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Il vento della speranza soffia(va) da Djerba verso la Libia,

18 agosto 2011

 18 agosto: La DebkaFile  è voce dell’intelligence antiterrorismo di Israele,   fonte abituale delle notizie per i nostri media, tranne quando ai governi occidentali questo non giova. Come in questa sciagurata, maldestra, crudele NO FLY ZONE che è diventata, come le persone di buon senso avevano compreso, una
YES WAR ZONE.

In questi giorni i media generalisti raccontano il contenuto delle veline e solo i siti disallineati danno versioni diametralmente opposte. Dalla confusione, però, ci porta fuori la DebkaFile,  con questo  dettagliatissimo articolo su quanto sta avvenendo in queste ore e perché

 

L’accelerazione  dei progressi militari rivendicato dai ribelli libici,  le voci del collasso dell’esercito di Muammar Gheddafi e la sua imminente fuga sono stati progettati ad arte. Le nostre fonti  DEBKA file   segnalano una cortina fumogena su  tre eventi in corso:

 

1. Ministri del governo libico e rappresentanti del CNT, si sono riuniti in semi-segreto sull’isola di Djerba in Tunisia da Sabato 15 Agosto – anche se entrambi i lati giurano di no.Progressi significativi, secondo lo sponsor del dialogo, inviato speciale del Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon e il ministro degli Esteri giordano Abdul Ila al-Khatib,

Per tre settimane, abbiamo solo riferito che  la guerra libica era stanca e si trasformava in colloqui diretti tra i due nemici. Sabato, il segretario delle Nazioni Unite ha infine confermato che: “Un cessate il fuoco collegato a un processo politico, che corrisponde alle aspirazioni del popolo libico, è l’unico mezzo praticabile per raggiungere la pace e la sicurezza in Libia”.
Sul  tavolo, un processo step-by-step (rivelato per primo da questo sito) per cui Muammar Gheddafi lascerà il potere  per gradi, in corrispondenza delle fasi del  trasferimento del potere a un nuovo governo libico, che dovrà avere ai vertici anche  i suoi figli. Condivideranno il potere con i fedelissimi, le tribù amiche e i ribelli. Secondo l’accordo, Gheddafi non dovrà lasciare  la Libia e avrebbe ricevuto garanzie per la sua sicurezza personale.


L’affermazione del portavoce della Casa Bianca Jay Carney   che Gheddafi ha i giorni contati, si adatta alla natura progressiva della sua partenza dal governo.
E ‘chiaro a tutte le parti interessate che il rais  libico potrà finalmente lasciare solo quando il processo politico sarà completato con sua soddisfazione.
I suoi rappresentanti alla riunione Djerba sono il ministro degli esteri Abdelati Obeidi, Ahmed Hijazi ministro della Salute e degli Affari Sociali ministro Ibrahim Cherif. 
Le identità dal lato ribelle sono riservate, ma sono sicuramente presenti – come da testimonianza del Qatar: due elicotteri dell’aeronautica militare hanno volato da Benghazi via Malta. Hanno parcheggiato sulla pista isola accanto ad un aereo della  compagnia aerea del Sud Africa, che attesta la presenza di un alto rappresentante del presidente Jacob Zuma, presidente dell’Unione africana. Fonti vicine ai colloqui informano della presenza di  Mikhail Margelov , inviato personale del  Presidente Vladimir Putin e di un  emissario del venezuelano Hugo Chavez.


2. I ribelli non sono solo reticenti  sui loro rappresentanti, negano qualsiasi negoziato,  la loro leadership è lacerata da lotte interne  peggiorate dopo l’assassinio del loro capo militare, il generale Abdel Younis il 27 luglio.Una delle ragioni per cui è stato ucciso è aver iniziato sondaggi  preliminari con alcuni ufficiali ribelli, che  sono culminate nella riunione Djerba. I 30 membri del consiglio ribelle sono ancora profondamente divisi sul  negoziare con Gheddafi ei suoi seguaci, e sembra che a maggioranza siano contrari.  
Trasmettendo falsi rapporti di vittorie, come la conquista della città di Brega e il successo nel tagliare il rifornimento alla capitale Tripoli, i ribelli sperano di coprire le loro dispute interne e l’incapacità di vincere la guerra, al tempo stesso costruire delle basi di scambio per i negoziati.

3. L’unico vero vantaggio che i militari ribelli possono vantare, come l’avanzata fino ad Al-Zawiya 53 km a ovest di Tripoli, si sono verificati a ovest e sono accreditati soprattutto alle tribù berbere che rifiutano qualsiasi legame con le fazioni di Bengasi.  
Gheddafi non ha insistito  per rallentare la loro avanzata, perché è riluttante in  questa fase della guerra a  esporre le sue forze agli attacchi aerei NATO. Sembra contare sui colloqui di  Djerba per arrivare a un rapido cessate il fuoco . Le operazioni dell’Alleanza occidentale cesserebbero così  prima che le sue truppe siano decimatei. 
Ma se i negoziati falliscono e la guerra continua, il “sovrano libico” potrebbe decidere di intensificare il conflitto portando fuori dal suo arsenale  armi ancora non utilizzate nei sei mesi di guerra, come anti-aria missili Scud che potrebbero essere sparati contro aerei della NATO. Lo si è visto  Martedì 16 Agosto, quando per la prima volta nel conflitto, il suo esercito ha sparato un solo  Scud terra-terra  dalla città di Sirte ai ribelli che tentavano di entrare a Brega.

Che i colloqui portino ad un accordo, inscialla. 

 

aggiornamento 20 agosto

> quoto integralmente un post di Pino Scaccia- e cliccando sul titolo si va all’originale nel suo blog:

Fuochi nel Mediterraneo

 Tutti a guardare alla Libia come se fosse un film, in attesa della parola fine. Titoli “trionfanti” sulla conquista di Tripoli, sulla fuga di Gheddafi, sul tradimento di Jallud. Le notizie arrivano sempre da fonti degli insorti, poi addirittura gli Stati Uniti frenano: Gheddafi non solo non va via, ma è pronto a combattere fino all’ultimo. Posso aggiungere che Jallud non contava più niente nel regime da almeno vent’anni e che è la ventesima volta che Bengasi ottiene il controllo di Brega. Insomma, tutto come prima mentre le forze Nato continuano i bombardamenti. E’ chiaro che prima o poi Gheddafi mollerà perchè non può governare da un bunker, ma secondo me la svolta non è così vicina com’è annunciata ogni giorno. La verità è che sono passati più di sei mesi e il rais sta ancora lì, altro che rivolta popolare: in Egitto e in Tunisia ci hanno messo tre giorni a rovesciare la dittatura.
Piuttosto, mi preoccupa il ritorno dei fuochi a Gaza. All’ennesimo raid aereo israeliano (tre palestinesi uccisi) Hamas ha risposto con la fine della tregua. Tutto può di nuovo succedere. E quelli sono eventi che da tempo immemore condizionano realmente la pace nel mondo.

§§§§

Poichè, a mio parere la Debka è informata e non ha interesse a disinformare in questa questione, se oggi Tripoli sta per “cadere” significa che come ultimo fake la Nato ha voluto delle trattative che non aveva alcuna intenzione di far arrivare a una conclusione mediata. Semplicemente un diversivo da usare poi come: noi ci abbiamo provato, ma Gheddafi non ha accettato compromessi.

Tutto ciò che vi è di trionfalistico nei giornali allineati e nelle dichiarazioni dei politici è una caporetto della libera stampa.

aggiornamento 21 agosto

La Nato ci prova. Da ieri i proclami dei ribelli sono vittoriosi plasmano il sentimento dell’opinione pubblica occidntale, ma in concreto non si realizzano – fino a questo pomeriggio.

Però, con il passare delle ore, le bombe dal cielo su una città dove la temepratura puà arrivare 40°, con l’energia elettrica distribuita a ore e con l’acquestotto danneggiato, nel digiuno di Ramadan che anche la sera diventa digiuno forzato, la disperazione può prendere il sopravvento.

Veramente non me li immagino i borghesi di Tripoli che imbracciano le armi, ma la Nato probabilmente spera in un putsch dell’esercito- Magari nell’anniversrio di quello di Gheddafi che mandò in pensione re Idris.

Se poi nulla accade, si  attuerà un qualche piano B. come si intravede dall’evasiva dichiarazione  del ministro della difesa inglese che è pronto a “scenari differenti”

(AGI) Londra – Londra ritiene che la crisi libica sia a un “punto cruciale” e al momento esclude l’avvio di un negoziato con Muammar Gheddafi. A Tripoli, ha spiegato a Skynews il ministro degli Esteri, Alistair Burt, la rivolta e’ “chiaramente cominciata” ma “nessuno sa quanto ardua sara’ o quando le forze di Gheddafi realizzeranno che il gioco e’ finito”. La coalizione e’ “preparata per scenari differenti a seconda di quello che accadra”, ma, nonostante l’Onu sia stata disponibile a un negoziato con il rais libico, “non creo che in questa fase potranno avere luogo dei colloqui. Non so nulla di negoziati in questo momento o circa la partenza di Gheddafi”. .

aggiornamento 22 agosto

Forse la Debka sapeva davvero, i colloqui  erano stati tentati ma….

L’attacco dei ribelli contro Tripoli ha permesso alla Nato di bombardare le posizioni dell’esercito libico, ma l’avanzata dei ribelli non era stata c coordinata con l’Alleanza, ha dichiarato alla  Reuters un responsabile della Nato. Ha spiegato che l’offensiva dei ribelli ha costretto Ghedafi a dispiegare prima di quanto intendeva fare i mezzi pesanti per difendere le sue postazioni in Tripoli e altre parti della Libia,  rivelandole così alla  Nato con maggior precisione. “ Si è trattato di una reazione della Nato a un cambiamento sul campo negli ultimi due o tre giorni che hanno visto così aumentare i bombardamenti. La Nato non era hai comandi”   ha detto.

post collegati

https://mcc43.wordpress.com/2011/08/22/tripoli-operazione-canto-della-sirena/

https://mcc43.wordpress.com/2011/08/16/libia-ribelli-e-sfracelli/

https://mcc43.wordpress.com/2011/08/17/la-verita-e-le-donne-prime-vittime-delle-guerre/

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5 commenti leave one →
  1. 20 agosto 2011 10:23 pm

    Perchè la Debka dovrebbe informare correttamente sulla Libia? forse è proprio come dice Pino Scaccia: far sembrare di averci provato!

    Mi piace

    • 20 agosto 2011 10:41 pm

      Probabilmente, anzi certamente, hai ragione tu nel dubitare. Penso però che per Israele una Libia tenuta insieme dal rais finora fosse meno preoccupante di una Libia in mano a un caos di tribù in conflitto, con gruppi terroristi che non rispondono al CNT e via dicendo. Solo per quello. Ad ogni modo stamattina sembrava cosa fatta, stasera … hanno di nuovo conquistato Brega. Ho perso il conto delle volte in cui lo hanno fatto… 🙂

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  2. 21 agosto 2011 9:55 pm

    Devono far sembrare una vittoria questa disfatta militare e più presto possibile perchè c’è da mettere sotto tiro la siria. L’unico problema della Nato è impedire che i ribelli facciano macelleria perchè a Tripoli sarebbe più difficile tenerla segreta come hanno fatto le prime settmane a Bengasi. I nostri giornali sono peggio degli altri a raccontare balle in Italia non ci si interessa dell’estero se non quando c’è qualcosa che sembra un film, e Frattini deve tranquillizzare anche quelli che hanno le azioni Eni..
    Complimenti, il tuo blog è anche bello da vedere.
    Yuri

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  3. 22 agosto 2011 5:58 pm

    Grazie del commento Yuri. E’ proprio un film, di quelli con suspense, perfino lo sbarco di uomini e armi dal mare.
    A differenza di quanto avevo sempre temuto, forse le cose stanno andando in un modo che non porterà agli scontri fra ribelli e civili e alle carneficine, per il motivo che i ribelli sono ben pochi. Lì sono arrivati o si sono rivelati a misura che gli attacchi aerei e le notizie che vendono la pelle dell’orso prima di averlo catturato arrivano nelle case. Credo che la sfiducia, la sensazione che tutto sia perduto regni ormai fra la gente di Tripoli. La pelle val bene una fuga in cantina… Non è tanto per dire, so di una famiglia che così ha fatto da qualche settimana ogni notte. Se lo ricorderanno questo mese di Ramadan…

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