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Grecia e referendum, Unione Europea e anatemi

2 novembre 2011

Secondo la coppia Sarkozy Merkel l’accordo della notte del 26 ottobre «permetterà alla Grecia di ritrovare una crescita durevole»
Poichè in questo accordo notturno stanno anche lacrime e sangue, il primo ministro George Papandreu che ha, lui, il polso della situazione interna decide di dare la parola ai greci. Un referendum che orienta e decide, un “prima” invece di quei referendum del  “dopo” che sono abituali in Italia.

Dalla mia posizione di normale cittadino esulto. Poichè i greci sono già nella padella, si permetterà loro di decidere.
Restarci e versare lacrime e sangue che serviranno ad allontanare i sacrifici nostri.
Oppure  saltare nella brace e fare la fame per conto proprio. Perchè l’Argentina dimostra che da un fallimento dello stato non ci si risolleva d’un botto. All’inizio può essere l’inferno, un reciproco scannarsi per trovare di  che sfamarsi; anche la classe media  non fu più tale in Agentina, piombando allo stesso  livello dei poveri cui prima non aveva badato e che tuttora non hanno possibilità di cambiare la loro condizione.
L’importante, quindi, è che ai Greci tutto questo venga spiegato bene.

Invece  Unione Europea,   agenzie di rating,  opinion-maker  non esultano per niente. Reagiscono come se Papandreu, dando voce agli elettori candidati ai sacrifici avesse scagliato un topo morto sul  desco internazionale.

Sarkozy:  ” Dare la parola al popolo é sempre legittimo, ma la solidarietà di tutti i paesi dell’eurozona non potrebbe essere senza che ciascuno accetti gli sforzi necessari” .

Solidarietà europea o sudditanza  al duo franco-tedesco ? La solidarietà europea è quella che approccia l’Italia, nella persona del suo  Presidente del Consiglio, come una scolaretta negligente  dandole  tre giorni per consegnare  il compito rifatto?
Decenza, Unione Europea,  abbi decenza.

Acume, sinistra italiana, abbi un pò di acume. Non  hai saputo essere più credibile di Berlusconi, fattene una ragione. Adesso non darlo  in pasto alla UE  sperando nelle elezioni e nella tua rimonta.  Dai soluzioni, se ne hai di praticabili e non solo ciance; sarebbe questa una buona campagna elettorale e soprattutto una protezione dal finire come la Grecia.

3 novembre

Indietro tutta: Papandreu domani va al voto scambiando sorrisi con l’opposizione di destra, e vagheggia un possibile governo di larghe intese.
Era dunque solo un mossa tattica?  Troppo incauti certi commentatori internazionali a definirlo con espressioni pittoresche un uomo di polso. Da parte mia pensavo il contrario: che fosse un pavido desideroso di coinvolgere l’elettorato scaricando un pò delle sue responsabilità per i sacrifici che fanno e faranno i greci.
Più acuto Pitocco di 4realinfo’s che, qui, nel commento ha avanzato l’idea di una furbata a favore di “amici” del mercato azionario.

Resta la constatazione che oggi nei paesi democratici la possiblità che  i cittadini esprimano la loro opinione è  una  minaccia o un trucco, oppure una vietata possibilità.
A questo punto, direi, la dittatura ha il merito di essere chiara: un leader non eletto decide per tutti, mentre in questa democrazia svuotata si va alle urne  ” per finta”. Basta vedere con quali percentuali ben al di sotto della maggioranza entra  in carica il presidente degli Stati Uniti.

Umorismo nero da THE INTERNET POST del 4 novembre

-Greece: Help, we’re bleeding badly!

-EU: Cut off your arms and legs so that you won’t need as much blood. We’ll give you some bandages.

-Greece: Let me get a second opinion.

-EU: NO! Either cut off your arms and legs, or we won’t give you any bandages!

§§§**************§§§

I’m sentimental, if you know what I mean
I love the country but I can’t stand the scene.

Lyrics to Democracy:

It’s coming through a hole in the air, from those nights in tiananmen square.
it’s coming from the feel that this ain’t exactly real,
or it’s real, but it ain’t exactly there. from the wars against disorder,
from the sirens night and day, from the fires of the homeless,
from the ashes of the gay: Democracy is coming to the U.S.A.
It’s coming through a crack in the wall; on a visionary flood of alcohol;
from the staggering account of the sermon on the mount
which i don’t pretend to understand at all. it’s coming from the silence
on the dock of the bay, from the brave, the bold, the battered
heart of chevrolet: Democracy is coming to the U.S.A.

It’s coming from the sorrow in the street, the holy places where the races meet;
from the homicidal bitchin’ that goes down in every kitchen
to determine who will serve and who will eat. from the wells of disappointment
where the women kneel to pray for the grace of god in the desert here
and the desert far away: Democracy is coming to the U.S.A.
Sail on, sail on O mighty Ship of State! To the Shores of Need
Past the Reefs of Greed Through the Squalls of Hate
Sail on, sail on, sail on, sail on.
It’s coming to America first,the cradle of the best and of the worst.
It’s here they got the range and the machinery for change
and it’s here they got the spiritual thirst. It’s here the family’s broken
and it’s here the lonely say that the heart has got to open
in a fundamental way: Democracy is coming to the U.S.A.
It’s coming from the women and the men.O baby, we’ll be making love again.
We’ll be going down so deep the river’s going to weep,
and the mountain’s going to shout Amen! It’s coming like the tidal flood
beneath the lunar sway,imperial, mysterious, in amorous array:
Democracy is coming to the U.S.A.
Sail on, sail on …
I’m sentimental, if you know what I mean I love the country but I can’t stand the scene.
And I’m neither left or right I’m just staying home tonight, getting lost in that hopeless little screen.
But I’m stubborn as those garbage bags that Time cannot decay,
I’m junk but I’m still holding up this little wild bouquet: Democracy is coming to the U.S.A.

Lyrics www.allthelyrics.com/lyrics/leonard_cohen/

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3 commenti leave one →
  1. 2 novembre 2011 6:57 pm

    Sai una cosa? Questo referendum è l’ennesima presa per i fondelli della popolazione greca e non a caso le borse oggi hanno in parte recuperato la “doccia fredda” del referendum proposto da Papandreu.
    Sarò complottista, ma butterei 100 euro sul tavolo da gioco scommettendo che ieri, sulla scia della debacle finanziaria, alcuni personaggi del mondo “innominabile” hanno sicuramente fatto qualche miliardata di euro giocando al ribasso su tutti gli indici (nb. un punto dell’indice di borsa italiana vale 25 euro). Insomma ci sta benone che “alcuni” portino a casa un po’ di sano denaro alle spalle degli altri, no? In fin dei conti, questi biscazzieri possono essere chiamati con altro nome?

    Ma Papandreu è anche un buon frequentatore del Brookling Istitute, un pensatoio scaturito dalla testa dei più forti neocons Usa. Si tratta di un pensatoio politico che rappresenta gli interessi collettivi delle grandi corporation del petrolio, delle banche e degli appaltatori militari che l’hanno finanziata. Il cui unico e vero scopo è trovare la strada per sopprimere l’Iran. Interessante a questo proposito leggersi quanto essi dichiarano: qui il pdf.
    Ti pare quindi che abbia fatto qualcosa che vada contro i dettami di chi lo nutre?

    Mi piace

    • 3 novembre 2011 8:46 pm

      Hai fatto bingo: retromarcia di Papandreu. Completo l’articolo.

      Mi piace

  2. 2 novembre 2011 8:06 pm

    Ma è una lettura… spiazzante. Mi chiedo se c’è anche per l’Italia uno studio similare

    Ineffabile il Capitolo 3 ” Andando fino in fondo: Invasione” !

    “Non è chiaro se una invasione completa sia necessaria. L’ipotesi più razionale sia che diventi impossibile la deterrenza una volta che la leadeshio iraniana abbia acquisito la capacità nucleare. E dubbio, ma Americani, Europei e perfino gli esperti israeliani hanno concluco che mentre la deterrenza dell’Iraan non sia facile, si evince che lo si potrebbe fare da comportamenti estremo.
    Questo, per contro, pone la questione se i costi dell’invasione siano giustificati”

    Consiglio a tutti la lettura di questo documento, che giura di non rappresentare il governo americano (!) perchè la persona normale, quella umanamente dotata, una tale mancanza di scrupolo e una altrettanta pacifica assunzione del diritto di decidere di nazioni e vite altrui non è immaginabile a priori. Ci si indigna, magari, dopo che questi studi sono messi in pratica.

    E’ da un pò che voglio mettere giù qualcosa sulla psicopatia nelle stanze dei potere….
    Grazie della segnalazione.

    In quanto alla Grecia, è una di quelle situazioni in cui la salvaguardia personale del premier si ottiene meglio con metodi democratici. Apparenza, visto che come dicevo sono ormai in padella, poveretti loro. Temo solo che i nostri compatrioti non capiscano ancora che c’è una “lista” e noi siamo solo un pò più in basso dei greci, anche se la situazione nostra non giustificherebbe di finire sulla graticola dove dovrebbero stare gli americani.

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