, ma si rivolge all’intera popolazione dell’Azawad: Songhai, Peulh e Arabi, come si può leggere nei documenti del sito,  voce ufficiale, non banale strumento di propaganda.

La galassia islamista si estende in tutto il Sahel e i suoi interessi si sono temporaneamente giustapposti alla lotta per l’indipendenza dell’Azawad, ma il MNLA si proclama antifondamentalista e rivendica orgogliosamente la propria laicità.

Nella dichiarazione d’Indipendenza proclamata il 6 aprile, c’è l’impegno all’adesione totale ai principi della carta dell’ONU e alla creazione di Istituzioni statali fondate su una costituzione democratica. 
Lo stato indipendente dell’Azawad fondato su questi principi ha l’appoggio dal
CONGRESSO MONDIALE AMAZIGH:

Gli stati occidentali non possono opporsi all’indipendenza dell’Azawad avendo sostenuto attivamente la creazione di nuovi stati come il Montenegro nel 2006 e il Sud-Sudan nel 2011.
D’altronde chi ha il diritto di opporsi alla volontà di un popolo che vuole raggiungere la libertà? La Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, sui diritti dei popoli autoctoni in particolare, sono scritte per tutti i popoli del mondo senza eccezioni.
Di conseguenza ci appelliamo all’Unione Africana, all’Onu, e ai paesi che ne sono membri affinché riconoscano il nuovo stato indipendente dell’Azawad e collaborino alla costruzione della pace, allo sviluppo e al benessere in questa regione.
Paris, le 26/03/2962 – 7/04/2012  Le Bureau et le Conseil Fédéral du CMA

Moussa Ag Assarid

Il portavoce del MLNA, scrittore e giornalista, MOUSSA AG ASSARID dichiara:

“Noi siamo pronti a discutere e dialogare con chiunque. Ciò che non ammetteremo è che militari stranieri al Mali e all’Azawad entrino nel nostro territorio per combattere contro la ribellione dei Tuareg. Se ci sarà un intervento, noi Tuareg ci coalizzeremo.”

Un passo indietro: Gheddafi e i Tuareg

.

Gheddafi a una riunione di capi Tuareg, Sebha 2009

Molti appartenenti al MNLA che hanno combattuto in Libia sono superficialmente etichettati come  “mercenari”. Moltio, invece, erano da tempo arruolati nell’esercito, spesso ufficiali che  vivevano in Libia e avevano con sè le famiglie. Il sogno gheddafiano di una repubblica islamica unificante il Sahara aveva conquistato vaste simpatie presso i Tuareg,  emarginati e oppressi dagli stati di appartenenza; ad accentuare la simpatia era anche l’origine berbera della madre di Gheddafi, ma altrettanto forte era il risentimento per l’ostracismo del regime alle culture berbere, così che alcuni dei ritornati dalla Libia erano reduci dalle file del CNT. E questa è una prima divisione in seno ai combattenti Tuareg.

Stretti legami con il governo libico aveva Ibrahim Ag Bahanga, intransigente capo della ribellione precedente; allo scoppio dei moti di Bengasi prese contatto con i militari del suo clan in forza all’esercito libico convincendone una parte a  razziare le armi. Il 26 agosto, Ag Baghanga è stato ucciso al confine tra Mali e Niger, dove già reclutava in vista dell’insurrezione nell’Azawad.
Aghali Alambo, un capo Tuareg del Mali che aveva ottenuto asilo politico a Tripoli, è stato arrestato in marzo con l’accusa di traffico d’armi e legami con Al Qaeda. Come si vede, è in corso un’epurazione di coloro che avevano avuto stretti legami con Muhammar Gheddafi.


 Il Richelieu del deserto e i servizi segreti

.

(Uno dei volti di) Iyad-Ag-Ghali

IYAD AG GHALI è un Tuareg dalla caleidoscopica carriera che, come quella del Cardinale francese, incrocia religione, politica, astuzia. Appartiene alla tribù Ifora, è massimo esperto delle caratteristiche climatiche del Sahara, diplomatico, ribelle, radicalista islamico, mediatore con Al-Qaeda per la liberazione degli ostaggi occidentali.
Da sempre è blandito dai servizi segreti di ogni paese;
secondo  documenti diffusi da Wikileaks nel 2008 trattava alla pari con il Presidente Amadou Toumani TOURE’ per la sostituzione del governatore di Kidal.
Oggi è al centro delle trattative per la liberazione del Console algerino e altre sei persone rapite dal Mujao. (
Questa è la terza impresa criminale rivendicata dal Mujao, nuova branca di Al Qaeda,  dopo il rapimento della nostra ROSSELLA URRU e l’attentato a Tamanrasset in Algeria, ( ved post  Rossella Urru nelle mani del franchising del terrorismo )
Dopo la conquista di Timbuctu, e la  tempestiva “visita” di tre boss dell’Aqmi ,  Ag Ghali ha messo ben in chiaro che non gli interessa un Azawad indipendente come lo vuole il MNLA, il suo scopo è l’introduzione della legge islamica (ved. post Mali: tre fronti e un convitato di pietra) . Questa è l’altra profonda divisione del fronte Tuareg verso il governo centrale.

La differenza ideologica e operativa che rende incompatibili il MNLA e l’Ansar Din di Ag Ghali emerge anche in occasione di quest’ultimo rapimento. I combattenti del MNLA avevano avvisato il Console algerino sollecitandone l’ immediata partenza dal Mali, ma la risposta del Console fu: attendo ordini da Algeri. Purtroppo per lui sono arrivati prima i banditi del Mujao e offrono a Ag Ghali un’ occasione di accrescere il suo peso politico nella regione.

Tuareg a Bamako


La ribellione del MNLA  ha umiliato l’esercito fin dai primi giorni, provocato  una rivolta dei famigliari che assediarono il palazzo presidenziale e, in seguito, il golpe militare di Amadou SANOGO. In città vi è una forte rabbia verso tutti. Verso  i paesi vicini, dell’Ecowas, che prendono decisioni sul futuro del Mali e impongono sanzioni economiche e diplomatiche.  Verso la Francia, ex potenza coloniale, accusata (con ragione) di doppiogiochismo e  verso il MNLA visto con sospetto.

Dalle interviste realizzate a Bamako da  El Watan

In nessun parte dell’Africa la Francia è apprezzata. Sarkozy  fa troppi trucchi. La guerra in Libia? è stato lui. La politica d’immigrazione che ci ha sbarrato le porte dell’Europa? è stato lui.”
“Bisogna impedire questa secessione, preparata e sostenuta dagli ambienti economici stranieri. Ancora una volta, è guerra per il petrolio, una rapina della nostra zona più ricca. “ dice un altro riferendosi al potenziale petrolifero e uranifero dell’Azawad.
E nelle strade di Bamako non capita più d’imbattersi in  “uomini blu”. Per timore di rappresaglie la maggior parte dei Tuareg che vivevano nella capitale sono fuggiti.”

Il neo Presidente anti-dialogo e pro-guerra

Diocunda Traore, neo Presidente

Nell’ambito della transizione del potere dai golpisti alla società civile, la Presidenza ad interim del Mali è andata al presidene dell’Assemblea nazionale DIONCUNDA TRAORE’. Nel discorso di insediamento ha fatto due promesse che hanno scarsa possibilità di realizzarsi; elezioni in 40 giorni in tutto il paese, che però è spaccato e ancora da riunire, nonchè “guerra mortale e implacabile” ai ribelli dell’Azawad.  Come, dal momento che sono state proprio le sconfitte subite dall’esercito ad opera del MNLA a motivare il golpe militare?  

Quello che sta facendo Traoré per mantenere le promesse  è ricorrere ad accordi segreti proprio  con Ag Ghali e i suoi islamisti di Ansar Dine così da spingere i Tuareg a combattersi fra di loro?
Conta certamente, Traoré, sulle truppe straniere offerte dai paesi dell’Ecowas che –  per bocca di Blaise CAMPAORE’, presidente “francese” del Burkina Faso – assicura il sostegno “senza riserve”  per stroncare la ribellione.
Traore e Campaorè parlano come se i Tuareg del Movimento di liberazione dell’Azawad fossero degli invasori e non dei cittadini del Mali portati all’esasperazione da decenni.
Considerando che il MNLA è un movimento laico che si rivolge all’Onu per un diritto sancito nella carta costituiva delle Nazioni Unite,  la “guerra mortale e implacabile” promessa dal neo presidente sarebbe più opportuna ai gruppi di AlQaeda e ai fiancheggiatori, come Ansar Din.

Voci che propongono il dialogo invece che la guerra non mancano, anche nel Parlamento Europeo. François ALFONSI, deputato, fondatore dell’Organizzazione “Amicizia Amazigh” dichiara:

François Alfonsi, parlamentare europeo

Impegnarsi con il MNLA è l’altra opzione strategica. Sarebbe incomparabilmente più vantaggiosa, evitando un disastro annunciato per gli anni a venire, e consentendo la stabilizzazione della regione di fronte al rischio islamista. Il MNLA, e le popolazioni Tuareg, saranno una difesa molto migliore contro la diffusione del fondamentalismo che un’aggressione militare maliana infiltrata da elementi occidentali.
E ‘urgente avviare un dialogo diretto con il MNLA e sfidare la diplomazia post-coloniale portata avanti dalla Francia, prima di commettere l’irreparabile.
Bruxelles, 13/04/2012


§§§

VITA TUAREG


****************************************************************

Qui tutti i precedenti articoli di questo blog riguardanti
il popolo Tuareg : http://mcc43.wordpress.com/tag/Tuareg/
il golpe del Mali http://mcc43.wordpress.com/tag/Mali/
Le collezioni di articoli e documenti per la preparazione dei post in http://www.serachees
http://www.searcheeze.com/p/mcc43/tuareg & http://www.searcheeze.com/p/mcc43/mali-colpo-di-stato

About these ads
2 commenti leave one →
  1. Marc permalink
    20 aprile 2012 8:27 pm

    Il Vaticano si è schierato per l’Unità del Mali, ovviamente per pararsi dall’ondata islamista. Comincia male assai Traorè dichiarando guerra ai Tuareg, dimostra che hanno ragione, non sono mai stati considerati effettivamente maliani, solo un corpo estraneo, un incomodo sopra un territorio ricco.
    ciao

    Mi piace

  2. 21 aprile 2012 5:52 pm

    Moussa SAg Assarid, il portavoce smentisce molte affermazioni dei media, per esempio: Ansar Din a Timbuctu sono arrivati praticamente a battaglia finita, approfittando della lotta del MNLA:
    Non sono islamisti, lo ripeto, sono un’organizzazione politicamente avanzata e preparata. Purtroppo le qualità che il governo del Mali e i paesi vicini temono, ma il Vaticano sbaglia parecchio a non schierarsi con il diritto dei popoli all’indipendenza.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 664 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: