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Obama sapeva: AlQaeda combatte sotto la bandiera del CNT

5 settembre 2011

Andiamo a ritroso: Obama sapeva che elementi di AlQaeda combattono  con i ribelli.
Lo ha ammesso Mercoled’ 31 agosto il consigliere antiterrorismo del Presidente Obama, John Brennan, con una dichiarazione che sembra scritta  da uno dei Guzzanti in un momento di grazia:

“Alcuni membri del LIFG (Al Qaeda’s Libyan Islamic Group Offshot) ebbero in passato connessioni con AlQaeda in Sudan, Afghanistan e Pakistan. Alcuni li hanno poi interrotti. Sembra, dalle loro dichiarazioni e dal sostegno per stabilire la democrazia in Libia, che questa fazione del LIFG non supporti Al Qaeda. Certamente controlleremo se ciò è vero o fanno solo scena”

Effettivamente  proprio il LIFG è entrato in Tripoli e il Jiadhista Belhadj si è autoproclamato governatore di Tripoli, ovvio che il CNT finora dichiara di volersi insediare a Tripoli ma si guarda bene dal farlo.  Sfacciato, oltre che terrorista?  Belhadj chiede le scuse dell’Inghilterra, avendo saputo dai file segreti ritrovati negli uffici governativi che furono gli Inglesi a catturarlo e consegnarlo agli americani, che poi lo spedirono da Gheddafi il quale lo chiuse nella prigione di Abu Salim.  Terrorista ma torturato? Belhadj dichiara che durante la detenzione nella prigione libica fun terrogato e atrocemente torturato da agenti dell’Intelligence inglese.

Ero rimasta stupita che i fuggitivi del governo avessero lasciato dietro di sè i documenti comprovanti collegamenti di Gheddafi con la CIA  perchè non sono nè un diplomatico nè una spia. Non avevo capito la sottile efficace mossa di Gheddafi.

Quei documenti comprovano al mondo il suo antiterrorismo rispetto ai  tempi in cui sosteneva l’Ira,  una svolta che  altrimenti  sarebbe rimasta ignota all’opinione pubblica.  Ufficializzano anche l’ attività di intelligence per individuare i terroristi infiltrati in Libia (già in un altro post ho ricordato che fu lui il primo a spiccare un mandato di cattura su Bin Laden, che però era troppo ben protetto per averne danno) e sono corredati  con mappe dei movimenti giorno per giorno degli estremisti, Al Qaeda e di altre organizzazioni operative, e relativi indirizzi.  I documenti trovati comprovano altresì la stretta e continuativa collaborazione con le agenzie antiterrorismo di tutti i paesi occidentali.  Come a dire: quell’eccentrico  lavorava per noi, per rendere più sicure le nostre città!!

Gravissima l’accusa che viene da Israele, che certo nemica degli Usa non è,  nell’articolo intitolato “US confirms al Qaeda members’ role in rebel command. Qaddafi contacts them“. 

“Fino ad ora, il Presidente Barack Obama ha sottovalutato la previsione di Gheddafi che la ribellione scoppiata contro di lui avrebbe aperto ad Al Qaeda le porte del potere in Libia” 

Oltre a questa precisa chiamata alla responsabilità, l’articolo contiene notizie da cui si evince che Gheddafi il 31 agosto  ha proposto un cessate il fuoco per evitare un bagno di sangue.  Lo ha proposto agli alleati? No. Al CNT? Nemmeno. Ha contattato quelli che ora contano in Libia: il comandante militare di Tripoli, Belhaj, l’uomo  che già in Afghanistan lavorò per  Al Qaeda. 

E’ chiara dunque la mossa di Gheddafi: faccio sapere al mondo che il terrorismo l’ho combattuto,vi ho avvisato che si sarebbe impadronito della Libia, non mi avete dato retta, adesso per salvare il mio paese dalla carneficina di una guerra civile devo prendere contatto proprio con l’Al Qaeda che giurate di voler combattere. 

E’ la prima volta che questo marchio in franchising del terrorismo arriva, ed apertamente, tanto in alto: al vertice di un organismo che la comunità internazionale considera legittimo.

La guerra in Libia apre, pertanto, una nuova epoca e l’espressione “lotta al terrorismo” deve essere ridefinita.

Il senatore americano Joe Lieberman prende la palla al balzo per accusare il presidente Obama di essere troppo morbido con i terroristi per timore di offendere i musulmani.

L’accusa tende a confondere le acque, a rinverdire il pregiudizio anti-religioso, va certamente respinta, ma è legittimo chiedergli:
Presidente,

perchè si è cacciato in questa avventura che potrebbe essere la sua Baia dei Porci,

se perfino Gheddafi l’aveva avvisato?


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