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Libia, ribelli e sfracelli

16 agosto 2011

Dedicato a tutti quelli che volevano la No Fly Zone, per proteggere da rappresaglie di   Gheddafi  gli “spontanei” rivoluzionari di Bengasi, anche se perfino Bill Daely, nientemeno che il capo dello staff di Barack Obama , dichiarava:

 “Molte persone parlano di una zona di interdizione aerea come se fosse un videogioco o qualcosa del genere, chi parla in questo modo non sa di che cosa sta parlando».

Poi però gli Usa l’intervento per “proteggere” i ribelli che francesi e inglesi avevano addestrato e armato l’hanno voluto. Non golosamente, solo un po’ tanto per gradire, che pareva brutto non sedersi a tavola.
E ora che le settimane s’inanellano, i morti si accumulano, la Nato colpisce forsennatamente i civili, i  suoi e ribelli come quelli di Gheddafi e lealisti, spiana case, ospedali, televisioni e fantomatici “bunker”, perfino un carro armato dell’esercito di cui una banda era riuscita a impossessarsi  sbrindellando anche quattro di loro, cosa  dice l’italiano televisivo? Il lettore di Repubblica? L’elettore di Bersani e Vendola? L’anima bella dal pacifismo sinistro?

Ha pensato, quest”italiano – che volendo liberare un cristoincroce gli toglierebbe p

rima i chiodi dalle mani – ai libici che sta “proteggendoin virtù delle tasse che paga, del Parlamento che elegge, delle opinioni che adegua al tono un pò più o un pò meno concitato del  telegiornalismo serale  nell’ assolato Ferragosto? Forse no, con la casta che costa e che vuole mettergli le mani nelle tasche.


Da    http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=26023

Persone vicine a Younis (il comandante in capo ucciso  a fine luglio) hanno accusato una milizia islamista, che lo avrebbe ucciso  per vendicare la repressione feroce di una rivolta islamista a metà degli anni 1990 e per bloccare i suoi sforzi  di  portare  le unità militari sotto il suo comando unificato. Diverse organizzazioni, tra cui quelli derivate dalla islamista Fratelli musulmani e  il gruppo  Gruppo combattente islamico libico (LIFG) allineato ad Al Qaeda -sono di primo piano nel Consiglio nazione transitorio (CNT) e solo vagamente organizzati come  Unione delle forze rivoluzionarie. Un articolo del canadese Globe and Mail la scorsa settimana ha evidenziato la crescente assertività delle forze islamiche guidate da Mohammed Busidra, che si autodefinisce “un moderato”. La sua rete comprende la Fratellanza Musulmana Brigata dei Martiri   il 17 febbraio ‘guidata da Ismail Al- Sallabi, e una serie di altri imam islamici. Nella sua intervista  Busidra ha spiegato di aver redatto una costituzione islamica per il  post-Gheddafi in Libia e di volere che  lo sceicco Ali Al-Sallabi, fratello di Ismail, attualmente a Doha assuma la presidenza

Ismail Al-Sallabi ha accusato   infiltrati Gheddafi, anziché una milizia islamista, per l’uccisione di Younis. Essendo le tensioni tra fazioni all’interno del CNT acutizzatesi, sono state fatte decine di retate di  “fedelissimi Gheddafi”, il  che, indubbiamente,  include gli oppositori politici. Ad oggi, nessuna delle milizie ha rispettato l’ordine del CNT di integrarsi in una forza militare unificata.

Un terzo fattore nell’uccisione Younis è la tenebrosa figura  militare di Khalifa Hifter,  ex colonnello dell’esercito libico con una lunga collaborazione con la CIA. Egli è noto per avere  avuto scontri con Younis per il controllo dell’ala militare del CNT.  Che vi sia o meno direttamente implicato,  la presenza di Hifter nel CNT  conferma il coinvolgimento di varie agenzie di intelligence occidentali in sordide macchinazioni a Bengasi.

Due settimane dopo la morte di Younis, il presidente del CNT  Jalil,  ex ministro della Giustizia con Gheddafi, non ha dato alcun conto dell’accaduto. Inoltre, è stato costretto a licenziare tutto il suo “gabinetto”  per  mantenere il controllo della sua litigiosa coalizione di islamisti,  ex funzionari di Gheddafi, attivisti della CIA e avventurieri assortiti.

Ciò che emerge è un atto d’accusa devastante dell’amministrazione Obama e dei suoi alleati europei insieme a tutte le organizzazioni pseudo-sinistra e liberali, come il professore americano Juan Cole, che hanno agito come ragazze pon pon per la campagna di bombardamenti della Nato in Libia. Un regime CNT  imposto alla Libia da parte della NATO sarebbe almeno altrettanto corrotto  e repressivo  come il regime guidato da Gheddafi.”

Vogliamo aggiungerci pure un’altra considerazione,  che a me ha dato gli incubi fin dalla risoluzione Onu? Il fantasma della guerra civile, le incrociate vendette, le faide fra tribù  che divamperanno un minuto dopo quello che sarà dichiarato pomposamente un “cessate il fuoco” a suon di missili.
Era talmente facile prevederlo che avrebbe dovuto bastare  per trattenersi dall’avventura militare e obbligare seduta stante a una trattativa cirenaici, ormai  braccio  conquistato all’ Occidente, e  regime. Si poteva rubare il petrolio libico restando solo ladri, perchè voler essere prima anche dei vandali? Ora? Non resta che sperare vera la notizia che a Djerba sono in corso abboccamenti fra esponenti del CNT e del Governo, e che le beghe nazionali europee, la popolarità di Obama a picco, facciano il resto.

Ma, sì, Libia, ricorda cosa scrivevano di te i Romani sulle loro mappe: Hic sunt leones. Dicci che avevi scherzato e manda  a casa  la Nato coi suoi apicella a occuparsi degli indignados.

Tanto, il tuo suolo è ormai infarcito dall’uranio delle armi e infiorato di mine per le generazioni avenire. Hai  già dato alle nostre industrie belliche, la parte da paese colonizzabile l’hai di nuovo impersonata. Ti eri dimenticata di aver già assaggiato i gas  della colonizzazione fascista? Quanto ci vuole, pure a te, per  imparare la lezione .

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