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Il silenzio sugli innocenti: l’arma di guerra puntata contro verità e giustizia

12 ottobre 2011

segue da Guernica, Stalingrado, Sirte e da Sirte: Hic sunt leones!

Ieri, 11 ottobre, non si sono avuto report confermati da Sirte di eventi fuori della disperante quotidianità. “Confermati” significa da più fonti, o da fonti altamente qualificate da poter essere citate con tranquillità di coscienza.

L'informazione liberamente asservita

Sul fronte mainstream?  I consueti “i ribelli dicono che Sirte sta per cadere”, sebbene ora sia “entro la settimana”, essendo scaduto da due giorni il promesso “entro 2 giorni”
Oggi, poi,  mi capita sotto gli occhi questo articolo

Libyan bourse catches the eye of investors

Libya’s fledgling stock market is attracting investor attention as the country’s new rulers aim to relaunch it after a wartime shutdown of more than six months.

Non lo traduco, tanto si capisce: avidità che preme ancor prima di arrivare a babbomorto.

Da AlJazeera, il servizio (ma video non rintracciato in rete) su Jalil in visita ai ribelli di Sirte accolto con giubilo, profusioni di Allah akbar (la giaculatoria diventata bestemmia sulla bocca di assassini) e spari in aria.

Dunque Jibril l’altroieri ritira i suoi, Jalil ieri va a sostenere gli altri. Quanto accordo c’è ai vertici del CNT, che non riesce a formare un governo?
******aggiornamento da AlgerieIsp : la visita non è avvenuta a Sirte, la scena è stata girata a Hrawa, che effettivamente è un sito occupato dai ribelli,  un altro falso di propaganda, quindi, e un messaggio in codice alle fazioni CNT ****

Del governatore militare di Tripoli, l’alqaedista BelHadj l’ultima notizia, da fonte lealista, è che aveva subito un attentato; da allora è sparito dalle cronache. Del suo vice Al Madhi Harati si è saputo, anche dai media occidentali, che ha rassegnato le dimissioni ed è tornato in Irlanda. Sì, uno strano libico da venti anni all’estero, partecipante alla Freedom Flotilla (!) tornato in patria ai massimi livelli della ribellione e ora auto(?)pensionato. (8 novembre segue nel post Vita in Libia)

Cresce l’evidenza di operativi occidentali sul terreno, in violazione della 1973: ci sono qatarioti, sauditi, a Bani walid fra i ribelli uccisi c’erano 15 uomini con documetni israeliani, e da nsnbc link veniamo a sapere che uomini della forza speciale inglese SAS sono entrati in Sirte, alcuni sono stati catturati, altri uccisi.Tutti questi uomini illegalmente presenti sono disconosciuti dai loro governi che non ne ammettono ufficialmente l’esistenza.

Colpisce sapere di israeliani che combattono e uccidono in Libia proprio nel giorno in cui in Israele si festeggia il ritorno di Shalit, “UN” soldato prigioniero a Gaza. Il prezzo del suo riscatto: la liberazione di “MILLE” palestinesi prigionieri di Israele.
Il valore della vita umana come si calcola? Qui si direbbe in base a “chi” detiene il prigioniero: è più grave essere presi da Hamas che dai lealisti libici?

Colpisce sapere che sauditi combattono con l’occidente e pro-ribelli, sapendo che le truppe saudite sono entrate nel Barhein per soffocare una ribellione che il governo non riusciva a contenere – commettendo ogni sorta di violenze, torture, umiliazioni irripetibili.
E l’ONU è stata a guardare.
Il governo così salvato, ora imprigiona i medici che durante gli scontri hanno curato i manifestanti.

La decisione degli interventi umanitari come viene presa? Contro la Libia che non accettava di asservirsi all’occidente, non contro il Barhein che ha in casa una base militare americana.

Ma nei rapporti ufficiali qualcosa filtra, per forza, il guaio è che i quotidiani di carta o in rete non li riferiscono o lo fanno quasi di nascosto. Quoto da un articolo di Amedeo Ricucci di fine settembre link

Almeno 40 incursori delle SAS inglesi e altrettanti legionari francesi. Più un centinaio di istruttori egiziani, una ventina forniti dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti, una dozzina di bulgari e, dulcis in fundo, una decina di italiani. In tutto 300 uomini, forse di più. Sono questi i numeri reali, stimati al ribasso, delle forze speciali “alleate” che stanno aiutando i ribelli libici ed hanno già avuto un ruolo determinante nella conquista di Misurata, Zintan, Zawiya, e Tripoli. A rivelarli è un rapporto appena uscito del Royal United Services Institute (RUSI) di Londra, che conferma le indiscrezioni già uscite sulla stampa internazionale ma aggiunge, oltre ad una analisi militare assai accurata, tutta una serie di dettagli nuovi e per certi versi inquietanti, Da cui  si evince che i veri mercenari presenti in Libia non sono quelli reclutati da Gheddafi – alla prova dei fatti ne hanno ucciso o catturato poche centinaia – bensì quelli messi in campo dalla Nato, in palese contrasto con  la risoluzione 1973 dell’Onu, che autorizzava sì’ l’intervento “umanitario” in Libia ma vietava espressamente l’uso di forze di terra e l’occupazione militare del territorio.

Da notare: erano presenti già dal 23 febbraio (accertato, ma fonti dicono già da prima) quindi un mese avanti del lancio dell’operazione Unified Protector.

§§§

In questo video della CNN si vedono momenti dell’attacco a Sirte; anche il reporter alla fine commenta “tutto questo lascerà conseguenze per anni”. Certamente! Ma era prevedibile, era prevedibile che sarebbe scoppiata una guerra civile perchè la popolazione non si era sollevata contro Gheddafi, era semplicemente in atto una protesta locale, che è stata strumentalizzata. Coloro che non hanno avuto la modestia di fare questa lapalissiana previsione sono complici dei loro governi.

Del resto in democrazia, con il voto, il governo nato dalla maggioranza  rappresenta ciò che la maggioranza della popolazione è.

Se poi anche la minoranza perdente si accoda alle insane decisioni del governo, significa che l’intero paese è insano?

2 commenti leave one →
  1. 13 ottobre 2011 10:18 pm

    il silenzio è anche sui neri che vengono sterminati. i ribelli stanno facendo pulizia etnica e gli dà una mano proprio Obama. vicino alle elezioni tireranno fuori questa storia e allora i suoi sostenitori di colore lo abbandoneranno e verrà eletto un repubblicano

    Mi piace

  2. 15 ottobre 2011 3:32 am

    Hai mille ragioni YM e qualcuno nel mondo comincia ad accorgersene.
    Forse anche io non ne ho parlato abbastanza? Ieri ho citato nel post sul 14 ottobre, giorno dell’orgoglio libico un video dove una organizzazione della diaspora africana tratta approfonditamente questa tragedia, ti posto qui il link per tua comodità. Ciao e grazie

    Mi piace

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