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Tripoli: Operazione canto della Sirena/ 25 agosto

25 agosto 2011

segue da   https://mcc43.wordpress.com/2011/08/24/tripoli-operazione-canto-della-sirena-24-agosto/ 

Per i media mainstream la giornata di ieri, 24 agosto, è stata  un volare basso, se non proprio un ripiegare le ali. Non si può nascondere che la città non è né liberata né controllata dai “ribelli”, che la loro entrata nella cittadella Bab Al Aziziya è stata un pagliacciata, spettacolo per beoni televisivi, come l’americanata della taglia sul rais.

Ciò che vorrebbero scrivere a caratteri cubitali devono invece insinuarlo, buttarlo lì come cosa da niente e da sempre risaputa: occupazione militare del suolo libico.   

Lo si capisce dal fatto che riescono a filtrare dai media indipendenti  gli scoop di soldati inglesi in mezzo ai ribelli,  arabo-inglesi caduti in un’imboscata lealista, francesi che sbarcano sulle coste,  qatarioti trovati morti per strada… e dal fatto che Obama, presidente degli Stati Uniti e premio Nobel indonesiano,  dichiara che la protezione dei civili dovrà proseguire, da Sarkozy che dice la stessa cosa,  da Cameron che parla di una peacekeeping force. 

Gli farà eco oggi  il ministro Franco Frattini? 

Nella foto link al commento musicale dell'impresa libica

 Partiranno i nostri eroi il 4 ottobre?  Come il
4 ottobre del 1911 partirono i soldati italiani
lanciati verso la conquista della Tripolitania
da Giovanni Giolitti?

e mentre nella notte  a Tripoli certi quartieri sono sotto le bombe e in altri si consumano vendette, sarebbe un gesto di solidarietà verso la popolazione ricordare quanto è  ingannevole l’informazione che esce anche da fonti illustri come la BBC, beccata con un fake talmente grossolano da far ridere: gabellata una piazza indiana per la Piazza Verde di Tripoli ” in festa per l’arrivo dei ribelli”– Notare al minuto O’37” le bandiere dell’India, non quelle del Consiglio, e notare altresì i copricapi bianchi in stile indiano. 

sarà un altro giorno di ordinarie menzogne?

ore 9,30

I nostri giornalisti  “rapiti ” o “sequestrati” 

I rapitori hanno consentito a Monici di telefonare alla redazione del suo quotidiano per raccontare il fatto e per rassicurare che “stanno tutti bene” anche se il loro autista e’ stato ucciso. Monici ha aggiunto che mentre erano in macchina alla volta di Tripoli sono stati fermati da un gruppo di civili, probabilmente dei semplici banditi che li hanno malmenati e rapinati di tutto: computer, soldi e telefoni satellitari.

Come scrivevo nel post di ieri commentando l’episodio raccontato da Lamb, i colpevoli sono le frange delinquenziali che non mancano ad ogni rovesciamento di regime,  comincio a supporre che il timore che fossero sequestrati sia nato nelle redazioni italiane, in conseguenza del furto dei loro cellulari.
Nel pomeriggio  da  Sky  “I quattro giornalisti italiani sono stati «rapiti vicino alla Piazza verde» anzichè a Zawiya e sono stati «liberati da un altro gruppo di lealisti». Lo ha detto l’inviato del Corriere della Sera, Giuseppe Sarcina ai microfoni di Sky.” . Fa  eco LA Russa “Il rapimento non è legato alla missione con la Nato, questa sorte sarebbe toccata a qualunque altro giornalista dei paesi che stanno partecipando alla missione internazionale e forse, in assoluto, a qualunque altro giornalista. ”

Sìgnor  Ministro, questa sorte può toccare a qualunque straniero munito di oggetti valore. Non da parte dei “lealisti”, ma di bande di ladri, visto che ci dite che i ribelli controllano la città, non è credibile che i lealisti scorrazzino in cerca di preda, non è vero?

ore 13

Inghilterra: il Ministro della difesa Liam Fox rifiuta di commentare la notizia secondo la quale  FORZE SPECIALI BRITANNICHE DEL REGGIMENTO 22SAS sono in suolo libico a combattere.

Understatement britannico che svelato significa: il nostro paese è in guerra con la Libia, presto dovremo mandare rinforzi. Questo c’era, e lo si capiva, dietro la furia umanitaria per proteggere i civili di Bengasi, anche se ad aver bisogno di protezione erano i libici di pelle scura inseguiti e decimati dai “ribelli” , per lo più mercenari e terroristi islamici d’importazione. Shame on you!

In questa calma di notizie, che a Tripoli deve essere vissuta dalle persone come inferno quotidiano, conviene leggersi questa precisa, scorrevole, informata analisi, corredata di utili cartine,
di  quanto sta avvenendo nel bacino del Mediterraneo dall’inizio dell’anno.

LA BATTAGLIA STRATEGICA
NEL MONDO ARABO

di Andrea Fais

http://rivistastrategos.wordpress.com/2011/03/01/attualita-la-guerra-fredda-del-xxi-secolo/

§§§


Ho trovato COME SI VIVE DAVVERO A TRIPOLI: sono  voci di stranieri, cittadini di paesi Nato

http://libyanfreepress.wordpress.com/2011/08/25/libia-le-menzogne-di-tv-e-medianetworks/

…..la statunitense JoAnne, da mesi a Tripoli con suo marito per documentare negli Usa i crimini di guerra della Nato e dei ribelli: “Siamo chiusi nell’hotel Corynthia, al centro di Tripoli. Nessuno si avventura fuori. Gli Apache hanno ucciso molte persone e i ribelli hanno armi pesanti… Doveva partire una nave proveniente da Malta, per evacuare gli stranieri ma i ribelli l’hanno bloccata”. Chiusa in casa anche Tiziana Gamannossi,[ved. post Tripoli:Operazione canto della Sirena/23 agosto] imprenditrice italiana, l’unica rimasta a Tripoli, dove vive a Tajura: “Sto in casa, non si chiude occhio. I festeggiamenti per l’entrata dei ribelli? Ma se non c’è nessuno per strada, ho faticato a trovare un amico che mi riportasse a casa ieri. La disinformazione continua”.

aggiornamento ore 18 

Ci siamo?  “Lui”è  stretto all’angolo come
un pugile suonato?

Da Sky news

I combattimenti nel centro di tripoli sono continuati, i ribelli dicono di aver assediato un blocco di appartamenti dove essi credono si stanno nascondendo Gheddafi e i suoi figli. I ribelli hanno fatto fuoco contro le truppe di Gheddafi dentro l’edifico, vicino al compound Bab al Aziziya.  Un combattente dichiara “Sono insieme. Tutti in un buco. Oggi finiremo. Oggi metteremo la parola fine”
Alex Crawford, in Tripoli, ha detto che era evidente che i combattenti erano confusi e si erano sparati fra di loro.

Stuart Ramsay della Sky, anch’egli a Tripoli, crede si tratti del blocco di appartamenti  vicino al alto est del compound , una costruzione simile a molte altre.  “Devo dire, non è dove mi aspetterei che sia andato a imbucarsi” ha commentato

 

Alex e Stuart, siete voi a tenere alta  la credibilità di Sky news o gli ordini di scuderia sono cambiati?

ore 23

Lasciamo i racconti in stile hollywoodiano di Skynews, per l’articolo  online alle 22 del Wall Street Journal che si rivolge ad un pubblico che sopporta più alti livelli di realtà.
In sintesi:

I ribelli, dopo un pomeriggio di aspri combattimenti si ritirano dalla capitale verso la costa. Nella giornata sono stati bombardati circa mille edifici nei quali erano reparti dell’esercito, ovviamente mescolati ai civili trattandosi di una guerra in città.
A est, presso il porto di  Ras Lanuf, i ribelli cedono il terreno guadagnato  nei giorni precedenti, e la popolazione civile viene sfollata verso Bengasi.
Il comando insurrezionale afferma che le forze lealiste controllano una striscia che va da Sirte al confine del deserto sabbioso, alla città di Sebha.
L’articolo termina citando le riserve avanzate dall’Unione Africa,  formalizzate da un portavoce del Sud Africa, sull’opportunità che l’Italia e altri paesi scongelino i fondi libici per consegnarli al CNT:
“If we release assets to the rebels, we don’t know who were releasing them to,” ha detto Mr. Monyela.
Chiarissimo, no? Chi li prende ‘sti soldi e per cosa?

E’ la descrizione di una débacle dell’insurrezione, ma, secondo me, è ciò che la Nato vuole. Lasciato un momento di gloria fittizia ai combattenti a scorrazzare in un compound già vuoto, ora si fa sul serio. Non è il CNT che deve uscire trionfante, i ribelli dovranno graziosamente ricevere dalla Nato ciò che la Nato vorrà dare loro e ringraziare, pagando profumatamente i costi della liberazione. 

Mi rafforza questa impressione, l’articolo di Reuters http://www.reuters.com/article/2011/08/25/us-libya-usa-gaddafi-idUSTRE77O6TA20110825 secondo il quale Stati Uniti e Nato prendono le distanze dalla caccia all’uomo. 

Chissà quale fervore di trattative segrete sta avvenendo in queste di tutti con tutti…

Ma dove saranno i reporter indipendenti dai Governi e dai grandi opinion maker, Lizzie Phelam e Mahdi Darius Nazemroaya  di cui mancano notizie da due giorni?

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