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Oslo, sangue e complotti

24 luglio 2011

Post In progress dal 24 luglio

E’ almeno dai tempi dell’assassinio di Kennedy che non ci si dovrebbe fidare della versione secondo la quale UN solo individuo organizza e porta a termine un attentato che, prima ancora che per il numero delle vittime, fa scalpore perchè colpisce un simbolo o avviene in un periodo delicato per gli equilibri di un paese e dello scenario internazionale.

Non convince quindi il singolo “fondamentalista cristiano”, destrorso solitatrio che riesce a mettere a segno due attentati nel medesimo giorno mettendo sotto choc la Norvegia e l’Europa tutta.
Non ci credo, io, nemmeno se si precipita a confessare. Prima di tutto perchè ignoro le tecniche di interrogatorio della polizia norvegese e poi perchè questo giovanotto solitario sembra avere le idee assai confuse visto che è sia fondamentalista cristiano che frammassone, anche se dei gradi bassi della gerarchia, in più è un nazionalista, ha simpatie naziste e contatti con ambienti israeliani, nonchè fiero nemico degli islamici.

Questa zuppa di notizie, molte delle quali desunte dal suo profilo Facebook (!!) si trova qui
http://www.bobtuskin.com/2011/07/23/illuminati-freemason-mind-controled-slave-anders-behring-breivik-identified-as-suspect-in-norway-shooting/

E specificatamente sui “fondamentalisti cristiani”  in quanto notizia impropria,  sul blog altrocampo ci sono le delucidazioni di Massimo Introvigne  http://altrocampo.altervista.org/?p=387

Stiamo quindi per avviarci alla solita trita e ingannevole spiegazione: il gesto di un pazzo?  Preferisco cominciare a chiedermi:

Che cosa ha fatto la Norvegia per meritare questo bagno di sangue?

Chi e/o quanti ne portano la responsabilità?


Il recente gesto più eclatante è la dichiarazione di voler uscire dal suo impegno nella coalizione  dei bombardieri della Libia.
Ci sarebbe dunque dietro un terrorismo pro-ribelli, visto che questa risoluzione norvegese  nominalmente favorisce Gheddafi?
Perchè no? Una bella etichetta Al Qaeda non la si nega a nessuno.  Così la pensa,  precipitoso  e garrulo, il quotidiano Libero

http://www.libero-news.it/news/788707/Al-Qaeda-attacca-Oslo-Autobomba-e-sparatoria.html

“La rivendicazione – Il gruppo terroristico Ansar al-Jihad al-Alami ha diffuso un messaggio sul forum jihadista Shmukh in cui appare rivendicare i due attentati come ritorsione alla presenza della Norvegia in Afghanistan, alle celebri vignette danesi di Lars Vilks rilanciate da alcuni giornali quotidiani”

In fondo, essendo interesse della  coalizione chiudere al più presto la partita libica, che cresca la paura del terrorismo nelle nostre città aiuta, ora che il CNT, Consiglio transitorio nazionale del ribelli, è riconosciuto da moltissimi paesi Nato come rappresentante ufficiale del popolo libico. Basterebbe allora premere sui membri  e convincerli a richiedere (ora legittimamente !!!) un intervento di truppe di terra per arrivare all’obiettivo vero di tutta la campagna: assicurarsi il controllo politico del paese e con ciò le riserve petrolifere.
Naturalmente dopo aver fatto piazza pulita delle frange al-qaediste tra i ribelli!

§§§§§§

Lo screening in rete fa trovare, al momento in cui scrivo, altre  ipotesi.

http://www.waynemadsenreport.com/

Wayne Madsen, giornalista investigativo, magnificamente ” politically uncorrect” ( in pratica uno che non è immediatamente prono alle notizie ufficiali) chiedendosi perchè Oslo, risponde: perchè è la città simbolo dei famosi accordi di Oslo del 1993.
Il cuore di quegli accordi era il ritiro di Israele da Gaza e dalla Cisgiordania, con conseguente diritto dei palestinesi all’autogoverno. Ora Hamas di Gaza e ANP di Cisgiordania hanno stretto un nuovo patto per superare la spaccatura politica e si va verso la votazione di settembre all’Onu per la creazione dello Stato Palestinese. La Norvegia ha preannunciato il suo voto positivo.
Secondo Madsen allora “ this Mossad terrorist attack was symbolic. ” Ovvero, si tratterebbe di un intervento mascherato dell’efficientissimo servizio segreto dello stato israeliano.

Dean Henderson, americano, un Verde  appartenente al Partito democratico, scrittore e globe-trotter ricercatore sui movimenti rivoluzionari mondiali, avanza la stessa ipotesi partendo da un altro punto di vista:

http://deanhenderson.wordpress.com/2011/07/24/was-israel-behind-norway-terror-attacks/#more-1371

Eleven months ago, Norwegian Finance Minister Sigbjørn Johnsen announced that the sovereign wealth Norway Oil Fund would boycott Israeli firms involved in building West Bank Jewish settlements.

The Ministry issued a statement that read, “The ethics council stresses that construction of settlements in the occupied territories violates the decision of the Geneva convention regarding defense of civilians during war time. Several decisions of the UN Security Council and the International Court of Justice have reached the conclusion that construction of Israeli settlements in the Palestinian territories is prohibited.”

Sempre la questione palestinese, quindi, sarebbe il movente del governo israeliano, ma per la minaccia di  boicottare le imprese israeliane, una rappresaglia per gli insediamenti di colonie nei territori palestinesi ancora sotto occupazione. Oltre a ciò, la sottolineatura da parte del governo norvegese che ciò costituisce una violazione dei trattati della Convenzione di Ginevra sui diritti  delle vittime di guerra.

§§§§§

Ci aspetta dunque un altro di quei “misteri” la cui soluzione ufficiale lascia una scia di sospetti e  un malessere che rende la pubblica opinione assuefatta e indifferente?
Proprio da Oslo che in certe epoche non lontane veniva chiamata Christiania?

AGGIORNAMENTO del 25 luglio.

Secondo TgCom: http://www.tgcom.mediaset.it/

spunta una pista inglese  dietro l’attentatore solitario. E a me torna in mente che la diaspora libica è forte e organizzata in Gran Bretagna. Ma non ho fatto tempo a pubblicare l’aggiornamento che la notizia è diventata “arrestato presunto complice in Polonia”.

E con ciò abbiamo sistemato anche i molto “cristiani” polacchi  oltre ai libici anti-gheddafi di Gran Bretagna.  Mercato della disinformazione.

Secondo l’Ansahttp://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/07/25/visualizza_new.html_781516391.html

Israele minaccia accordi Oslo con Anp – Se palestinesi chiederanno voto all’Onu su stato

Israele minaccia accordi Oslo con Anp(ANSA) – TEL AVIV, 25 LUG – Israele non esclude di ripudiare gli storici accordi di pace di Oslo – da cui nacque l’Autorita’ nazionale palestinese (Anp) – in risposta all’iniziativa della stessa Anp di rivolgersi autonomamente all’Onu, a settembre, per chiedere un riconoscimento formale dello Stato palestinese con Gerusalemme est capitale, entro i confini del 1967. Lo riferiscono ad Haaretz fonti vicine al governo. Secondo tali fonti, il Consiglio di sicurezza nazionale sta ancora studiando ‘le ritorsioni’ .
Questa è una dichiarazione da apparati dello stato, non è chiacchiera di giornalisti o demagogia. E questa dichiarazione “puntuale”, questa sottile silenziosa e voluta allusione mi invoglia a non sottovalutare l’ipotesi Wayne Madsen riportata all’inizio del post.  Al “cui prodest” della situazione si può rispondere Israele?? Con un pò di fumo e di manovalanza pescata dentro e fuori la Norvegia. Per ora!
AGGIORNAMENTO del  26 luglio
Europa
Il Sole24 ore riposta la confessione di Breivik “non sono solo” e parla di cellule dormienti, in definitiva di un movimento criminalmente proteso a evitare il multuculturalismo, con particolare avversione al marxismo e all’Islam, ma credo sarebbe più corretto dire alla presenza degli Arabi. O di tutti coloro che non hanno tratti somatici nordeuropei?
I fantasmi del passato tornano ad agitarsi nel presente, ed il passato non compreso finisce per essere rivissuto nella sostanza con pochi cambiamenti di facciata. Ma sempre di razzismo si tratta, che vira di qui o di là, secondo i tempi.
Per questo disgraziato psicopatico c’è una scusante: SE E’ VERO  il commento del padre (ex diplomatico) e se è rivolto all’intera vicenda del figlio : “avrebbe fatto meglio a suicidarsi”  direi che Anders  non deve averlo sentito molto vicino al tempo in cui un ragazzo dovrebbe venire nutrito di sentimento e di pensiero.
AGGIORNAMENTO del 28 luglio

Aslak Sira Myhre è uno scrittore norvegese, impegnato politicamente che s’interroga sull’atteggiamento dell’opinione pubblica alla notizia della tragedia di Oslo e Utoya.

Nessuna organizzazione ha ucciso o ferito nessuno sul territorio norvegese, m all’eccezione del Mossa, il servizio segreto israeliano che ha assassinato per errore un innocente a Lillehammer nel 1073. Tuttavia, malgrado questo eloquente antecedente, quando siamo stati colpiti da questo devastante atto di terrorismo i sospetti, si sono immediatamente rivolti al mondo musulmano. Erano per forza degli “jhiadisti”. Non potevano che essere loro.E’ stato immediatamente denunciato in attacco contro la Norvegia e contro il “nostro modo di vita” Da quando la notizia si è saputa, delle donne che indossavano l’hijab sono state verbalmente aggredite sell strade di Oslo.E “naturale”.  Da almeno dieci anni ci raccontano che il terrore viene dall’oriente. Che un arabo è per definizione, un sospetto.

Senza mettere questo sospetto, dice Myhre, in relazione al fatto che la Norvegia partecipa alla guerra in Afghanistan ed è fra i paesi che bombardano Tripoli. Non serviva trovare una ragione:

La nostra prima risposta è stata nell’irrazionale, devono essere  “loro”, perché sono quello che sono. Temevo che la guerra che stiamo combattendo all’estero potrebbe arrivare un giorno in Norvegia. Che cosa accadrebbe allora nella nostra società? Che cosa accadrebbe della nostra tolleranza nei dibattiti pubblici, e soprattutto con i nostri immigrati e i loro figli nati in Norvegia?

E conclude :

 E ‘necessario partire da questo tragico evento per lanciare un’offensiva contro l’intolleranza, il razzismo e l’odio che stanno crescendo, non solo in Norvegia e in Scandinavia, ma anche in tutta Europa.

E’ così, il razzismo europeo è latente e ogni tanto scoppia come male evidente- pensiamo ai Rom scacciati da Sarkozy….

(articolo completo http://www.michelcollon.info/Norvege-La-lutte-contre-la-droite.html?lang=fr )

6 commenti leave one →
  1. 25 luglio 2011 6:19 am

    Non lo so Maktub … il pericolo è anche quello di affondare in analisi contorte e non verificabili. Oggi sul Cosera c’è un bel fondo di Magris in prima pagina. Secondo me, merita di essere letto. Dopodichè, visto quello che accade, io mi sorprendo sempre più spesso a pensare alla profezia dei Maya…
    Ciao e buona settimana
    Ferni (Dud)

    Mi piace

    • 25 luglio 2011 9:08 am

      ah Dud, la maledizione del semplificare, perchè seguire le linee della Natura, mai rette, sempre sinuose o spiraliformi, richiede tempo e attenzione.
      E’ così semplice offrire un leeoswald. Asseconda le linee rette dell’impaziente facoltà del giudicare, ed è perfino “verificabile” agli occhi di chiunque …con un profilo facebook.
      Nella storia dell’umanità siamo fortunati visto che potenzialmente potremo essere presenti al trionfo o al tonfo della profezia maya. :),

      Mi piace

  2. Marc permalink
    25 luglio 2011 6:28 pm

    E’ facile usare un paranoico ed è per questo che alla fine non si arriva mai a sapere con sicurezza chi c’è dietro. Poi la gente si stufa dopo un pò e dimentica. O meglio ricorda solo i primi titoli, pochi sanno che Saddam non aveva armi chimiche, perchè ricordano solo la montatura giornalistica,. Nemmeno pensano a come è stata ridotta l’Iraq per darle un altro governo più malleabile da noi.

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  3. 25 luglio 2011 8:42 pm

    Ho accolto, Dud, il consiglio di leggere Magris, che mi dà anche modo di rispondere a Marc.
    Cito “Come ha scritto sul Corriere Pierluigi Battista, cercare sempre il complotto (a suo modo razionale pur nella sua perversità), la spiegazione politica e sociologica, un preciso disegno collettivo, è un modo inconsapevole di rassicurarsi, identificando un ordine pur abbietto… ”

    Che nella mente umana scatti la molla della distruzione di tutto e di tutti è la verità, basta pensare alla catena di omicidi, e suicidi, nelle scuole americane, o all’odio che cova in un cuore fino a provocare lo sterminio di un’intera famiglia. Ma queste follie non incidono concretamente sulle sorti collettive, a differenza di quelle che vogliono portare il terrore in un intero paese, o a una categoria sociale, un’etnia, una corrente politica o una religione.

    Via via che si disegna la personalità di questo paranoico islamofobo e antimarxista si comprende che è inserito in un disegno più vasto di cui la complessità della situazione mondiale contemporanea suggerisce di tenere conto, ben sapendo che anche interessi contrapposti spesso hanno punti di contatto.
    L’islamofobia, ma anche l’ondata di rifiuto dei Rom sono una faccia contemporanea del razzismo. La paranoide fantasia di un’Europa pura da infiltrazioni estranee serve egregiamente per far accettare alla pubblica opinione azioni illegittime dei governi.

    Grazie sinceramente per i vostri commenti.

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  4. 28 luglio 2011 8:15 am

    A proposito di Pier Luigi Battista: se non dobbiamo cercare il complotto perchè rassicurante, allora qualsiasi ricerca razionale del movente lo sarebbe e quindi dovremmo rinunciare alla ragione e alle indagini (!!!)
    accontentiamoci di vedere solo follia e irrazionalità ( questo è rassicurante!)
    Aggiungo due osservazioni:
    1) secondo gli esperti l’attentatore individuato non avrebbe fatto tutto da solo, quindi i pazzi si moltiplicherebbero
    2)parlare di pazzi significa negare che esista una strategia politica del potere, al di là delle dichiarazioni di facciata!
    e chi è il pazzo ( o l’ingenuo) che la negano?

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  5. 28 luglio 2011 1:54 pm

    E io direi a PG Battista che mi sentirei rassicurata, al contrario di lui, dal pensiero che un solo folle tra tanti milioni di persone fosse il responsabile!

    Purtroppo questa spiegazione deve essere l’ultima cui si perviene avendo escluso tutte le altre: quella di un complotto con regia straniera, ma anche un’altra che invece in Norvegia è stata la prima.
    Ho aggiornato questo post aggiungendo brani di un articolo dello scrittore norvegese Aslak Sira Myhre. Anni di propaganda con la quale si è stati indotti a credere che il terrorismo viene sempre dal mondo arabo o dalla componente islamica, ci ricorda, hanno fatto sì che prima di scoprire l’identità del biondo attentatore e delle sue confuse simpatie nazi&israeliane, per i norvegesi il colpevoli non potessero essere che “loro”, gli arabi, perché .. chi altri se no?

    Il razzismo, il pregiudizio xenofobo, stanno montando nelle nostre società via via che la sinistra perde la forza propulsiva delle idee, e che a farne le spese siano gli immigrati arabi o i Rom o genericamente le persone di colore o nuovamente gli ebrei resta egualmente uno sconfortante passo indietro della civiltà.

    Mi piace

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