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Libia, l’imperdonabile inganno

3 settembre 2011
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NOI NON CI ARRENDEREMO 

NOI VINCEREMO O MORIREMO

QUESTA NON E’ LA FINE! 

VOI CI COMBATTERETE

COMBATTERETE LE GENERAZIONI  CHE SEGUIRANNO FINO A CHE 

LA LIBIA SARA’ LIBERA

14 settembre. E’ ingannevole questa immagine? Un sito Usa http://www.npr.org attribuisce un’identità: una ragazza della diaspora che così manifesta l’appoggio ai ribelli. Perché non sulla loro bandiera? Perché le parole di Omar al Muktar che combattè contro il colonialismo straniero? Perché l'articolo solo al 13.9? Perché navigando nell’articolo si arriva a un sito con questo about “Haifa. I'm ninty-five years old and a compulsive liar. “? Perchè la pseudoidentità della ragazza rimanda in FB ad una poliziotta canadese partime, se è detto che la ragazza è cresciuta in Cina dove la famiglia libica era emigrata? Tra burloni e mistificatori, in mezzo è la Libya bombardata”

L’irrevocabilità di questa affermazione appare chiara guardando la puntata de “La storia siamo noi”  di Giovanni Minoli  “Guerra, bugie e tv”. E’ la ricostruzione delle tappe della voluta disinformazione, in Italia ma allo stesso modo nel resto del mondo schierato con la coalizione, su quanto stava avvenendo a Bengasi. Parlano i nostri cronisti, raccontano il controllo e la  falsificazione dei loro report. Un quadro illusionista che suscita indignazione  in noi semplici spettatori ed  esige giustizia, essendosi realizzato nell’alveo delle decisioni del mondo politico e delle più alte Istituzioni.
Cosa può, dunque, provare chi ha subito gli effetti del grande inganno?  Chi dalla sciagurata NO FLY ZONE, colpevolmente autorizzata dal Consiglio di sicurezza nella perfetta evidenza che si trattava di un ignobile trucco per aggredire la Libia, ha iniziato a vivere l’ inferno. E coloro che volevano una libertà senza “padrini” che devono rientrare delle spese sostenute?

Al di fuori degli episodi mostrati e commentati nel video,  Frank Lamb, giornalista indipendente e attivista della organizzazione Americani per una giusta pace in Medio Oriente,  racconta un episodio emblematico, in questo caso ridicolo, della montatura mediatica.
Un venerdì sera a Tripoli giunsero migliaia di persone dalle zone vicine per manifestare il sostegno al governo. La festa andò avanti fino a notte avanzata fino a che la folla prese a disperdersi. Ovviamente si formarono file di auto sulle strade in uscita dalla città. Il giorno seguente i media di tutto il mondo annunciarono, e gli analisti commentarono, che era “iniziato l’esodo degli abitanti di Tripoli”.

Ora che la situazione è giunta allo stallo, con un CNT che ancora non ha potuto insediarsi a Tripoli, nonostante siano  stati effettuati più di 30.000 attacchi aerei, e si calcolino  50-60000 vittime, le notizie cominciano a filtrare, non si possono più nascondere e nessuno può dire “non sapevo”. 

è la prima di sei parti, numerate, che si trovano in YouTube. Fin dalle prime battute  è esemplificativa dell’impudenza con cui venne comunicata in marzo una conquista di Sirte da parte dei ribelli mai avvenuta.

L’INGANNO GENERA INGANNI

“L’italia rimarrà come è sempre stata il primo partner della Libia” ha detto  il ministro Franco Frattini

rispondendo ad una domanda sui rumors di nuovi contratti siglati dal Cnt con altri paesi.

Oh, ministro ottimista… Ha chiesto cosa ne pensano quelli del CNT? O meglio: che cosa hanno detto loro di pensare? 

Si consulti, anche … http://www.andreasemplici.it/cms/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=125

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