Skip to content

Le parole di Moshe

25 giugno 2011
tags:

mcc43

Moshe Feldenkrais  

da

L’Io Potente. Uno studio sulla spontaneità e la compulsione.

 

Veniamo spesso descritti come un campo di gioco su cui agiscono tensioni corporee derivate dall’ambiente e dalle circostanze. In effetti quest’immagine spesso è corretta, dato che i normali metodi di “educazione” bloccano lo sviluppo su molti piani delle motivazioni emotive, tranne quelle poche alimentate dal nostro modo di agire e vivere, sicché facciamo l’errore di prendere la situazione presente e passata come norma delle possibilità umane. La più grande difficoltà che si incontra nel cercare di spezzare questo circolo vizioso e trovare la strada verso la maturità risiede nella nozione erronea, profondamente radicata, che una persona sia quello che è per nascita, e che qualunque cosa faccia resterà sempre quella che è. Se un individuo ci stupisce per le sue imprese, immediatamente decidiamo che ha sempre avuto questa dote e che né lui né nessuno altro  prima l’aveva notato. La quantità di lavoro e la lotta interiore l’intera vita spesa per imparate e tutto ciò che la persona ha fatto viene scartato come se non fosse di nessuna importanza. Ciò che un uomo fa ci sembra molto meno importante rispetto a ciò che è.
Con tale contraddittoria assurdità, continuiamo a credere che una persona “sia nata così” : sia onesta volitiva per bene, un pilota nato o una radio annunciatrice nata , arriveremo preso a scoprire “piloti di bombardieri nati” capaci per dote ereditaria di far cadere bombe atomiche su un bersaglio e che sappiano per “istinto” dove farle cadere.
Non appena ci rendiamo conto, attraverso l’esperienza del nostro corpo che è possibile operare in noi dei cambiamenti fondamentali – che non esiste una cosa chiamata personalità senza un ambiente e che non c’è comportamento senza un’interazione fra i due –la strada verso la maturità è aperta(*). Ignorando l’ambiente e le proprietà della struttura corporea che cresce al suo interno, ogni tanto ci troviamo in vicoli ciechi e non vediamo via d’uscita. Dopo di che mettiamo a tacere i nostri scrupoli di coscienza aggrappandoci a idee che giustificano la nostra impotenza (l’anima, l’ereditarietà, la predisposizione, l’inconscio) insomma qualsiasi nozione che ci lasci tollerare in santa pace la nostra indolenza.
Le guerre, allora, non sono dovute all’azione umana, ma alla “natura umana”, che, “come tutti sanno” è ereditatae perciò non può essere alterata senza che cessi di essere natura umana. Continueremo perciò a intraprende guerre qualunque cosa si possa cercare di fare per evitarlo.
La verità è che le guerre sono prodotte dagli esseri umani allo stesso modo con cui adottiamo posture scorrette. Entrambe sono necessarie e servono a uno scopo  utile fino a che non abbiamo nessun altro modo per conseguire le necessarie finalità.

Proprio come la persona che adotta un uso invalidante del proprio corpo quando si trova di fronte a un compito per il quale la sua precedente esperienza non l’ha equipaggiata, così l’umanità nel suo complesso adotta metodi invalidanti per conseguire la sicurezza.
Entrambi esibiscono il comportamento compulsivo dello sviluppo bloccato. Ed entrambi possono cambiarli.

in Cap.8 L’origine della postura difettosa

Casa Editrice Astrolabio

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: