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Tuareg nomadi guerrieri per Gheddafi

25 settembre 2011

Trovandosi ad andare in collisione con le versioni dei  media, occorre annusare odor di propaganda anche dalla parte dei lealisti e non pubblicare niente se il buon senso non concorda.  Oggi, però una fonte nemica della Jamahiriya, debka.com, l’agenzia di notizie antiterrorismo israeliana, descrive l’andamento della guerra in un modo che è una insospettabile conferma  di quello che leggo sui siti che sostengono Gheddafi.  Ecco un estratto dall’articolo debka:

MA ATTENZIONE: FRA LE NOTIZIE VERE CI POSSONO ESSERE DEGLI PSYOPS! 

Gheddafi dispone di un esercito nuovo: i 12,000 soldati di tribù di Tuareg del Sahara, riportano le fonti militari di debkafile. Le nostre fonti militari riferiscono che i nomadi Tuareg si spostano liberamente attraverso le regioni sahariane che coprono tutte di Algeria orientale, Mali orientale, Niger occidentale, Burkina Faso settentrionale e Libia meridionale, indipendenti dai loro cinque governi. Hanno fama di eccezionali forze di sfondamento nel deserto, capaci di resistenza straordinaria- possono vivere con un etto di datteri secchi e mezzo litro di acqua per 24 ore e percorrere 100 kilometri.

Arruolandoli , Gheddafi ha assicurato ai suoi soldati e agli ufficiali di alto grado, libertà di  movimento in questi i cinque paesi africani, fuori dal raggio concesso alla Nato per gli attacchi aerei e dagli attacchi dei ribelli.

Effettivamente, il consiglio tribale Tuareg ha mandato un avvertimento al governo del Niger: dovesse agire contro i generali o gli uomini di Gheddafi, anche solo arrestarli , i Tuareg riprenderebbero le armi contro il governo di Niamey.  Questo mette al sicuro Saadi Gheddafi e il Gen. Mansour Daw arrivati in Niger all’inizio di Settembre alla  testa di 200 mezzi  militari e rientrati questa settimana in Libia per ignota destinazione. In precedenza i report li dicevano in stato di detenzione.

Un altro figlio di Gheddafi, Khamis, comandante della 32nd Libyan Brigade, che ribelli e media occidentali avevano dato per morto, dicono le nostre fonti, è ancora in azione contro le forze ribelli alla testa di 3,000 uomini, che sono unità d’ elite.
Non potendo, a causa dei voli di ricognizione dei bombardamenti Nato, affrontare movimenti su vasta scala, ha diviso le forze in gruppi di 20-30 combattenti che si sparpagliano sul territorio e attaccano i ribelli nei punti strategici.  Hanno condotto blitz nella città di Brega, Ras Lanouf e Zawiya, che non sono stati dichiarati né dal portavoce Nato né dai ribelli

(vedere note in calce su Khamis e Daw)

Ho conosciuto l’aspetto mite dei Tuareg, quello che riservano ai  turisti che amano il deserto. Parlano poco, ma sono cordiali, scherzano  sul GPS che dicono di avere nel cervello, per orientarsi quando le piste sono cancellate dal vento, e non esitano a risolvere i piccoli guai con molto ingegno… come riparare la montatura di un paio di occhiali da sole scaldandola sul fuoco.

 

§§§

L’importanza di questo report d’ intelligence debka è sia  confermare che la Nato è reticente, il che manda a picco la credibilità dei media che si limitano a ripetere,  sia  rendere di dominio pubblico (!) un rischio che nessuno sembra aver considerato.
Troppa importanza data alla Lega Araba consenziente all’attacco alla Libia e al riconoscimento del CNT da parte dei paesi confinanti (ad eccezione della coraggiosa Algeria); troppo poca importanza alle dimostrazioni  in vari paesi africani,  il Ghana per esempio, a favore di Gheddafi e a ciò che egli rappresenta per i movimenti di riscatto dell’Africa.
Il risultato possibile, partendo dalla mobilitazione dei  Tuareg, popolo ingiustamente diviso fra molte nazioni  che ora paga il debito di riconoscenza alla Jahamyria che li aveva aiutati –  è un qualche rischio che l’Africa sahariana e sub-sahariana prenda fuoco.
Ma il rischio massimo è che fra i Tuareg di altre zone libiche che combattono con i ribelli e quelli lealisti scoppi una guerra fratricida. 

segue da post Desert Blues

 

nota:  Khamis, si è saputo poi che era già caduto in combattimento a fine agosto
Mansour Daw è spuntato a Sirte per farsi catturare con Gheddafi e rilasciare interviste funzionali alla versione ufficiale 

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