Secondo la coppia Sarkozy Merkel l’accordo della notte del 26 ottobre «permetterà alla Grecia di ritrovare una crescita durevole»
Poichè in questo accordo notturno stanno anche lacrime e sangue, il primo ministro George Papandreu che ha, lui, il polso della situazione interna decide di dare la parola ai greci. Un referendum che orienta e decide, un “prima” invece di quei referendum del  “dopo” che sono abituali in Italia.

Dalla mia posizione di normale cittadino esulto. Poichè i greci sono già nella padella, si permetterà loro di decidere.
Restarci e versare lacrime e sangue che serviranno ad allontanare i sacrifici nostri.
Oppure  saltare nella brace e fare la fame per conto proprio. Perchè l’Argentina dimostra che da un fallimento dello stato non ci si risolleva d’un botto. All’inizio può essere l’inferno, un reciproco scannarsi per trovare di  che sfamarsi; anche la classe media  non fu più tale in Agentina, piombando allo stesso  livello dei poveri cui prima non aveva badato e che tuttora non hanno possibilità di cambiare la loro condizione.
L’importante, quindi, è che ai Greci tutto questo venga spiegato bene.

Invece  Unione Europea,   agenzie di rating,  opinion-maker  non esultano per niente. Reagiscono come se Papandreu, dando voce agli elettori candidati ai sacrifici avesse scagliato un topo morto sul  desco internazionale.

Sarkozy:  ” Dare la parola al popolo é sempre legittimo, ma la solidarietà di tutti i paesi dell’eurozona non potrebbe essere senza che ciascuno accetti gli sforzi necessari” .

Solidarietà europea o sudditanza  al duo franco-tedesco ? La solidarietà europea è quella che approccia l’Italia, nella persona del suo  Presidente del Consiglio, come una scolaretta negligente  dandole  tre giorni per consegnare  il compito rifatto?
Decenza, Unione Europea,  abbi decenza.

Acume, sinistra italiana, abbi un pò di acume. Non  hai saputo essere più credibile di Berlusconi, fattene una ragione. Adesso non darlo  in pasto alla UE  sperando nelle elezioni e nella tua rimonta.  Dai soluzioni, se ne hai di praticabili e non solo ciance; sarebbe questa una buona campagna elettorale e soprattutto una protezione dal finire come la Grecia.

3 novembre

Indietro tutta: Papandreu domani va al voto scambiando sorrisi con l’opposizione di destra, e vagheggia un possibile governo di larghe intese.
Era dunque solo un mossa tattica?  Troppo incauti certi commentatori internazionali a definirlo con espressioni pittoresche un uomo di polso. Da parte mia pensavo il contrario: che fosse un pavido desideroso di coinvolgere l’elettorato scaricando un pò delle sue responsabilità per i sacrifici che fanno e faranno i greci.
Più acuto Pitocco di 4realinfo’s che, qui, nel commento ha avanzato l’idea di una furbata a favore di “amici” del mercato azionario.

Resta la constatazione che oggi nei paesi democratici la possiblità che  i cittadini esprimano la loro opinione è  una  minaccia o un trucco, oppure una vietata possibilità.
A questo punto, direi, la dittatura ha il merito di essere chiara: un leader non eletto decide per tutti, mentre in questa democrazia svuotata si va alle urne  ” per finta”. Basta vedere con quali percentuali ben al di sotto della maggioranza entra  in carica il presidente degli Stati Uniti.

Umorismo nero da THE INTERNET POST del 4 novembre

-Greece: Help, we’re bleeding badly!

-EU: Cut off your arms and legs so that you won’t need as much blood. We’ll give you some bandages.

-Greece: Let me get a second opinion.

-EU: NO! Either cut off your arms and legs, or we won’t give you any bandages!

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I’m sentimental, if you know what I mean
I love the country but I can’t stand the scene.

Lyrics to Democracy:

It’s coming through a hole in the air, from those nights in tiananmen square.
it’s coming from the feel that this ain’t exactly real,
or it’s real, but it ain’t exactly there. from the wars against disorder,
from the sirens night and day, from the fires of the homeless,
from the ashes of the gay: Democracy is coming to the U.S.A.
It’s coming through a crack in the wall; on a visionary flood of alcohol;
from the staggering account of the sermon on the mount
which i don’t pretend to understand at all. it’s coming from the silence
on the dock of the bay, from the brave, the bold, the battered
heart of chevrolet: Democracy is coming to the U.S.A.

It’s coming from the sorrow in the street, the holy places where the races meet;
from the homicidal bitchin’ that goes down in every kitchen
to determine who will serve and who will eat. from the wells of disappointment
where the women kneel to pray for the grace of god in the desert here
and the desert far away: Democracy is coming to the U.S.A.
Sail on, sail on O mighty Ship of State! To the Shores of Need
Past the Reefs of Greed Through the Squalls of Hate
Sail on, sail on, sail on, sail on.
It’s coming to America first,the cradle of the best and of the worst.
It’s here they got the range and the machinery for change
and it’s here they got the spiritual thirst. It’s here the family’s broken
and it’s here the lonely say that the heart has got to open
in a fundamental way: Democracy is coming to the U.S.A.
It’s coming from the women and the men.O baby, we’ll be making love again.
We’ll be going down so deep the river’s going to weep,
and the mountain’s going to shout Amen! It’s coming like the tidal flood
beneath the lunar sway,imperial, mysterious, in amorous array:
Democracy is coming to the U.S.A.
Sail on, sail on …
I’m sentimental, if you know what I mean I love the country but I can’t stand the scene.
And I’m neither left or right I’m just staying home tonight, getting lost in that hopeless little screen.
But I’m stubborn as those garbage bags that Time cannot decay,
I’m junk but I’m still holding up this little wild bouquet: Democracy is coming to the U.S.A.

Lyrics www.allthelyrics.com/lyrics/leonard_cohen/

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