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GUERNICA, STALINGRADO, SIRTE

ottobre 9, 2011

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GUERNICA

È stato detto che nei paraggi di Guernica c’era un ponte che bisognava distruggere. Frottole. È stato detto anche che Guernica era un centro di ferventi repubblicani e che aveva remotissime tradizioni di libertà. E questo è vero, ma a Sperrle non importava assolutamente nulla del livore dei falangisti per Guernica.
Egli scelse Guernica solo perché si addiceva topograficamente al suo scopo di pura distruzione [...] A Guernica.‑ letteralmente assassinate ‑ morirono 1654 persone. I feriti e i mutilati furono 889. [...] E Göring, prima di suicidarsi a Norimberga nel 1946, dichiarerà ai giudici delle Nazioni Unite: “Guernica fu per la Luftwaffe un terreno di prova. Non conoscevamo un luogo più adatto per far compiere un test ai nostri bombardieri”.

STALINGRADO


Ho deciso che Leningrado sia cancellata dalle cartine geografiche. Il progetto è di stringere d’assedio la città e raderla al suolo con l’artiglieria e martellanti attacchi aerei. Non è affar nostro nutrire la popolazione di Leningrado (Così si esprimeva Hitler il 18 settembre 1941)”

L’assedio “lungo” durò esattamente 900 giorni fino al 27 gennaio 1944. Le cifre ufficiali parlano di 632.253 morti su due milioni e mezzo di abitanti, ma si tratta solo dei decessi che furono notificati, escludendo perciò quelli avvenuti durante i caotici e drammatici tentativi di evacuazione.

  S I R T E

OPERAZIONI IN CORSO NELL’OTTOBRE 2011

14 ottobre 2011

La città di Sirte  ora appare come una moderna Stalingrado. Tutti gli edifici sono bruciati e distrutti, chiari effetti delle campagne di bombardamento giornaliero sono ben visibili.
Centinaia di persone a  Sirte sono state decapitate dai ribelli del CNT, che  hanno usato asce per ucciderle.
La città è stata bombardata di continuo dai ribelli con razzie  mortai. La resistenza libica asserisce di aver permesso   ai ribelli di entrare molto profondamente all’interno della città per intrappolarli e impegnarli in combattimento.  Donne cecchino nel centro della città, in appoggio agli uomini che combattono nelle strade.
Secondo le stime  1600 ribelli morti e 800 ferit; i media riportano  700 ribelli  morti e  i superstiti in  ritirata.


2012

Non ricostruzione, si vive come si può fra saltuari scontri innescati dalle onnipotenti milizie armate. La Libia è ancora in preda all’odio e sembra incapace di uscirne.

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