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Dopo Eilat, in Medio Oriente

25 agosto 2011

post del 22 agosto, aggiornamento, 6 settembre, e 11  marzo 2012

Al 22 agosto siamo alle battute finali della nuova colonizzazione della Libia (?), ma non è meno importante quello che accade in Israele: gli sviluppi del movimenti 14J, gli attacchi a Gaza, le risposte missilistiche dalla striscia, le tensioni con l’Egitto.
A volte  fatti che sembrano piccoli  ai più hanno invece una grande importanza psicologica.

Leggo questa notizia: a Gerusalemme le forze di sicurezza israeliane hanno messo ispettori alle porte della  Moschea Al-Aqsa; la Porta dei Leoni è ancora bloccata per impedire ai musulmani di entrare per pregare prima del “Sohour” , la colazione prima dell’alba che precede il digiuno prescritto nel mese di Ramadan”. 
Non è come sembra una operazione (prevaricazione) della polizia, è molto di più secondo il mio sentire, perché si impedisce ai musulmani di espletare il loro culto. Questa è “la” motivazione, l’unica valida nel Corano, per la guerra. Gli Israeliani sanno di ferire la sensibilità dei Palestinesi, non possono non sapere che operazione come queste causeranno ritorsioni. [vedere post Gerusalemme, sacra alle tre religioni :una città sotto dittatura ]

La forza del loro stato è immensa a paragone della malferma organizzazione dei Palestinesi, esercitare queste vessazioni non è pragmatismo, è qualcosa che non so comprendere.
Escluderei la stupidità, non è da quel versante che me l’aspetto, ma suppongo una fissazione reattiva, pavloviana come scrive un blogger israeliano, o peggio una cosciente volontà di alzare la tensione.
Infatti.. business as usual stamattina: cessate il fuoco e tregue violate, scambi di razzi e di incursioni  aeree .

aggiornamento 24 agosto, mattino

Unità israeliane sul confine egiziano  sono entrate in stato di allerta Mercoledì sera,24 agosto, in seguito di specifiche informazioni di intelligence che la Palestinian Jihad Islami  era pronta a lanciare un altro attacco  transfrontaliero dal Sinai. All’inizio di Mercoledì, il generale Benny Gantz, capo di stato maggiore, ha annunciato che le  Forze di Difesa israeliane non considerano più la frontiera egiziana come un confine di pace a causa delle nuove minacce. 

***

 Il nuovo dispiegamento è  un messaggio al Cairo. La richiesta della giunta militare di rivedere le clausole militari del trattato di pace al fine di consentire lo stazionamento di forze egiziane fino al confine con Israele  nella  precedentemente zona smilitarizzata del  Sinai , accompagnata  da un aumento delle forze militari da parte  israeliana.  A Gerusalemme di attende la  reazione del Cairo alla fine di questo confine di pace.

In pratica, per una maggiore sicurezza … aumentare il dispiegamento e avvicinare gli eserciti! Ma non è la prima mossa che si fa per iniziare le guerre? 

Mentre con rinnovato clamore il mainstream dei media ci fa guardare in Libia, questo attentato di Eilat cosa provoca?

1) un colpo alle speranze settembrine che l’Onu accolga la richiesta di riconoscere lo Stato di Palestina come membro dell’Onu – Già non era possibile per il veto Usa in Consiglio di sicurezza, ente che avrebbe dovuto caldeggiare la richiesta di ammissione presso l’Assemblea. Ma essendo l’Assemblea generale già a maggioranza schierata favorevolmente si andava verso un riconoscimento di secondo livello: stato non membro  ma accolto come osservatore. Ora essendosi immediatamente Israele posta come accusatore di organizzazioni islamiste dentro Gaza e avendo iniziato i bombardamenti a cui rispondono razzi dalla Striscia, è ancora probabile questo riconoscimento?

2) La situazione tesa che si è creata con l’Egitto a causa “dell’errore” dell’aviazione israeliana, che ha ucciso tre soldati egiziani, porta a ricusare il confine di pace, porta la richiesta di aumentare la presenza militare nel Sinai. Tutto ciò rafforza la posizione dei militari in Egitto, garanti della transizione al post-Mubarak in vista delle prossime elezioni. Sarà ancora  un clima favorevole ai partiti democratici? rafforzerà i nostalgici del regime? Darà maggiore forza all’organizzazione del Fratelli Musulmani? Quando ci sono tamburi di guerra, non è la democrazia quella che se ne giova.

Eilat non è stato un attentato ascrivibile alla follia di Al Qaeda, ma un episodio sinergico con la destabilizzazione dell’intera area Mediterranea. 

aggiornamento 24 agosto sera

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                                                                                                                                                              dal  JERUSALEM POST 

agghiacciante frase conclusiva dell’ articolo firmato  Msrtin Sherman

Un messaggio chiaro deve essere marchiato a fuoco nella coscienza collettiva araba. Sangue ebraico non sarà più versato impunemente. 
Bandiera bianca su Gaza 
Hamas deve essere schiacciata da una  forza soverchiante  dal mare terra e aria. I suoi leader devono essere sequestrati o uccisi. Deve essere costrette ad ammettere la sconfitta, ma deve essere costretto ad issare una bandiera bianca su Gaza come riconoscimento inequivocabile di resa. 

Ora è il momento di rivendicare la dichiarazione di Yitzhak Rabin che Oslo è “reversibile”, ora è il momento di implementare l’ avvertimento di Yossi Beilin che “se i palestinesi non possono sopraffare il terrorismo, l’esercito israeliano tornerà nei luoghi che ha evacuato”. 

Ogni ritardo renderà ciò più difficile e più pericoloso.

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Oltre ai pacifici manifestanti delle piazze, c’è anche questo in Israele:

una feroce volontà di sopraffazione,

   con la quale si possono vincere mille battaglie,

ma che nel corso del tempo fa

perdere la guerra  ostinatamente  voluta come

unica soluzione possibile.

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aggiornamento 6 settembre

 da affariitaliani.it

 L’aviazione israeliana ha bombardato una presunta fabbrica clandestina di armi nella Striscia di Gaza, dopo il lancio di un razzo dall’enclave palestinese verso il sud dello Stato ebraico. Lo ha reso noto un portavoce delle forze armate di Israele. Il razzo non ha causato danni, ne’ feriti,

———— Quante volte abbiamo già letto le parole che ho sottolienato?
Israele è uno stato ebraico: e per il quarto di popolazione che sono arabi, circassi, armeni? E quella parte di popolazione che è ebrea ma deve subire i privilegi di cui godono i reazionari coloni e i fanatici ortodossi che discriminano anche loro?

I missili dei palestinesi non  hanno fatto danni:  meno male! Però c’è qualcuno che mi sa spiegare perchè questi palestinesi lanciano razzi pur non sapendolo fare? E’ lecito chiedersi se questa è una scusa per poter fare interventi di rappresaglia? Io credo che sia non solo lecito, ma ora doveroso.

ma segna una violazione del cessate il fuoco deciso dai palestinesi dopo i lampi di guerra seguiti all’agguato di Eilat del 18 agosto, in cui morirono otto israeliani. Nei raid di rappresaglia rimasero uccisi 26 palestinesi.

E’ lecito chiedere in base a quali informazioni assodate e incontestabili Israele ha raggiunto la convinzione che l’attentato di Eilat sia stato preparato a Gaza? Quei  palestinesi che non sanno mandare un razzo a bersaglio ad Eilat hanno realizzato un attentato multiplo, scandito, con precisione da professionisti del terrore?

A questo punto so che questa che sto per fare una domanda tanto illecita perchè ingenua, ma la faccio: anche se fosse così, cosa ha ottenuto il governo israeliano incassando 26 vite in cambio di 8?

Lo stesso che ottiene rifiutando di lasciar passare 84 salme di palestinesi fino a che le trattative per la liberazione di Gilad Shalit non saranno concluse?
Perchè Israele ha tirato tanto per le lunghe queste trattative?
E’ forse merito del movimento delle Tende – che riempie pacificamente strade e che invece di scemare cresce  e che vuole sicurezza, sì, ma anche una vita non militarizzata – che in questa presente fase delle trattative vede il governo israeliano un pò ammorbidito? Bene.

Ma se è tanto difficile trattare sul caso singolo del soldato Gilad, che speranza c’è per i famosi “colloqui di pace” di cui tanto parla anche Obama, legando la fondazione di uno stato di Palestina alla loro conclusione?

Sygmund Bauman è uno dei più importanti filosofi del nostro tempo, è ebreo e ha vissuto per qualche tempo in Israele. Il quotidiano Haaretz il primo settembre riporta la notizia di una sua intervista:

In una lunga intervista al settimanale polacco importante “Politika”, Bauman ha detto che Israele non è interessato in pace. “I politici israeliani sono terrorizzati dalla pace, tremano di paura dalla possibilità della pace, perché senza guerra e senza la mobilitazione generale che non sanno come vivere”, ha detto.

aggiornamento 11 marzo 2012

Due mesi dopo l’attacco, le indiscrezioni uscite dall’establishment della sicurezza hanno permesso di ricostruire la verità ed escludere la responsabilità di Gaza.
Alla richiesta di commentare, il portavoce dell’IDF ha rifiutato; in seguito l’esercito egiziano ha arrestato un residente del Sinai, accusandolo di aver pianificato l’attacco di Eilat.


vedere post Piombo fuso e veleni a gocce: vita da palestinese sotto l’imperio israeliano
marzo 11, 2012

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