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PANDORA in Libia: il vaso scoperchiato

26 settembre 2011

Esiodo racconta che Pandora fu un dono degli dei  a due fratelli. Portava con sè un vaso chiuso.
Prometeo – colui che prima  pensa e poi agisce- non lo toccò. Epimeteo – colui che prima agisce e poi capisce – scoperchiò il vaso.

Istantaneamente  ne uscirono, spargendosi  per il mondo, i mille mali che affliggono gli uomini. Solo la Speranza rimase nel vaso, e la speranza è ciò che, frastornati dai mille mali, occorre faticosamente cercare e ritrovare.  

§§§

Nato-Epimeteo non ha anticipato  con il  Pensiero cosa sarebbe potuto accadere scoperchiando la Libia. Ora deve capire.
Mandato in pezzi il quarantennale regime, che aveva spinto la Libia al più alto indice di sviluppo umano nel continente africano (ved. ) ,  si sono sparsi  nel paese i molti mali:  tradimenti, rivalità, odi, crudeltà, sciovinismo, razzismo, islamismo radicale,razzie,  tutti capitanati da una forsennata avidità.

Il New York Times si è deciso a rompere l’omertà della propaganda:

“Quando i  combattenti che hanno cacciato Gheddafi trovano arsenali di armi, non  le consegnano al CNT. Le portano nelle loro città: Misurata, Zintan, Yafran or Rujban. Quando catturano membri del governo, i ribelli li vogliono egualmente a casa loro.
“Perché dovremmo darli?” dice  Mohamed Benrasali,  membro del CNT, il governo ad interim, “Li chiamiamo bottino di guerra”. Anwar Fekini, un leader delle montagne  Nafusa,  conferma “Anche noi facciamo lo stesso.” Mentre i rivoltosi della prima ora cercano di assemblare un governo per rimpiazzare quello di Gheddafi, la prassi dell’accaparramento di armi dimostra le fratture e le rivalità regionali, la mutua diffidenza che continua a impedire il progresso.

Sono due mesi che i leader del CNT promettono di comporre un esecutivo, in mezzo alle recriminazioni per l’inspiegato assassinio del comandante in capo delle forze militari e rinnovano la promessa da quando Tripoli era caduta, più di un mese fa.
Dopo un altro meeting, domenica,  non sono riusciti a comporre il governo, neanche per assumere il potere nell’ottavo mese dalla dichiarazione “ufficiale” di liberazione della Libia.

[…] Misurata non accetterà mai  Mahmoud Jibril,”  dice Benrasali, portavoce dei ribelli della città e accusa il primo ministro di aver passato poco tempo in Libia durante il regime e quasi nulla durante la rivolta.  “E’ un motivo di tensione e non di unione” aggiunge.  “Dovrebbe avere la decenza di fare la cosa giusta e sparire”  C’è chi in Misurata vuole accusare Jibril di  “tradimento” , continua  Benrasali, perché indebolisce la transizione mantenendosi al potere. Misurata sostiene la candidatura a primo ministro di un suo cittadino, Abdul Rahman al-Swehli,  ingegnere laureato in Inghilterra e proveniente da una importante famiglia del luogo. “ Il prossimo primo ministro deve essere libico – un libico che non deve avere un secondo passaporto, un libico che sia vissuto in Libia negli ultimi 42 anni. “

§§§aggiornamento novembre: Misurata l’ha avuta vinta: Jibril si è dimesso appena dichiarata completa la “liberazione” della Libia; tuttavia si deve essere trattato di un compromesso poichè il sostituto eletto in Consiglio, AlKeeb, con tutta probabilità ha un doppio passaporto essendo vissuto 30 negli Stati Uniti. Eletto a maggioranza, ma non schiacciante. Se a votare contro sono stati i rappresentanti  di Misurata , al primo provvedimento che scontenti qualche altra tribù questi voti si aggiungeranno e perderà la maggioranza.  vd. I “nuovi” Arabi e l’occidente, fratelli di Kitsch  §§§/

L’articolo continua:  quelli del Nafusa, vogliono avere peso, non accettano l’attuale presidente del Consiglio Mustafa Abdel Jalil, che è dell’est, Al Baida, vogliono un seggio importante per aver combattuto a Tripoli. A Bengasi sostengono di aver cominciato la rivolta e  portato il peso maggiore fornendo soldi e armi ai ribelli (ved. ).
I supporter di Jibril proclamano  che è stato lui a ottenere l’appoggio internazionale e i bombardamenti  Nato, senza i quali  le formazioni ribelli non avrebbero vinto.
Jalil si oppone allo schema  “posti in cambio di combattimenti” e cerca di tenere buoni promettendo a tutti. “Abbiamo due seggi per Sirte, lo stesso per  Tobruk, anche se questa ha contribuito subito e Sirte più tardi” . (–Per la verità Sirte subisce un assedio infame, bombardata e affamata dalla Nato che spiana scuole e ospedali: lealista o meno, non si vuole consegnare alle vendette dei ribelli. (ved.). e i bombardamenti hanno fatto già 2000 vittime civili. Autentiche, non “presumibili” come quelle che hanno motivato  la no fly zone. –)

Aggiungiamo che, a differenza di quanto lasciano intendere   i  prematuri  “i ribelli dicono”,  oasi come Hun e città come Sebha non sono ancora in mano dei rivoltosi. E  Tarhouna, nel Nafusa, si è ribellata … ai ribelli già qualche settimana,  gli uomini si sono diretti nella capitale. La loro avanzata induce i  ribelli a ritirarsi, non tutti possono farlo verso l’est “amico”, alcuni devono sconfinare  in Tunisia dove negli ultimi giorni i soldati tunisini hanno dovuto ingaggiare battaglia per difendere le frontiere; lo stesso per quelli che subiscono il contrattacco dei lealisti a Ghadames.
A Tripoli sono avvenuti due giorni fa dei combattimenti, otto esplosioni,  una marcia pacifica anti CNT nel quartiere lealista di Abu Salim.
Al Jazeera e BBC hanno lanciato al “notizia” (già sfruttata altre volte) difosse comuni nella prigione di Abu Salim attribuendo le vittime alla crudeltà del regime, poi la CNN ha inviato degli esperti (comincia a dubitare dei media anche lei?) e il 27, quoto il blog contropiano.org e Marinella Correggia:

Secondo la Cnn che cita lo staff medico sul posto, i resti trovati ad Abu Salim non sono umani. Una nuova bufala che oggi è stata amplificata in prima pagina dai principali quotidiani.Per la Stampa i morti sono 2000, scendono a 1700 sul Corriere e a 1200 su La Repubblica. Ma sulla notizia sparata sulle fosse comuni in Libia si sente forte e nuovamente l’odore della manipolazione mediatica, esperienza non certo nuova anche nel caso della guerra libica.

Aggiungiamo  dal blog nsnbc   di Dr. Christof Lehmann (politologo, psicologo, scrittore, attivista diritti umani)

“Poco fa la bandiera verde è stata fatta sventolare a Bengasi, oggi è stata esposta nella “capitale di Al Qaeda” Derna**.  Quando verrà il giorno in cui la Nato riconoscerà il suo  “Vietnam”  e permetterà al popolo libico di trovare una soluzione politica a questo bagno di sangue e disastro umanitario.”
(** Derna e Bengasi sono nel mondo le città che in assoluto hanno fornito più uomini ad Al Qaeda per l’Iraq)

Non sono parole sparse al vento: il bagno di sangue, i linciaggi in piazza, sono avvenuti a danno della popolazione di colore, per esempio la città di Tawarga è diventata un deserto: i cittadini di Misurata non vogliono più “neri” perché amici di Gheddafi e della zona vogliono fare un parco pubblico.  Con questa guerra il razzismo è esploso, rivelando una ragione di sordo odio per il regime.
Gheddafi  lui voleva una Libia IN  Africa, i libici in gran parte l’hanno sempre voluta FUORI dall’Africa.
Ognuno ha il suo sogno che non corrisponde alla realtà, ma questo si è rivelato un terribile incubo.

Quando si dice “Libia”  si designa un territorio i cui abitanti si attribuiscono diversità etniche, berberi,  arabi e discendenti dei turchi. Perché la Libia era parte dell’impero ottomano che delegava l’amministrazione a califfi locali, diversi per l’est e l’ovest; Tripoli prosperava per il commercio degli schiavi e la pirateria. Nel secolo scorso se l’è  presa interamente l’Italia, l’ha dovuta cedere agli inglesi, Tripolitania e Cirenaica, e ai francesi,  il Fezzan. Solo nel 1951 diventa nazione: regno di Libia, ma di fatto è un paravento davanti alle potenze che vi mantengono le basi militari: Stati uniti e Gran Bretagna.

Non è impressionante che queste tre potenze siano oggi tornate a riprendersi ciò che avevano perduto quando Gheddafi ha sfilato la Libia alla loro influenza? Sembra una faida di dimensione storica!
Parafrasando il caso nostro: l’ Onu aveva fatto la Libia, Gheddafi con la sua rivoluzione – incruenta –  doveva fare i libici. Non è stato capace. Da quel che vediamo oggi l’obiettivo è arduo, certo non riuscirà la Nato, che fra l’altro tutto vuole meno che l’indipendenza dall’influenza straniera.
Essendo impossibile che Gheddafi torni al potere,
essendo ben possibile che continui a dar filo da torcere mentre,
contastando che loro i ribelli distruggono da sè  il credito internazionale avuto in dono,
la Nato, volente o nolente, potrebbe dover occupare la Libia.

Sarà davvero un nuovo Vietnam o una nuova Iraq o, come certuni dicono, una somalizzazione del paese? Ognuno dica la sua.  Tutti quelli che, dal presidente Napolitano giù giù,  passando per la sinistra da salotto o da piazza colorata, fino all’ultimo blogger,  approvavano la no fly zone – senza sapere cosa significasse – aggrappati alla  motivazione ” Gheddafi  farà  un massacro” –  mettendo un processo alle intenzioni alla base dei giudizi –  stavolta , per favore, non aprano bocca.   Pensino, come Prometeo,  prima di parlare.
Liberare i popoli è un’altra cosa.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

anche reuters (finalmente) su Tripoli cantonizzata, occupata militarmente, le proteste dei tripolini e l’approvvigionamento  di armi
http://www.reuters.com/article/2011/09/26/us-libya-militias-idUSTRE78P1BY20110926
 
  

27 SETTEMBRE AGGIORNAMENTO

Abu Salim e le fosse comuni : da Al Jazeera e BBC era venuta due giorni fa la notizia i ribelli avevano parlato di ossa, BBC ha trasformato in corpi buttando un numero spropositato- Oggi la CNN, dopo ave fatto controllare da dei medici informa: non sono ossa umane.
Che dire? Al Jazeera e Abu Salim scavalcano i ribelli nello spararle grosse.

Si combatte aspramente a Sirte, anche presso il porto. Il modo con cui viene data la notizia (da testate di second’ordine perché qualcosa sta cambiando in America) lascia intendere che si tratta di un’offensiva stringente dei ribelli.

da ncnbc , che significa No spin news by Christof (Lehman), più meno: niente notizie di riporto, vi è un’analisi diversa(articolo tradotto:  http://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/23/i-cambiamenti-di-strategia-in-libia-producono-risultati-in-mezzo-ai-disastri/) basata sul fatto che la Nato intendeva portare un attacco con mezzi anfibi per entrare in città costringendo i difensori a mobilitarsi anche su quel fronte. Sempre più si constata che è la Nato a volere combattere e installare un suo governo, e i ribelli “veri” si stanno demoralizzando, mentre uomini politici che avevano abbandonato Gheddafi, come topi una nave che affonda, riprendono contatto con i lealisti, non essendo ancora affondata questa nave gheddafiana. Nell’articolo ci sono anche gli aggiornamenti da un’intervista di Khamis Gheddafi sulla tattica militare adottata (azioni di plotoni che , a differenza di un esercito, sfuggono al bombardamento) di cui avevo già dato notizia nel post Tuareg nomadi guerrieri per Gheddafi

Per chi preferisce un video che raccoglie le ragioni della guerra e le finzioni, c’è questo in  YouTube, link a Ryuzakero     con sottotitoli in italiano. 

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7 commenti leave one →
  1. Rosanna permalink
    28 settembre 2011 3:48 pm

    quale pezzo del principio di vita “ogni azione ha una sua conseguenza”non è nota ai nostri “portatori di pace”?? se poi la situazione non è andata come speravano …..allora è un altro discorso!!! Ingenui o spavaldi?

    Mi piace

    • 28 settembre 2011 8:32 pm

      Respingo con enfasi l’ipotesi dell’ingenuità, magari dell’idiozia 🙂
      La spavalderia c’entra eccome, da quando la scienza ha in tanti modi piegato la Natura in ogni campo l’uomo si sente più sicuro di maneggiare ogni cosa, ma come dicevamo nel commento al post sui ragazzi che occupano Wall Street, questa spavalderia sta nei luoghi dei potenti. Noi popolo ci sentiamo esclusi.

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  2. 28 settembre 2011 6:48 pm

    Come al solito ottimo lavoro! E tuttavia ciò che dici conferma che l’obiettivo politico principale in questa faccenda è la distruzione della Libia, non semplicemente un cambio di regime.

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    • 28 settembre 2011 8:43 pm

      Sai quello che intristisce è che non so se dichiarando fin da subito le vere intenzioni vi sarebbe stata indignazione generale. Parlo del nostro paese nel caso Libia: da quando è avvenuta la personalizzazione della politica, non ci si è chiesti com’era la reale situazione del paese, si è badato alle eccentricità del personaggio, si è creduto alle affabulazioni denigratorie. La visione politica come pettegolezzo.
      Forse anche quei “manovratori manovrati” che sono i presidenti e i primi ministri si muovono un pò a questo livello; rimpiango di aver perso le tracce di un articolo nel quale si raccontava che Obama aveva chiamato uno dei suoi e gli aveva detto, a proposito di come stavano andando le cose in Libia, Toglietemi presto da questa… shit. Evidentemente non aveva per nulla considerato la realtà della Libia e di quanto Gheddafi fosse popolare, certo più di amato di Jalil e Jibril e delle gang di cui oggi sono prigionieri.
      Se tutto ciò avvenisse su un altro pianeta potremmo trovarlo divertente, ma succede qui..
      grazie altrocampo 🙂

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      • 28 settembre 2011 10:27 pm

        Io ho una visione un po’ più criminale di Obama, vedrò di trovare qualcosa a riguardo in seguito….

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        • 28 settembre 2011 10:57 pm

          …Puppet . Tu cerca con calma, io cerco di ritrovare alcuni appunti di siti che parlano dei suoi fulgidi inizi. 🙂

          Mi piace

Trackbacks

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