Skip to content

Belgasin nel cuore di Tripoli

27 agosto 2011

Non poteva immaginare Andrea Semplici che il suo  articolo  sul Manifesto sarebbe stato tanto importante per una sconosciuta  lettrice. L’affettuoso  ritratto di Belgasin che evoca la figura minuta, la quieta stanza del  riposo e dei  cimeli, il silenzio nel brusio di Tripoli, la  penombra  del cortile e la sontuosità della moschea mi hanno toccato profondamente e ho conservato il ritaglio  ripromettendomi di portarlo con me, se mai fossi tornata.  Ero già stata a Tripoli, avevo brevemente visitato la moschea Gurgi accolta da un gruppo di  anziani dall’ affabile conversazione in italiano, perfino  con le inflessioni dialettali delle famiglie con le quali avevano avuto famigliarità da bambini. C’era anche Belgasin fra i suoi amici o per una casuale  assenza lo avevano sostituito alla porta della moschea, in quel giorno di sole novembrino del loro mese di Ramadan? Chi lo sa. Però il mio  incontro con lui, poi, è avvenuto, l’articolo consegnato. Eccolo:

*2006 * Elogio di Belgasin, di Andrea Semplici

Belgasin, da quando lo conosco (e cioè da più di dieci anni), è sempre vestito con la cravatta, una giacchetta scura (la penna bic nel taschino) e una camicia chiara. Quest’anno ha compiuto ottanta anni. Da tempo, quando vado a trovarlo, mi fa accomodare in una stanzetta ricolma di ombra, nascosta dietro la moschea Gurgi a Tripoli. Siedo sul suo letto e Belgasin mi offre un bicchier d’acqua: è come se mi regalasse un momento di pace assoluta. Guardiamo le vecchie foto appese alle pareti e lui racconta di tempi lontani. Belgasin parla un italiano dolce e spezzato, memoria di scuole italiane e degli anni della colonia. Lui è il custode della moschea: ogni giorno apre la sua porta verde e accoglie, in silenzio e con un sorriso, gruppi di turisti che chiedono di poterla visitare. Per me, la moschea Gurgi è la più bella di Tripoli: piccola, decorata con arabeschi floreali, abbellita da sedici colonne, con un minareto (il più alto della città vecchia) ottagonale. Si trova alle spalle dell’Arco di Marco Aurelio, unico monumento romano di Tripoli: per questo ogni turista che approda in città bussa alla porta di Belgasin. Lui c’è sempre. Spesso sono decine e decine di persone in una sola volta: ora le crociere Costa arrivano con regolarità in Libia e scaricano sulle banchine di Tripoli eserciti di turisti. La moschea è troppo piccola per accoglierli tutti. Belgasin dirige il traffico della gente fra le due porte del cortile interno dell’edificio. Sorveglia che tutti si tolgano le scarpe e si inchina leggermente se qualcuno offre una mancia. Solo una volta ho visto il vecchio custode cambiare di abito: era Maoled, la festa della nascita del Profeta, il ‘Natale’ musulmano.Allora Belgasin indossò la sua veste lunga, chiuse la moschea e se ne andò nella zuwiya Sarira, centro di misticismo sufi nel cuore della città vecchia. In piedi su un gradone, ondeggiando lievemente, guardò per ore i fedeli suonare ‘i tamburelli’ e i piccoli piatti di ottone di una preghiera ipnotica. Nei vicoli della medina i ragazzi facevano esplodere petardi. Noi, unici ‘occidentali’ persi fra la gente in festa, eravamo presi di mira da questi guappi dall’aria spavalda: cercavano di far scoppiettare quegli ordigni rumorosi fra le nostre gambe. Poi scappavano ridendo. Belgasin, ogni volta, li redarguiva con un gesto e loro, per un attimo, si mostravano pentiti.

Bella, Tripoli. Con questa sua aria mediterranea. Con il vento del mare che, perfino in estate, raffresca l’aria. I tripolini passano le sere a godersela nei giardini di fronte alla piazza Verde. Paese a mille facce, la Libia. Noi abbiamo in mente solo Gheddafi, vecchio e contradditorio leader al potere da 37 anni. Cosa è rimasto della sua utopia del deserto? Lui diceva di sé: ‘Sono un beduino analfabeta. Non so cosa siano gli arredi, bevo l’acqua delle piogge e delle pozze nelle mie mani congiunte. Non ho un certificato di nascita’. I suoi figli giocano in borsa, vanno in vacanza in Costa Smeralda, si sono comprati un bel pezzo di Juventus (un pessimo affare, visto con gli occhi di oggi) e hanno giocato tredici minuti di calcio di serie A nella scorsa stagione. Il mito beduino è ancora nella storia del clan Gheddafi?

Il consolato italiano di Bengasi è ancora vuoto dopo essere stato razziato e bruciato a febbraio. Lampo improvviso nella storia recente della Libia. Gli amici di Tripoli e Bengasi mi chiamarono subito: ‘Non credere ai giornali. Nessuno, qui, ha ragioni di cattiveria contro gli italiani’. Dissero proprio così. Belgasin non mi disse nulla, lui è uno degli specchi della mia Libia. Scosse la testa. Lasciò che i turisti entrassero in moschea e se ne disinteressò. Mi accompagnò nella sua povera stanza. Da una brocca versò un bicchier d’acqua.

Qualcosa da  aggiungere a questo ritratto? L’immancabile copricapo! Un feltro nero, forse tradizionale oppure distintivo della sua tariqa, non ho mai osato chiedere. Con Belgasin ascolto,  sotto quello sguardo che va  oltre l’interlocutore, mentre mi chiede di Andrea quasi fossimo tutti e tre amici da sempre,  mi racconta dei nipoti, di Badoglio o del re e della regina ai quali i bimbi portavano fiori [videoclip] .
Non ha visto solo cose belle nella sua lunga esistenza, ma si percepisce una completa assenza di antagonismi. Totalmente dentro la Vita perché, almeno un po’, è sfuggito al Tempo.
Alaikum salam, Belgasin

La foto è stata scattata il 25 febbraio 2010, la mia ultima volta laggiù, con precisione un anno prima che iniziasse il maledetto intreccio di verità e menzogne che ha prodotto la devastazione di oggi. 

Nell’articolo, già nel 2006, Andrea si chiedeva cosa era rimasto a Gheddafi della  sua utopia del deserto alla quale i figli preferivano il jet set. Credo che per questa domanda vi sia un’antica risposta di Omero, nell’Odissea:  raramente i figli sono migliori dei padri.
Però oggi non basta più! Oggi bisogna aggiungere  che i padri peggiorano se stessi assumendo i comportamenti dei figli.
Addio Libia dell’utopica Jamahiriya del Libro Verde.

Annunci
2 commenti leave one →
  1. 28 agosto 2011 11:31 am

    La bellissima foto nel blog di Andrea Semplici coglie il lato giocoso di Belgasin e la sorridente complicità con l’obiettivo. http://www.andreasemplici.it/cms/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=125

    Mi piace

  2. 10 settembre 2011 9:47 pm

    al 9 settembre ricevo da un amico che ha contatti a Tripoli la conferma che Belgasin sta bene, non gli è capitato nulla. E forse, nella sua angelica semplicità, è lontano dal sapere che questo è per la Libia un tempo si grande sconvolgimento.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

zeitderreife

Meine Bilder, Gedanken und Emotionen

FirstOneThrough

Israel Analysis

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

In Gaza

and beyond

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

« L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore » Sàndor Márai, Le braci

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India). Blog del Tour Operator PassoinIndia www.passoinindia.com per i tuoi viaggi in Oriente.

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

Occupied Palestine | فلسطين

Blogging 4 Human Rights & Liberation of Palestine! فلسطين

laFiam

for a realm of consciousness and responsibility

speraben

il blog di angelo orlando meloni

oichebelcastello

migliorare il proprio paese e non solo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: