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AISHA GHEDDAFI, il soldato con l’hijab e lo stato dei combattimenti

25 settembre 2011

con ultimo aggiornamento e mappa  del 6 ottobre http://wp.me/p1E4hC-HF

Ha mandato un messaggio, alla tv Al Rai, anche lei: Aisha Gheddafi.

Si può ascoltare la sua voce o leggere il testo completo

Questa donna velata fa l’avvocato in processi di spicco,  aveva un incarico dell’Onu revocato in febbraio,  in giugno ha denunciato per crimini contro l’umanità la Nato per aver bombardato obiettivi civili  facendo numerose vittime ( constatare cosa dice di sè la Nato sulla sua homepage: “Protecting Tripoli with care and precision) . In lutto, è emigrata in Algeria appena in tempo per partorire in luogo sicuro e da lì continuare la sua battaglia.

Ai ribelli ­Nato, dico che quando la Nato volle invadere l’Afghanistan  e l’Iraq dovette  inviare truppe di terra perchè non trovò  traditori disposti a prendere le armi contro i loro compatrioti. Purtroppo in Libia hanno trovato chi punta le armi al petto dei suoi fratelli libici.

La Nato e gli assassini occidentali mi hanno ucciso il marito e una figlia. Ma devono sapere che Ayesha Gheddafi  è un soldato. A costo della mia vita, libererò il mio paese  dai terroristi islamici di Al Qaeda. Ho il sague del mio eroico padre e mai nella vita mi sono arresa.

Tante chiacchiere qui da noi per liberare le donne islamiche del velo, come se significasse qualcosa di diverso da ciò che è: un atto di mortificazione della vanità che la donna offre al suo Dio. Occorre liberarsi della tendenza a giudicare comportamenti, che non comprendiamo, secondo i nostri parametri. Dovremmo farlo  in onore di quel principio di libertà che abbiamo sempre a fior di labbra.

§§§

Chi segue le vicende libiche avrà notato che da una settimana le notizie sono carenti nei grandi media; data sotto tono la notizia che Sebha era stata conquistata, che dall’altra parte viene negata. La tattica , sostengono, è stata lasciare ai ribelli l’aeroporto, che era  inattivo, e consentire un facile ingresso in città, come trappola che ha fatto vittime tra gli assalitori e li ha costretti a ripiegare. In effetti è’ lo schema già applicato a Bani Walid e a Sirte.

Le milizie ribelli sono composite. Quelli che sanno combattere sono i jihadisti  e mercenari. Ci sono i libici rientrati dall’estero o i figli di emigrati, e sono novellini; gli altri – i veri ribelli libici – non hanno alcun addestramento.  I rapporti fra questi elementi eterogenei, che talvolta si combattono fra di loro, sono descritti in una corrispondenza della BBC da Bani Walid da cui traggo:

“Anas Hudairi,  23 anni, da Calgary in Canada,  arrivato qui a metà agosto, incolpa del caos i volontari inesperti che non sanno eseguire gli ordini.
“Questi sono degli idioti”, dice. “Vogliono solo  venire a fare quello che vogliono. Stanno creando grossi problemi per gli altri combattenti. “Chiediamo loro di coprirci le spalle e  quando  torniamo dal fronte, non sono lì. Non hanno esperienza del campo di battaglia, nessun senso di tattica o di strategia. Non sono ancora abituati al rumore delle armi” . Anas è severo, ma ammette di aver imparato ad imbracciare un’arma poco prima di lasciare la sua patria adottiva in Canada.”

I ribelli di Tobruk sono furenti con Jibril che li ha definiti in modo sprezzante comparandoli a quelli di Misurata:,  minacciano di chiudere le frontiere con l’Egitto e non far più entrare rifornimenti, nonchè intecettare il satellite e bloccare le comunicazioni con il resto del mondo. Al di là delle dichiarazioni di essere disposti al martirio e all’inflazione di Allah akbar,  combattono per il compenso, e alcuni lo fanno inviare alle famiglie in Cirenaica. Ora sono stanchi, non  “idioti” come dice lo sprezzante canadese, sono ragazzi libici di provincia a cui è stato promessa una rapida vittoria, un pò di soldi subito e un luminoso futuro senza Gheddafi. Chi glielo spiega che dopo Gheddafi arriva il Fondo monetario internazionale?
La delusione fa rispuntare qua e là nelle zone ribelli le bandiere verdi, come nella manifestazione anti CNT di Bengasi , una città mai del tutto quieta.

Per ora  la mappa delle zone sotto controllo dei lealisti o dei ribelli secondo la controinformazione è ancora quella dei post precedenti, ma il mainstream dà la notizia che in queste ore è in corso  un nuovo assalto dei ribelli a Sirte, che ieri ha subito 34 bombardamenti.
Potrebbe essere la volta decisiva. Non so se sono presenti dei reporter indipendenti per raccontare che cosa accadrà alla popolazione che non si è arresa e non è fuggita.

Ieri Jibril ha portato all’Onu il saluto della “nuova” Libia, un paese in guerra e senza governo, accettato come paese membro dell’Assemblea. I Palestinesi invece se la devono vedere con
il veto degli Stati Uniti. Come definire tutto questo?

Un’altra donna combatte per la Libya, dopo aver dovuto fuggire, con l’aiuto di una Ong a causa delle minacce ricevute; è grazie a lei e ad altri reporter indipendenti che abbiamo potuto aprirci uno spiraglio nella disinformazione e manipolazione: Lizzie Phelan

[…]in realtà non ci sono state ricerche prima dell’inizio della campagna di  bombardamenti sul sostegno della popolazione ai ribelli o all’intervento della NATO. Sei mesi di bombardamenti della NATO per costringere la resa di una zona dopo l’altra, il CNT che non è ancora in grado di spostare il suo quartier generale a Tripoli e la continua caccia alle streghe per scovare ogni resistenza potenziale allo status quo, indicano che il sostegno sia più basso di quanto le Nazioni Unite avessero creduto.

aggiornamento del 26 settembre- 

Si era avuta notizia di una esplosione in un magazzino munizioni di Tripoli, casuale secondo i ribelli, opera di cellule della resistenza secondo i lealisti. Dalla Tv Al Rai, la General Manager  che ha reporter sul posto dice che le esplosioni sono state otto nel corso della giornata del 25 – la più impressionante su una nave che portava armi ai ribelli.  In citta vi sono state due ore di combattimenti; ci sono voci che i numerosi posti di blocco dei ribelli siano improvvisamente scomparsi, Ghadames è stata ripresa dai lealisti (mi era sfuggita la notizia che l’avessero persa) La situazione a Bani Walid, assediata e resistente, è un disastro umanitario-  A questo video l’intervista in inglese http://www.youtube.com/watch?v=uG5yB-XD-IY&feature=uploademail

IMPORTANTE. oggi i media sottolinereranno la notizia di una fossa comune con 1200 o 1700 corpi presso la prigione di Tripoli: si tratta di una manipolazione della BBC, che ha trasfromato una dichirazione “abbiamo trovato delle ossa” in “abbiamo trovato dei corpi” quantificandoli; qui l’articolo che confuta la BBC  http://empirestrikesblack.com/2011/09/libya-bbc-concocts-mass-grave-story-in-brazen-propaganda-piece/  Attenzione: il 27  la CNN ammette: NON SONO OSSA UMANE- i ns giornali tardano a dirlo…..

§§§§

Questo, invece, è un inno alla Libia che non c’è più, con la bella voce e parole sull’aria di Fenesta ca lucive  di Joe Fallisi, l’attivista per i diritti umani, che alcuni ricorderanno sulla tragica  Freedom Flotilla dell’anno scorso

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