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Il mondo “civile” applaude un’esecuzione

21 ottobre 2011

Ho pensato alle donne che lavoravano a maglia sulla piazza della Bastiglia, mentre cadevano teste “nobili”. Non sapevano e non chiedevano di quale crimine fosse accusato il condannato. Nobile, perciò stesso affamatore del popolo.

Dittatore. Basta la parola. Non ho trovato nessuno in questi giorni  che a  tambur battente abbia saputo  esplicitare un fatto preciso e inctrovertibile. Un pò come succede con” Kennedy, Baia dei Porci”, “Saddam Hussein, Kuwait”.
Alludere ai crimini è meglio che raccontarli. Le platee soffrono di labile attenzione e , soprattutto, le allusioni, come le calunnie, sono un venticello che s’infiltra, si diffonde, solleva polveri, sospetti, pretesti. Merce buona per il mercato di future indignazioni popolari.

Nonostante il non sapere,  fluiscono commenti e non sono molti diversi, tranne che nella scelta dei vocaboli, i targati  casalingadivoghera e quelli opinionistadipunta. Flatus voci.

Tanto gradita questa pubblica esecuzione, che non sento ancora, quasi  a metà mattino,   chiedere

“dite la verità: quando è stato catturato, dove è stata girata la scena, dove stava andando, perchè avete aspettato tanto?.”

La spiegazione – attribuita a  Moussa Ibrahim – ci avvicina alla verità? Proprio per questo, allora, segnala quanto ne siamo  lontani: La Nato poteva colpirlo, ovunque ed in ogni momento, perchè ora?
Si è voluto fare a pezzi la Libia per mesi?

Un lato tragico  è che quei libici che hanno combattuto la guerra nelle chatroom dal loro salotto in occidente  esultano.
Sani, pasciuti e senza mani grondanti sangue, rientreranno a spolpare l’osso di quello che resterà, dopo che i più potenti o i meglio armati saranno sazi.

§§§§§§§

La muta è arrivata alla preda.

Le masse aizzate dal potere  https://mcc43.wordpress.com/2011/09/15/masse-aizzate-dal-potere/

§§§§§§§

La “legalità” delle multinazionali

Noi e la Pepsi, secondo i signori della guerra
https://mcc43.wordpress.com/2011/08/24/noi-e-la-pepsi-secondo-i-signori-della-guerra/

11 Settembre, Golpe in Cile …. e le coincidenze
(Pepsi)

https://mcc43.wordpress.com/2011/09/11/11-settembre-1973-golpe-in-cile-gli-stati-uniti-e-le-coincidenze/

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11 commenti leave one →
  1. 21 ottobre 2011 11:39 am

    direi che se lo scopo della guerra in Libia sono la democrazia e i diritti civili, l’inizio non è dei migliori, se di inizio si può parlare. Possono esultare NATO, Stati Uniti e Lega Araba.

    E’ il ritratto della irrazionalità, del fanatismo, della violenza e della tirannia delle Brigate Khamis e dei comitati rivoluzionari. Di buono c’è che probabilmente non ci saranno tiranni, ma l’impressione è che la strada sia molto lunga. Il CNT non è un gruppo politico “maturo”, e questo episodio ne è una testimonianza.

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    • 21 ottobre 2011 1:34 pm

      l’inizio non è ora, l’inizio è stato quando un gruppo di libici della diaspora e di ufficiali o ministri comprabili ha chiesto la no fly zone, non solo: in tutti questi mesi non si è sentito che “più armi, bombardate…” .
      Ieri è stata la logica conserguenza di una mercenaria ferocità che solo la frivolezza dell’opinione pubblica può accettare che sia chiamata liberazione o democrazia.
      Sono preoccupata: per l’Italia – non si tratta di intervento armato da noi, ma di tante altre tecniche .che esautrano sempre più le ns istituzioni…

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  2. 21 ottobre 2011 11:56 am

    Dubito potesse finire in maniera differente, ritengo che tu sia una delle persone più inteligenti tra quelle che sostengono (sostenenvano) Gheddafi e i verdi in Libia, ma è evidentissimo che era odiato da masse considerevoli di suoi cittadini anche prima della guerra, ed ora la guerra l’ha persa.

    Dubito che la “sollevazione popolare” promessa dalla propaganda di Gheddafi si sarebbe realizzata, i suoi sostenitori in armi attualmente sono relativamente pochi, i comitati popolari si sono svuotati, evaporati, (e quanti dei membri dei comitati stanno con i rivoluzionari da mesi e mesi?), non esiste un partito unico in Libia, come invece nel vecchio Iraq ed in Siria, non esistono gerarchie formali su chi costruire una resistenza.

    Certo possono essere costruite, ma il regime era un regime personale, ed informale, in cui comandava un uomo che ufficialmente era “solo” padre della patria, grande leader, Re dei Re d’Africa, ma non ricopriva alcun incarico di governo, era un “pensionato”.

    Per questo Libya free press e gli altri organi di governo non possono ammettere la morte dei mebri della famiglia Gheddafi-Al Senussi, perché se la dinastia andasse ad esaurirsi il regime finirebbe.

    Il mainstream nega che Gheddafi abbia ancora numerosi sostenitori; io invece dico che ha dei sostenitori, magari anche non pochissimi, ma decisamente molti meno di quanto non vogliano farci credere Al-Rai, o Libyan free press, non solo manca la struttura per una guerra prolungata contro il CNT, ma mancano anche le “masse” che appoggiano i verdi. Il 14 è stato un fallimento, totale (anche se propagandato come un successo), è probabilissimo che esisterà una corrente “nostalgica” nella nuova Libia, ma è improbabile che esisterà una resistenza di massa.

    Se Al Jazeera mente a spron battuto (ed ormai c’è ne siamo accorti tutti) non vuol dire che la verità sia l’opposto di quel che dice, i verdi non controllano più alcuna città libica, nemmeno di piccole dimensioni, sia Bani Walid che Sirte sono cadute, dopo più di 35 giorni di durissimo assedio e dura battaglia, buona parte delle residue forze militari di Gheddafi sono morte o si sono arrese.

    Gli sbandati sono molti, ma sono, appunto, sbandati.

    Odio le esecuzioni, la pena di morte e i linciaggi, ma le guerre civili raramente finiscono in altro modo (ammesso che questa sia finita),
    Poi è un po’ peloso che la NATO si indigni e chieda una commissione d’inchiesta all’ONU; ma tant’è quelli “ufficialmente” non sono in guerra, bombardano solo per “proteggere i civili”. Sull’ipocrisia della NATO e dei suoi alleati medio-orientali la pensiamo esattamente nello stesso modo.

    Ovviamente erano mesi che tutti sapevano sarebbe finita così, da quando Gheddafi ha rifiutato la resa e l’esilio. E la NATO lo sapeva più degli altri, come sapeva più degli altri che chi avrebbe vinto questa guerra, chiunque esso fosse, avrebbe eliminato i capi dello sconfitto (e non solo i capi).

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    • 21 ottobre 2011 1:30 pm

      ti risponderò al più presto, ora solo ringrazio del commento, e correggo: sono sostenitrice della sovranità degli stati ed in questa veste ho scritto finora nel blog. Una delle necessità è stata quella di dire alcune cose che la propaganda nasconde e la gente non sa.

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    • 21 ottobre 2011 5:12 pm

      @Valerio, del tuo bel commento colgo almeno due spunti
      Sapevamo come sarebbe andata a finire– se ci fossero stati dubbi avremmo avuto un altro film, invece che una guerra un assassinio politico. Se trovi un generale che salta il fosso, vuoi non trovare una manina per il veleno?
      Quando enumeri i giorni di assedio, però, dici qualcosa di cui ci dovremmo tutti stupire e pensare che, colonnello o no, la gente non voleva “quei” ribelli. E ciò non predispone bene per il futuro del paese.
      Che non sarebbe messo bene in ogni caso: per qualche testata giornalistica free quanto Aljazeera o Al Arabia, perderanno le provvidenze sociali, impareranno cosa significa inflazione dei prezzi e l’occhio del FMI sui loro bilanci.
      Non troverei importante la mancanza dei partiti (… siamo italiani no?) perchè prima si devono formare le categorie con esigenze da portare avanti, è questo che differenzia le idee e i programmi. Trovo grave, invece, la mancanza di “teste” poichè i due che sono il volto del CNT sono anche uomini che per tutta la vita sono stati yes meni, vuoi degli Usa, vuoi del regime. Arriveranno altri? Oh yes! la diaspora, per esempio i businessmen del campo petrolifero. vedrai che uno scenderà giù anche dall’Italia, ammesso che non sia già a Bengasi.
      In quanto alla conta dei pro e dei contro nella popolazione, trovo che non abbia torto quel colonnello russo consulente militare dei lealisti : in un paese ci sarà sempre un 5% contro e un 5% a favore del governo qualunque cosa faccia, il resto aspetta e fluttua. Se arrivano gli Usa con un piano Marshall… potranno avere quarant’anni di bipartitismo imperfetto (… Giorgio Galli docet) che terrà lontano dal governo metà del paese.
      Resto convinta che la forma istituzionale, il tipo di governo, debba nascere da dentro un paese; è corretto favorire le componenti che riteniamo più democratiche, ma non cambiare manu militari tutto l’assetto dall’esterno –
      ciaoooooooo 🙂

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  3. 21 ottobre 2011 6:33 pm

    Sono assolutamente daccordo che non debbano essere gli equilibri internazionali a determinare i governi dei paesi.
    è un principio sacro.
    Però attenta, la rivoluzione libica è nata in libia ed è finita ad essere, in parte, eterodiretta.
    Il problema non è che qualcuno voleva sbattere giù Gheddafi, ma che questo qualcuno si è fatto guidare-aiutare da governi stranieri.
    L’intervento esterno ha permesso la vittoria dei rivoluzionari, che altrimenti sarebbe stata quantomeno in forse. (e l’arrivo dei bombardamenti della NATO+- ha permesso a Gheddafi di recuperare un po’ del suo sostegno)

    Comunque non fraintendermi, non intendevo darti della gheddafiana.

    La durata dell’assedio di Sirte è dipesa sono in parte dal fatto che una percentuale notevole della popolazione della città era rimasta fedele a Gheddafi, non è solo con la volontà che si fanno le guerre, i proiettili e i soldati contano.

    Anche perché a Sirte erano comunque i regolari a sostenenre gli onori e gli oneri della difesa, non le milizie (che ci sono anche dal lato Gheddafi, ma non sono certo l’aspetto centrale della resistenza, anzi i reparti di volontari lealisti ad agosto-settembre hanno dato una pessima prova di se in combattimento, quindi ipotizzerei che la durezza di questi combattimenti derivi anche dalla maggiore presenza in linea dei regolari).

    I soldati gheddafiani a Sirte hanno combattuto bene (e il CNT un po’ meno), ma di guerra si è trattato, quindi la battaglia è durata secondo i tempi dettati dagli aspetti militari.

    Quello che però mi stupisce sempre un po’ è come il governo di Gheddafi sia da molti considerato un buon governo.
    Ora non sto a discutere di quante delle informazioni sull’eccellenza mondiale dei servizi pubblici libici siano esagerate e distorte dalla propaganda, e nemmeno sul fatto che la Libia era “condannata” ad essere il paese più ricco dell’Africa e sarebbe stato così anche se a governarla ci fosse stato Berlusconi.
    (dopo tutto il Qatar ha il PIL pro capite più alto del mondo, e gli emirati arabi uniti il 6°, ma nessuno di noi, credo, li trova dei paesi ben governati).

    Però trovo strano che Gheddafi, un guerra fondaio, un multimiliardario, un grande imprenditore, un amico-nemico di tutti i potenti, un dittatore autocratico, un faccendiere, un mercante d’armi, quando è vittima (anche) dell’occidente diventa per tanti di noi un eroe anti imperialista.
    è così che si presenta, ma non è detto che sia vero, anzi direi che in 42 anni di governo ha dimostrato tutt’altro. Tra l’altro pervicacemente immischiandosi negli affari interni dei governi dell’Africa, rovesciandone alcuni in maniera non dissimile da come fa da sempre la Francia.

    Non esistono molte teste pensanti in Libia (ma alcune sì) anche e proprio perchè ogni tanto venivano tagliate.
    Il modo in cui la rivolta si è sviluppata, il modo in cui Gheddafi stesso è stato ucciso, sono figli del modo in cui il popolo libico è stato educato. La disumanizzazione del nemico, che è stata perfettamente speculare, è presente in ogni guerra, il modo in cui si è realizzata in Libia è peculiare (come in ogni guerra), e deriva anche dai metodi spicci che il governo libico, molto più di quello egiziano, tunisino o israeliano, riservava a quelli che indicava come nemici interni o terroristi, o considerava una minaccia e un problema politico.
    Non è un caso se di tutti i rivoluzionari libici del 1969 (quelli si, dei golpisti), sia rimasto vivo e libero ininterrottamente solo il nucleo della famiglia Gheddafi-Al Senussi, e tutti gli altri, spesso su questioni ideologiche (erano partiti come nasseriani pan-arabisti, il libro verde non centrava nulla con la loro azione), spesso su questioni personalistiche e di potere, siano finiti in galera o al muro. Questo riguardava i compagni iniziali di Gheddafi, sappiamo bene cosa capitava ai suoi nemici, di destra e di sinistra, monarchici, islamisti, ecc.

    Sarà molto difficile che i Libici riescano a concepire la politica e la mediazione, per molto tempo, e c’è sicuramente in Libia un sacco di gente che pensa ad andare al governo, sotto sotto cercando di diventare il nuovo Gheddafi, è l’unica cosa che hanno conosciuto. E a molti piace l’idea di una dozzina di ville con piscina, parco, eliporto ecc. ecc., insomma di intascare un bel po’ dei dividendi del petrolio.

    Però nutro anche numerose speranze, oltre tutto spero che la classe poltica libica attuale si renda conto che se non impara a mediare e governare davvero il rischio di una nuova guerra civile tra di loro è altissimo.

    Comunque la vera natura dello stato sociale libico meriterebbe uno studio approfondito.
    Dunbito che sian tutte rose e fiori, come vorrebbero farci credere.

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    • 21 ottobre 2011 7:05 pm

      Sono più le cose con cui concordo con te che quelle sulle quali esito a pronunciarmi per mancanza di conoscenze sicure – si tratta della repressione politica. Appena, senza pretese, vorrei ricordare che molti di quelli cui dava la caccia erano simili a quelli cui si dà la caccia oggi internazionalmente chiamandola guerra al terrorismo; per esemio il primo a puntare il dito su Bin Laden (la persona non il mito successivo…) è stato lui.

      In altre cose supplisco alla mancanza di dati osservando i risultati di oggi . e quando dici “cui Gheddafi stesso è stato ucciso, sono figli del modo in cui il popolo libico è stato educato. ” E’ così, vivere prima da colonizzati (impero ottomano e Italia) e poi uno stato che reprime il dissenso, seguito dall’unica fonte di informazione AlJazeera …. non è il modo migliore per formarsi dei principi a cui ispirare la convivenza entro regole democratiche. Certi provvedimenti governativi poi hanno avuto effetto opposto a quello sperato: venivano – lo so per certo – finanziati per andare a studiare all’estero, ma invece di riportare in patria nuove conoscenze e vivacizzare la vita sociale, sono entrati in una specie di sindrome di stoccolma. Di quella mentalità è figlia una ribellione eterodiretta.

      ciaoo, grazie

      Mi piace

  4. Rosanna permalink
    21 ottobre 2011 7:18 pm

    in 42 anni ,tanti dicono i tg,di governo è stato solo un dittatore??
    nenache “una buona azione”???
    e vogliamo parlare della divulgazione delle fotografie e dei filmati della cattura e dell’esecuzione? e noi saremmo un popolo “contro la pena di morte”???
    e il concetto di dignità della persona”quando e dove và applicato”????
    😦
    e comunque ,alla fine di tutte le parole rimane solo che è stato ucciso un uomo……

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    • 21 ottobre 2011 7:35 pm

      stavo guardando dei video degli anni scorsi, visite di Sarkozy in Libia traboccanti di soddisfazione (a parte il fatto che Gheddafi lo aveva fatto aspettare due ore!) .
      E’ morto un uomo… ma la reazione che vediamo è quella di quando si butta via un oggetto che non serve più. Non hanno nemmeno salvato la faccia, ormai sanno di poter contare sull’ottundimento generale…. O peggio, Ricordo un commento in un sito di una persona (di professione docente, bada bene) che auspicava di farlo fuori quando ancora i governi parlavano di “andare solo per proteggere i civili”. Il fatto che si constata è che i governi, qualunque governo, sono simili alla massa dei governati. Oggi è così.
      grazie

      Mi piace

  5. 24 ottobre 2011 6:35 pm

    Ciao a tutti, io non mi meraviglio affatto di ciò che è successo, perchè ormai la libertà si compra solo a prezzo della violenza. La cosa che mi meraviglia invece è come mai certi paesi “civili” ci tengano così tanto a intervenire quando si tratta di cacciare tiranni e lottare per i diritti in certi paesi e poi non interviene per aiutare altri popoli a procurarsi del cibo per non morire di fame.

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  6. Eta Beta permalink
    29 gennaio 2012 6:42 pm

    dalla guerra combattuta nelle chat o in Fb si è passati ai processi, si prende un disgraziato e lo si mette in croce senza sapere niente di quello che doveva o non doveva fare.
    Quelli che muoiono di fame? Ci si mette a posto la coscienza con un sms.

    Mi piace

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