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Libia: la frustrazione degli insorti, l’arroganza della Nato, la resistenza dei lealisti

11 settembre 2011

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da https://mcc43.wordpress.com/2011/09/10/la-libia-e-il-nuovo-dis-ordine-mondiale/

L’11 settembre 2011 si caratterizza per un indegno silenzio su quanto sta avvenendo in Libia. Non c’è che un rieditare frasi fatte “i ribelli assediano le roccaforti di Gheddafi”, “la produzione di petrolio ricomincerà tra poco”, “nel regime di Gheddafi circolava lo scontento”…

Bisogna migrare nelle edizioni Africa di Reuters per trovare una notizia importante.

******Sabato a Bengasi una manifestazione ha sfidato il Consiglio che non porta avanti le iniziali richieste popolari, definendo i membri opportunisti e arrampicatori. ” Membri del Comitato esecutivo che vediamo in tv sono dei succhiasangue. Dovrebbero essere processati” ha detto uno dei manifestanti riferendosi all’esecutivo sciolto dal CNT ma in pratica  ancora funzionante.

Sono stufi. Li capisco, sono stati illusi. Per quanto sia stata decantata la sete di libertà e “democrazia”, da Bengasi veniva una richiesta di più equa distribuzione delle ricchezze del paese. Non dico questo a caso, ma avendo ascoltato le ragioni di libici che in quelle dimostrazioni ponevano tante speranze: una città meglio attrezzata, all’altezza di Tripoli per esempio. Erano richieste concrete, certamente portate avanti nell’esasperazione di una regione che da sempre è ai ferri corti con il governo, che ha visto molti suoi cittadini avversari politici imprigionati, e che – forse – era delusa anche dai suoi rappresentanti che ricoprivano posti di governo. Su tutto questo sono calati gli interessi stranieri e quel ricambio di “dittatori” cui si dedica l’occidente quando ne ha convenienza.

******Sui combattimenti intorno a  Ben Walid il report interessante è dellla CNN che ha accantonato da un pò di tempo l’encomio ai ribelli.

Nel tentativo non riuscito di espugnare la città, sabato i ribelli  sono stati duramente ricacciati.

Portavoce Nato e logo dell'Operazione "Unified Protector"

“Where are you, NATO?,”  Dove sei Nato, gridava uno dei combattenti mentre un blindato che trasportava forze del CNT  era costretto a invertire la marcia.

Ma la Nato bombarda eccome, è confermato dai report giornalieri, però lo fa a modo suo.  Dall’ufficio del  colonnello Roland Lavoie, portavoce dell’Allenza, viene la secca precisazione ” Noi non coordiniamo gli attacchi con il CNT. Se loro si ritirano – in quanto soldati – questo potrebbe aver senso in quanto tattica militare.

Praticamente:sul terreno devono vedersela loro, noi non siamo a disposizione delle loro necessità. Però è difficile assimilare il bombardamento quotidiano di Sirte , di Ben Walid, di Sebha con l’impegno ribadito da Lavoie “La Unified Protector continuerà fino a che vi saranno dei civili in pericolo”

§§§

In Cirenaica sono scontenti del CNT, a Tripoli i cittadini che vogliono il cambiamento sono delusi perchè il CNT non si insedia nella capitale,  che i ribelli controllano perchè se la sono divisa in zone d’influenza, insieme alla stretta fetta di costa.
In mezzo alle news  si inseriscono i dettagli report di un corrispondente russo – filo gheddafiano – Parla di combattimenti  con i lealisti guidati da Khamis Gheddafi (l’uomo dalle sette vite!) a Tripoli, di Bengasi dove la situazione è talmente tesa che la Nato è intervenuta contro i ribelli, di  imboscate dell’esercito che distruggono e uccidono commando ribelli, dell’80% di territorio sotto il controllo di Gheddafiche nessuno sa dove sia. Con il continuo rilancio di nuovi  “si dice” in pratica si conferma che quest’uomo sconfitto, braccato, accerchiato in un buco – come fino a qualche giorno fa era descritto – gode di una completa libertà di movimento e sembra non abbia nessuna intenzione di lasciare il paese.

Questo è il risultato della NO FLY ZONE che tanto piacque al Presidente Napolitano, al “popolo di sinistra”,  a La Russa e simili. Meno al Papa, a Berlusconi e alla Lega …uno i compagni  mica se li può scegliere. Ma quali sono ora le dichiarazioni? C’è ripensamento?

Questo è il risultato che ottiene la coalizione più forte del mondo contro un solo paese. Non significherà che il popolo libico era in maggioranza convinto di quel che aveva? Che l’aiuto da dare ai bengasini e a tutti i dissidenti era di diversa natura?

Che quanto la UNIFIED PROTECTOR ha dato finora alla Libia è:


vittime, distruzione di case e infrastrutture, impoverimento  per la sospensione dell’estrazione del greggio e della lavorazione, l’insorgere di  rancori e vendette, il rafforzamento delle divisioni tribali, il  razzismo verso libici e stranieri di colore, perdita dignità e  indipendenza del paese,   

ragazzini che combattono al comando dei jihadisti,

bambini scomparsi dall’orfanotrofio di Misurata  di cui si sono perse le tracce, un territorio contaminato da tutto ciò che le armi moderne spargono sul terreno. Le conseguenze sulle prossime generazioni saranno COME IN IRAQ, COME IN AFGHANISTAN...


A coloro che credono nella peacekeeping armata, a quelli che vogliono dare le lezioni a suon di bombe, ai propagatori di campagne mediatiche ingannatrici chiedo:

sapete immaginare le conseguenze?

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3 commenti leave one →
  1. Eta Beta permalink
    12 settembre 2011 11:05 pm

    Ci siamo anche noi nel massacro con le armi chimiche, le abbiamo prodotte all’Acna perchè lo voleva Mussolini, e abbiamo continuato a produrre diossina. Le abbiamo usate (fosgene) in Libia e in Etiopia. Continuiamo a farle da qualche parte perché i lagrimogeni che sono in dotazione alle forze dell’ordine sono un’arma chimica. Con una mano gli stati firmano le convenzioni per eliminarle, con l’altra le sganciano.

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  2. Eta Beta permalink
    12 settembre 2011 11:07 pm

    Ma ufficialmente, sono i dittatori che le posseggono e noi li attacchiamo per cercarle, come in Iraq. Sanno che le hanno perchè gliele abbiamo vendute, ma in pratica chi le usa davvero sono gli stati che le producono o le fanno produrre nei paesi in miseria

    Mi piace

    • 13 settembre 2011 3:42 am

      Grazie … Eta Beta, leggendo i tuoi commenti mi sono ricordata di non aver mai citato la Convenzione di Parigi che vieta le armi chimiche, l’ho messa nel nuovo post. 🙂

      Mi piace

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