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Prove tecniche di quarta guerra mondiale?

7 ottobre 2011

mcc43

°§° mi è stato chiesto perchè ho scritto “quarta”. Perchè la terza è scoppiata violentemente il 17 gennaio 1991, con 28 paesi coalizzati contro l’Iraq, ovvero la Mesopotamia da cui deriva la ns civiltà. Subito sono iniziate le ricadute: Jugoslavia, Afghanistan, ecc. di cui la Libia è l’ultima. Contemporaneamente anche  prima scintilla di un altro disastro mondiale? °§°

E’ noto che la risoluzione 1973 che ha dato inizio alla distruzione della Libia non sarebbe stata approvata qualora Cina e Russia avessero posto il veto, tuttavia ciò non significa che restino inerti spettatori degli eventi.

L’esercito libico, costretto alle sole forze di terra, tiene fronte alla più potente coalizione del mondo. Conta sul carisma di Gheddafi e del figlio Khamis per la lealtà e l’impegno dei soldati , ma anche sull’assistenza di una scuola militare di livello come quella sovietica. Lo si intuiva, nel silenzio sospetto dei media, ma ora ne abbiamo conferma.

Rimando a questo post, che è una lettura appassionante per coloro che vogliono comprendere il reale stato delle cose, pubblicato nel blog

GilGuySparks

http://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/06/dietro-le-quinte-del-colpo-di-stato-libico-laiuto-russo-i-parte/

L’ex maggiore delle forze speciali della Armata Rossa, Ilya Korenev, ufficiale dell’ex Unione Sovietica,  tenente colonnello nella Russia odierna, ufficialmente in pensione, rivela di aver trascorso un lungo periodo accanto al colonnello Gheddafi e alla sua famiglia con il compito di supportare con la sua esperienza  le difese delle forze lealiste della Jamaijria libica.

Anticipo questo brano che rivela le ragioni per le quali la città di Tripoli non ha potuto essere difesa dall’attacco della coalizione.

Gheddafi non credeva all’attacco contro il suo paese fino a poco tempo fa. Anche a metà agosto, quando sono stati condotti attacchi missilistici e bombardamenti su Tripoli, in altre città, ha parlato con Berlusconi e Sarkozy.
Gli avevano assicurato che l’operazione di terra a Tripoli non ci sarebbe stata.
Diversi anni fa, Gheddafi si era proposto di creare un potente sistema di difesa aerea nella sua interezza. Questo avrebbe potuto esser fatto attraverso alcuni dei paesi dell’ex Unione Sovietica. Ma credeva che queste azioni avrebbero solo teso i rapporti con gli Stati Uniti e l’Europa. Ripeteva che l’Italia e anche Francia e pure la Gran Bretagna gli avevano assicurato che la guerra di terra contro la Libia non ci sarebbe stata.
Un errore, anche, è stato il lungo monitoraggio degli ufficiali libici corrotti. Sarebbe stato necessario arrestarli immediatamente, per non diffondere il contagio impunemente. Ma Gheddafi voleva far rivelare quanto più possibili traditori. L’indecisione di Gheddafi, in virtù del suo personale punto di vista sul conflitto, fu, per inciso, il fattore che persuase diversi alti ufficiali militari a prendere un paio di milioni di dollari e passare dalla parte dei ribelli.
Immaginate, che ovunque vi sia una pioggia di pietre che cadono sulla testa, e voi dite mi piacerebbe tenere una festa. Molti si farebbero convincere ad andarvi secondo voi? Specialmente quelli che saranno obiettivi importanti e primari per il nemico.Il fattore umano, anche in Africa, è il fattore umano.“

Il fattore psicologico, invece, rivela la profonda diversità della concezione dei rapporti internazionali secondo il “dittatore” Gheddafi e i leader delle nazioni “democratiche”. Fino alla fine evidentemente ha creduto, come molti, che la No Fly zone sarebbe rimasta azione deterrente e non aggressiva.

Impianto ENI nel Sahara libico

Ad ogni buon conto, con le rivelazioni del colonnello Korenev nel seguito dell’articolo, veniamo a conoscere altre ingenuità da parte libica, come quella di affidare il fondo sovrano della Libia a Goldman&Sachs, il che è, ripeto testualmente,  “come consegnare l’eroina a un tossico”.
O
ra il valore si ridotto ad essere il 2% di quello originariamente affidato ai predatori.
Cattiva notizia per la Libia del CNT: il nuovo governo si troverà un paese in bolletta e pieno di debiti, grazie ad uno degli alleati che, per consentirgli l’insediamento, gli sta distruggendo il paese; la situazione, poi,  diventa davvero fosca se aggiungiamo la produzione petrolifera crollata a livelli infinitesimali.

Per di più, un’azione di sabotaggio della resistenza in questi giorni  ha distrutto uno degli impianti maggiori, dell’Eni, che   non sarà in grado di tornare in funzione entro l’anno.

Ora arriva una considerazione che deve farci smettere di guardare il dito e cominciare a  fissare la luna:

[—] l’attacco alla Libia – fa parte di azioni previste. Le prossime saranno: Siria, Algeria, Yemen, Arabia Saudita, Iran, Asia Centrale e Russia. Non importa in quale sequenza. Ma la Russia rischia di pagare un prezzo prima […] circondata da radar e basi militari ostili […] mentre cresce la corruzione e il dissenso all’interno del paese.

Ecco perchè la Russia non poteva stare a guardare, e nessun paese in realtà sta solamente a guardare Nato furiosa scaricare uranio sulla Libia e i ribelli che si abbandonano alla razzia e alle  carneficine. Il paese-Libia è solo un danno collaterale in una guerra all’orizzonte ben più terribile per la sua vastità.
Far cadere uno a uno i governi come soldatini di stagno è nei sogni degli aggressori, ma non sempre le cose vanno come contortamente preparato. Lo stesso accade credendo di pilotare le crisi dei mercati sulla testa di 7 miliardi di persone.

I futurologi alla fine del precedente,  ponevano gli anni ’20 di questo secolo come data della guerra fra Usa e Cina. Nove anni, pochi per fermare gli apprendisti stregoni, troppi perchè la situazione non si incagli  da qualche parte o per qualche motivo che nessuno si  aspetta.

Nella seconda parte dell’intervista al colonnello Korenev,  , appena pubblicata nel blog  c’è la risposta ai miei dubbi

Oltre all’Islam radicale, in Libia va tenuto conto anche del saccheggio delle armi incontrollato dai magazzini dell’esercito libico. E la maggior parte di queste armi andrà al Caucaso nelle stive delle navi da carico. Dai porti del Nord Africa fino alla costa del Caucaso – un paio di giorni di viaggio.

e da lì, sotto l’apparenza di rivolta islamica inizierà un confronto locale per destabilizzare la Russia, precondizione di una guerra su vasta scala.

Pian piano abituando l’opinione pubblica all’idea,  si va anche in Occidente verso la guerra. Da latente a conclamata,  come una malattia:  incurabile perchè ignota ai più.

La seconda parte dell’articolo è altrettanto appassionante, fra l’altro dà conto della cattura degli operativi francesi e inglesi presso Bani Walid che Moussa Ibrahim aveva annunciato e perchè non sono stati presentati ai media come era stato promesso.

§§§§

 

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5 commenti leave one →
  1. 19 dicembre 2011 8:26 pm

    Cammina cammina, ci avviciniamo alle previsioni/informazioni del colonnello Koronev,
    e l’analisi nel post di 4realinf’s dà materia di riflettere, nonostante questo sia un periodo di festività, comunque vissuto: in modo consumista o religioso, è la soglia di un anno cruciale. Un anno in cui invertire comportamenti personali e collettivi, affinché non sia l’inizio della fine_

    da 4realinf’s <a href="in modo consumista o religioso. Siamo alle soglie di un anno cruciale, un anno in cui invertire comportamenti personali e collettivi, affinché non sia l'inizio della fine_ da 4realinf's L'anno che verrà cosa potrà riservarci, viste le premesse?"

    http://4realinf.wordpress.com/2011/12/19/lanno-che-verra-cosa-potra-riservarci-visto-le-premesse/trackback/

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