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I Tuareg del Mali nella tormenta

14 maggio 2012
Mali e fiume Niger

mcc43

Il fiume Niger è la vena d’acqua che disseta gran parte del territorio maliano. Vi si dispiega come un arco che inizia dai monti che costeggiano l’oceano Atlantico  e che all’oceano ritorna con il grande delta nel Golfo di Guinea. Oggi una parte del suo lungo corso traccia un confine interno fra due regioni in lotta. Regioni diversamente tormentate al loro interno, perché lo stato del Mali venne creato a tavolino nella convinzione di poter far convivere pacificamente quindici differenti etnie (vedere: articolo)


 SOTTO LA SPONDA  DESTRA DEL FIUME NIGER
si estende il Sud del MALI, zona più ricca e sviluppata,  abitata in  maggioranza dai Mandinga,  con Bamako capitale della Repubblica.

A partire dal  22 marzo, giorno del colpo di stato contro il presidente Amadou Toumani Tourè è teatro di un’accanita e confusa lotta per il potere che fa sprofondare il paese nella dissoluzione dell’ordine democratico,  nonostante – o è una concausa? –  l’intenso lavorio diplomatico dei paesi vicini, raggruppati nell’organizzazione economica filo-francese denominata ECOWAS o CEDEAO.
Formalmente il  capitano pustchista Amadou Sanogo ha ceduto le redini a un presidente ad interim e a un capo del governo con il compito di sovrintendere alle elezioni.  In pratica avviene una feroce guerra dei  “berretti”: i berretti rossi della Guardia Presidenziale  contro quelli verdi  dei putschisti.  I primi, strumento della Presidenza, sostengono l’intervento militare dei paesi vicini per soggiogare il Nord ribelle, i secondi  hanno deciso di opporsi.

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 SOPRA LA SPONDA  SINISTRA DEL FIUME NIGER
si estende la zona asciutta e povera: l’Azawad, abitato in maggioranza da Tuareg,  Peul, Songhai e Arabi.

Il Movimento di Liberazione dell’ Azawad (MNLA) ha proclamato il 6 aprile l’indipendenza e ha chiesto all’Onu il riconoscimento del nuovo stato, ma deve far fronte a un crescente numero di  gruppi islamisti.
Mentre il MNLA si è pronunciato per uno stato laico e indipendente , il blocco islamista è contro il distacco dal Mali  poiché persegue l’intento di  creare un grande Califfato  governato con la legge della sharia. In entrambi i fronti, tuttavia,  si contano varie fratture.

- Il MNLA ha subito una scissione che ha creato il Fronte Nazionale di liberazione dell’Azawad  (FNLA) con base  a Timbuctu,  città di cui controlla una parte.
– Gli islamisti sono frammentati in varie correnti: AQMI, Ansar Dine (che controlla l’altra parte di Timbuctu),   MUJAO (frazione dissidente dell’Aqmi che ha rivendicato il rapimento di Rossella Urru) ed  elementi di BOKO HARAM, il gruppo (definito) islamista autore di sanguinosi attentati contro gli abitanti (definiti cristiani) della Nigeria.
Infine vi sono le innumerevoli bande armate dedite al traffico delle sigarette, della droga e degli esseri umani che travagliano da tempo la  vita degli abitanti della regione.

LA SVOLTA

Le correnti più forti numericamente e più politicizzate fra quelle che operano nell’Azawad , MNLA e Ansar Dine,  si sono incontrate, e ciò ha il valore di un passo storico viste le divergenze, per cercare un nuovo corso comune partendo dalla questione principale per il futuro assetto istituzionale e amministrativo dell’Azawad: il ruolo della religione.
Non  è ancora stato pubblicato un documento conclusivo, ma fonti ufficiose rivelano che  i rappresentanti del MNLA hanno indotto gli avversari ad accettare il principio che solo al popolo compete decidere la natura del regime: basato sulla  sharia o improntato alla laicità; si è proposto un referendum da tenere prossimamente, dichiarando l’impegno ad accettare il risultato che ne emergerà.
La fonte rivela anche  due altri punti di intesa tanto sorprendenti da suscitare qualche dubbio sulla veridicità: il disarmo dei combattenti non inquadrati nel MLNA e la formazione di un governo provvisorio entro il 17 Maggio. Contestualmente dovrebbe essere lanciato l’ultimatum ai gruppi alqaedisti perché lascino il territorio, essendo convinzione generale che la loro permanenza consente l’opera di reclutamento e ne aumenta  il  radicamento territoriale.

IL “NUOVO” ATTORE

A ulteriore  incremento del caos, in questi giorni si registra la nascita di una nuova formazione armata.
Un colonnello (di quale esercito, se ex-libico o maliano, l’articolo  non specifica) di nome Elhadj Ag Komou ha annunciato la creazione di un proprio gruppo sotto la sigla MARR che riunisce elementi  Songhay, Peulh, Arabi e Touareg. L’azione politica consiste nel perseguire  per l’Azawad  il reintegro nella Repubblica del Mali  come regione a statuto speciale con ampia autonomia.  Il primo obiettivo su questa via  è combattere gli islamisti e a questo fine ha lanciato due appelli. Uno alla comunità internazionale,  con una “richiesta di aiuto” non specificata in dettaglio. L’altro ai combattenti  nelle file MNLA e  FNLA  che siano disposti ad accantonare l’idea dell’indipendenza  e convergere in un fronte comune contro i gruppi armati islamisti.

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L’Azawad è oggi un nodo inestricabile, con il rischio che armi straniere intervengano per dare un taglio netto che nulla risolverebbe della drammatica condizione di vita in cui da decenni si dibatte la popolazione.

Alessandro Magno taglia il Nodo di Gordio

I post precedenti in questo Blog sono alla Tag: Tuareg

Le raccolte  degli articoli dei media internazionali continuamente aggiornate  sono ai link :

http://www.searcheeze.com/p/mcc43/mali-colpo-di-stato

http://www.searcheeze.com/p/mcc43/tuareg

http://www.searcheeze.com/p/mcc43/azawad-una-nuova-nazione-une-nouvelle-nation-a-new-nation

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