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Tripoli: Operazione canto della Sirena/ 22 agosto

22 agosto 2011

22 agosto

ore 0,40

 Al fresco negli hotel libici i reporter embedded raccolgono i sentito dire dei ribelli e i  giornalisti al fresco a casa loro rilanciano gaudiosi.

VOCI DA TRIPOLI

Quello che i media non tradurranno mai, nonostante sia in inglese corretto, nonostante il portavoce del Governo   Mussa Ibrahim, che nei recenti bombardamenti  ha perso due fratelli,  abbia chiesto la diffusione in tutti i canali satellitari


Lizzie Pelhan reporter indipendente: in video parla di cellule nascoste di ribelli che si sono mosse mentre la Nato bombardava; l’intervento dell’esercito e della polizia li ha bloccati, Ghaddafi è uscito in pubblico e ha arringato la folla, sono stati lanciati fuochi di artificio per lo scampato pericolo.

 Franklin Lamb di Countercurrents.org:

“Diversamente dai suoi due predecessori allo Studio Ovale e anche da “VP Joe” (ndt: Joe Biden), Obama non apprezza i funzionari quando usano espressioni colorite che possano offendere gli elettori. Ma si dice che abbia riferito di recente a un suo amico che presiede il Foreign Relations Committee al Senato che “siamo finiti in un mare di merda e dobbiamo uscirne fuori! “ Parte della sempre più evidente costernazione di Obama si pensa derivi dalle sue possibilità di rielezione. Il Democratic National Committee ha inviato al senatore Kerry e alla Casa Bianca un memorandum “riservatissimo” sulle prospettive della rielezione del Presidente nel bel mezzo degli indici di popolarità che continuano a scemare tra le incertezze economiche e i dubbi sull’amministrazione Obama in generale. Secondo le fonti al Congresso che lavorano sulla crisi libica, alcuni consiglieri di Obama pensano che la Libia stia per diventare un altro Iraq se la NATO continuerà a impedire che i ribelli trattino col governo di Gheddafi e se “il leader” venisse ucciso.L’assassinio di Gheddafi è da molti ritenuto l’unica ragione per i ri-bombardamenti della NATO, anche per cinque volte di seguito, dei cosiddetti “centri di comando e controllo“, che in questi giorni a Tripoli sembrano essere praticamente ovunque ”.

Quello che sta succedendo è una bomba  della Nato, reale sulla testa dei tripolini e mediatica sulle intenzioni di Obama. L’articolo merita di essere letto integralmente perché mette in evidenza i diversi interessi degli Usa e dell’Europa dentro la Nato   http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8833

Ultime notizie delle 0.30 nei media generalisti :  business as usual: la Nato intensifica i bombardamenti.

ore 8.30

I lanci in Google News sono sempre gli stessi: si combatte e i ribelli stanno vincendo, un giornalista di Sky News premiato per la dramamticità dei suoi report da Tripoli (!!)  Il Telegraf pubblica immagini chiaramente Photoshoppate di altri luoghi di combattimento sotto titoli che strillano: Tripoli

Thierry Messan, da sempre spina nel fianco delle “versioni ufficiali” è a Tripoli. Stanotte ha inviato al suo sito, Voltairenet, questo resoconto sui fatti fra la notte di sabato e domenica

22 agosto

Il giorno Sabato 20, alle ore 20, rottura del digiuno di Ramadan, la Nato ha lanciato l’Operazione Sirena.

Le sirene sono degli altoparlanti delle moschee che sono stati utilizzati per lanciare un appello di Al Qaeda alla rivolta. Immediatamente le cellule dormienti dei ribelli sono entrate in azione. Si è trattato di piccoli gruppi molto mobili che hanno moltiplicato gli attacchi. I combattimenti della notte hanno fatto 350 morti e 3000 feriti.

La situazione si è stabilizzata domenica.

Un mezzo navale della Nato ha accostato Tripli per consegnare armi pesanti e sbarcare jihadisti di Al Qaeda inquadrati da ufficiali Nato.

I combattimenti sono ripresi nella notte. Hanno raggiunto un’insolita violenza. I droni e gli aerei Nato bombardano tutto ciò che spicca. Gli elicotteri mitragliano le persone nelle strade per aprire la via ai jihadisti.

In serata un gruppo di auto che trasportavano personalità governative è stato attaccato. Si sono rifugiate all’Hotel Rixos, dove si trova la stampa straniera. La Nato non ha osato bombardare i suoi reporter. L’hotel dove mi trovo io è stato preso di mira da un nutrito tiro di bombe.

Alle 23.30 il ministero della Salute ha dovuto costatare che gli ospedali sono saturi. Si conta per questo inizio di serata 1300 morti e 5000 feriti.

La Nato aveva ricevuto dal Consiglio di sicurezza il mandato di proteggere i civili. In realtà Francia e Regno Unito vengono a ripetere i massacri coloniali.

Ore 9

Lizzie Pelham – giornalisti intrappolati in un hotel, cellule dei ribelli sulla Piazza Verde. Si tratta di vedere ora se la Nato li supporterà ancora dall’alto.

Mahdi Nazemroaya , di Global Reserch

“Con i bombardamenti NATO fuori delle infrastrutture militari  su quelle civili civili per spianare la strada per i ribelli è stata una tattica  da “jugoslavia”
“a NATO ha fatto tutto il lavoro qui con i bombardamenti e i loro dirigenti devono essere chiamati a rispondere come criminali di guerra per l’uccisione di civili e mettere in discussione perché la NATO è impegnata a rovesciare Muammar Gaddfi mentre regimi in Qatar e Bahrain sono stati trattati come democrazie mentre  reprimevano  uccidevano la loro gente senza essere chiamati a risponderne.

§§§

Oggi perderanno tutti, e poco per volta anche i nostri giornali pubblicheranno il numero dei morti  civili le atrocità dei commando ribelli e le rivelazioni sugli antefatti.

Sulla testa dei benpensanti che hanno appoggiato moralmente la No Fly Zone invece non cade nulla. Resteranno   pronte ad essere usate per la prossima campagna coloniale? 

ore 15,30

I media dicono che i ribelli controllano quasi tutta Tripoli e che l’esercito è in controffensiva. Dai reporter indipendenti nulla, ma è ovvio dal momento che sono segregati nell’hotel ed è facile bloccare sia internet che i telefoni.

Le altre notizie che si trovano in rete sono da “divisione del bottino”. La Francia sottolinea l’importanza predominante del suo ruolo, il che significa mettere ipoteche sui contratti più lucrosi. Nel CNT  chi sarà il leader dopo la transizione? La BBC comincia a descrivere il portavoce Jalil :

Abdul Jalil nato nella cità dell’est Al Bayda – sede storica della dinastia reale Senussi e una delle città della rivolta anti-gheddafi del 1952 – ha studiato legge  e la Sharia nell’Univerità libica. E’ stato Pubblico Accusatore e poi Giudice. Nel 2010 ha pubblicamente annunciato le sue dimissioni che sono state respinte dal Governo , sembra su richiesta di Saif Al Islam. “

E’ forse la voce più autorevole nell’esprimersi per una Libia unita, ma non è riuscito a portare sotto controllo del CNT le bande armate, a evitare che le divisioni portassero all’uccisione del comandate e in capo delle forze armate; e la BBC avanza l’ipotesi che sarà dalle insanate divisioni tribali che potrebbero venire le massime sfide ad un suo eventuale governo.

Intanto, nessuno parla più di Saif Al Islam, per confermare che sia stato catturato e io mi chiedo come mai a molte ore di distanza la CNN o la schieratissima Al Jazeera non ne abbiano pubblicato foto in cattività. Di quello che era  considerato il delfino del rais ricordo una sola dichiarazione, ma fondamentale, prima che partisse l’aggressione Nato, rivolta ai giornalisti occidentali; più o meno suonava così

“Se davvero come dite abbiamo fatto carneficine in Cirenaica, chiedete che esibiscano  le foto satellitari invece di ripetere quello che affermano i ribelli “

Una dichiarazione ineccepibile anche oggi, per vedere com’è la situazione, invece di mostrarci dei Photoshop e dei video girati appositamente con i ribelli che cadono feriti sotto la telecamera, che non vibra nemmeno un pò, come il cameramen fosse impassibile e senza paura sotto il fuoco come una  pietra.

Bigino di storia

 C’era una volta un Re, si chiamava Idris ed era un emiro della Confraternita (cirenaica) della Senussia. Non un vero e proprio re, bensì un sovrano su mandato straniero che firma due trattati : 1)un Trattato di alleanza militare anglo-libico con base a El Adem (Tobruk); 2) un Accordo ventennale per la concessione della base aerea di Wheelus Field (Tripoli) agli Usa.

“”” la Libia di Idris diventa una postazione di importanza strategica per gli Anglo-americani nel Mediterraneo. Postazione che rimane intoccabile anche durante la crisi di Suez. Il mondo arabo è bensì in fermento a fianco dell’Egitto e la stessa opinione pubblica libica è schierata contro l’attacco di Israele-Francia-Inghilterra, gli studenti scendono in piazza; ma le basi non vengono toccate. Idris deve sì, obtorto collo, dichiarare che esse non saranno mai usate per attaccare «uno stato arabo fratello»; ma nei fatti niente cambia. Gran Bretagna e Usa lì restano ottimamente.”””

Nel 1959, colpo di fortuna: si scopre nel sottosuolo di Bir Zelten (Cirenaica) un giacimento di petrolio d’alta qualità.

 “”” Nel gennaio 1964 le principali città libiche vedono infatti gli studenti scendere in piazza a sostegno del Vertice dei Paesi arabi in corso al Cairo, gli slogan gridano anche abbasso il governo Idris, abbasso la monarchia: la risposta sono le cariche della polizia e la destituzione del primo ministro del tempo considerato troppo poco filo-occidentale. Piuttosto di cedere sulle basi angloamericane, Idris preferisce fare la mossa dell’abdicazione (prontamente respinta); e nemmeno la Guerra dei Sei Giorni (1967) lo smuove, anche se ancora una volta un movimento di opposizione scuote il paese. Il re è però ormai in difficoltà; “””

 Promette, Idris,  di dimettersi ma un tal colonnello Muhamamr Gheddafi lo batte sul tempo: il 1 settembre 1969, con i suoi “ufficiali liberi” prende il potere senza sparare un colpo. Il re che è in  Grecia, lancia un ultimo appello… al popolo? No. alla Gran Bretagna perchè  intervenga a mettere ordine.

(i paragrafi fra virgolette sono tratti dall’articolo di Maria Rosa Calderoni “Il fantastico sogno americano di un nuovo re Idris .

E’ un vizietto cirenaico, insomma, quello di chiamare mamma Inghilterra perchè vada a sottomettere Tripoli. Nostalgie che fanno sventolare la bandiera del regno di Libia per celebrare le demolizioni dei bombardamenti  Nato.

Non so se a tanto sarebbe arrivato lui

ore 19

non è che le notizie manchino del tutto, è che bisogna cercarle con il lanternino, così si trovano anche dichiarazioni imbarazzate e imbarazzanti della Nato

L’attacco dei ribelli contro Tripoli ha permesso alla Nato di bombardare le posizioni dell’esercito libico, ma l’avanzata dei ribelli non era stata c coordinata con l’Alleanza, ha dichiarato alla  Reuters un responsabile della Nato. Ha spiegato che l’offensiva dei ribelli ha costretto Ghedafi a dispiegare prima di quanto intendeva fare i mezzi pesanti per difendere le sue postazioni in Tripoli e altre parti della Libia,  rivelandole così alla  Nato con maggior precisione. “ Si è trattato di una reazione della Nato a un cambiamento sul campo negli ultimi due o tre giorni che hanno visto così aumentare i bombardamenti. La Nato non era ai comandi”   ha detto.

Ecco, bene a sapersi che gli alti comandi Nato si sono fatti prendere la mano dai ribelli.

E anche che nella conferenza stampa di questo pomeriggio Jalil ha minacciato di dimettersi se certe azioni  di vendetta compiute dai gruppi indipendenti dal CNT dovessero ripetersi. Ma come scritto più sopra, Jalil si era già dimesso da giudice sotto Gheddafi,  poi ci ha ripensato.

Di Saif, nessuna notizia dall’Occidente, ma in FB un post  dice “sta parlando alla tv Al Rai  del Kuwait. Altrove ci si interroga su coasa fare di lui “se sarà confermata la cattura” dicono, visto che la International Criminal Court lo aveva indiziato, sì, di crimini contro l’uma nità, però i suoi pronunciamenti hanno effetto solo sui cittadini di paesi che hanno firmato l’adesione. La Libia non lo aveva fatto, dunque? Viene candidamente speigato che lo si potrà processare se gentilmente i ribelli glielo consegneranno.

Se arrivasse un marziano a leggere queste cronache resterebbe di stucco, i terrestri invece ci hanno fato il callo. Mah…

…….ore 24

Com’è la situazione?  La riassumo con il “principe” dei canali news, la CNN

Il suo titolo di spicco è Obama dice che il regime di Gheddafi è alla fine.

Il secondo titolo: I ribelli dicono: la completa vittoria sarà catturare Gheddafi.

Ovvero: nessuna notizia, solo dichiarazioni banali. Il trionfalismo di questa mattina è in stand by.

Chissà che cosa sta accadendo veramente,  pensando che, se fosse vero che Tripoli pullula di ribelli, la Nato non potrebbe bombardare come se niente fosse, ma se i ribelli sono dei gruppi che bloccano strade e hotel non c’è nulla di fatto, ancora si deve aspettare se la Nato deciderà di appoggiarli via terra.

ah, ultima della giornata:  fonte non confermata (!!! che novità) dai Balcani: Gheddafi è rifugiato in Albania!
Sono curiosa di sapere come ha fatto ad uscire: in volo no, c’è la No Fly Zone per lui, per mare no è pattugliato dalle forze Nato, via terra no da una parte c’è la Cirenaica, dall’altra i ribelli hanno bloccato la via per la Tunisia…  Tanto valeva spararla ancora più grossa e dire che era a Pechino.

Buona notte, Tripoli o Tarabulus e prima ancora Oea,  perchè sei una delle città più antiche del mondo.

segue https://mcc43.wordpress.com/2011/08/23/tripoli-operazione-canto-della-sirena-23-agosto/

ps. grazie per le molte letture di questo post.

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