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SCIE MEDIATICHE SUL CIELO DI TEHERAN

13 ottobre 2011

Segue
“Assemblea Onu: un posto pericoloso per dire la verità”

“Prove tecniche di quarta guerra mondiale?”

Gilad Shalit sta per essere liberato e Netanyahu si è sbarazzato  la scrivania di una pratica vecchia e spinosa. Un soldato israeliano è stato  lasciato cinque anni in una prigione del nemico — come argomento per demonizzare e attaccare Gaza. Quello che pensa Shalit è che non è mai stato fatto nulla di incisivo e in un comunicato dichiara di volere giustizia.
Ora improvvisamente –  mentre è in cottura il riconoscimento dello stato di Palestina all’Onu richiesto dalla AP di  Abu Mazen –  Israele  tratta positivamente con Hamas e appunta  sul bavero di Ismail  Haniye una medaglia con 1027 palestinesi  liberati come contropartita del rilascio di Shalit.

Mi  sarebbe piaciuto credere  a una ricaduta positiva del  lungo e autorevole movimento di protesta , un gesto per  ingraziarsi l’elettorato che sulla detenzione di Shalit non ha mai lasciato cadere l’attenzione. L’istinto diceva di no e la ragione si allea constatando che  in queste trattative hanno messo becco in tanti.

articolo originaleIn quanto al dietro le quinte della liberazione di Gilad Shalit, i dekafile  sottolineano  che prendendo atto dell’accresciuta forza dei Fratelli Musulmani e dei loro alleati Salafiti in vista delle elezioni parlamentari in Egitto nei prossimi mesi, l’amministrazione Obama è entrata in dialogo attivo con i leader per allontanarli da Teheran e portarli più in sintonia con la giunta militare che governa e con Washington.

Aggiunge  Corrado Lamartire nel suo articolo nel blog Fai una domanda che ad Hamas è stato chiesto di chiudere l’ ufficio politico a Damasco, ovvero Hamas ha accettato di allentare i legami con la Siria , il che equivale, vista la stretta alleanza, ad allentarli con Teheran.  E sintetizza

Gli americani accusano l’Iran di aver organizzato un complotto terroristico iraniano allo scopo sferrare un attacco sul suolo americano per colpire l’ambasciatore saudita. In questo contesto aumentano gli attriti tra Iran e Arabia Saudita, entrambi interessati ad aumentare la propria influenza nelle nuove e instabili situazioni politiche che si sono create.

Infatti, contestualmente a questo nuovo tessuto di relazioni diplomatiche, scoppia la “madre” di tutte le illazioni : il complotto iraniano per uccidere l’ambasciatore saudita in America. Un’accusa che fa acqua da tutte le  parti, ma altrettanto facevano acqua  l’attentato di Lockerbie e la scomparsa di Abu Mussa Sadr (un politico Libanese capo della fazione Amal, precorritrice di Hezbollah)  che furono appioppati alla Libia. Spada di Damocle per anni sulla testa di Gheddafi, mantello di  infamie per far accettare di buon grado all’opinione pubblica l’aggressione alla Libia al momento ritenuto opportuno.

Per il  piano di far saltare in aria l’auto dell’ambasciatore davanti al suo ristorante preferito, l’Iran si sarebbe affidato a un  venditore di auto usate, da qui il nome in codice del complotto: Chevrolet, e a sicari messicani del mondo della droga.
“I dettagli dell’omicidio pianificato fanno rabbrividire. Questi uomini non si sarebbero creati problemi a uccidere centinaia di altre persone innocenti oltre all’ambasciatore” Così declama il direttore dell’Fbi Robert Mueller.

Inizia il processo alle intenzioni, riedizione di  “ Gheddafi sterminerà Bengasi” . Sappiamo come va a finire.

Oggi  il coro delle minace e dei lamenti:

“L’Arabia Saudita sta considerando l’adozione di “misure e passi decisivi” contro “ogni tentativo di minare la stabilita’ del Regno” scrive AGI,
“Terrorismo , prove su Iran schiaccianti” rincara il Corriere,
“Obama blames Iran government for role in assassination plot .”  titola il Washington Post.

Da +972reporter indipendenti di Israele e Territori occupati, Ami Kaufman, riallacciandosi a un articolo di Time magazine,  ribadisce che una escalation emotiva sulla vicenda del complotto forzerà Obama ad intervenire.

 L’avvelenamento dell’atmosfera  impedirà  l’azione diplomatica sul nucleare iraniano. Se l’Amministrazione non riuscirà a far aumentare significativamente le sanzioni  all’Iran , la palla tornerà ad Obama . Avendo creato il caso che l’Iran “ha superato il limite”, sarà pressato ad agire altrimenti arriverà alle elezioni sotto l’accusa di essere troppo morbido con l’Iran.

Non ho idea di quanti nei media del mainstream avranno il coraggio di  stare fuori dal coro, ma il blog 4realinfos ne ha scovato uno, il Guardian, vi si risale dal testo dell’articolo “Un altro “false flag” stile Iraq di Obama e di Israele“che introduce anche una chiave di lettura legata alla religione.

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Settembre 2009 –  Gheddafi tiene all’Onu un durissimo discorso contro Il Consiglio di Sicurezza: Diciotto mesi dopo : Marzo 2011, inizia l’operazione militare contro la Libia

Settembre 2011 – Ahmadinejad tiene all’Onu un discorso durissimo contro Il Consiglio di Sicurezza: Tre settimane dopo inizia l’operazione di accerchiamento e di isolamento…..

Ancora cadremo nel meccanismo psicologico individuato e analizzato da Elias Canetti?
Rimando all’articolo
Masse aizzate dal potere

§§ 14 ottobre §§

Segnalo  l’interessante articolo di Amedeo  Ricucci “Il nemico perfetto”   Se anche Ricucci pensa che questa faccenda  fa acqua, sono confortata nel pensare di aver dedotto in modo razionale dalle notizie l’esordio di un gran pasticcio pericoloso.

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