“ Sono dati  sensibili:  è una seccatura non dare conto di  informazioni ,  ma allo stesso tempo siamo soggetti a specifiche regole etiche e diffondere queste frasi le violerebbe”

Così si sono detti i giornalisti al G20 dopo aver ascoltato, per l’errore di un anticipato collegamento ai loro auricolari,  i colloqui riservati. Dall’omertà generale fuoriesce qualche indiscrezione

International Solidarity Mouvement   ci parla del faccia a faccia Obama- Sarkozy

Obama rimprovera Sarkozy per non averlo preavvisato dell’intenzione di votare a favore della richiesta palestinese di  adesione all’Unesco,  poi  il discorso scivola su Netanyahu

-Sarkozy:  Non lo posso più sopportare, è un bugiardo

-Obama:  Tu sei stufo,  ma io che devo trattare con lui tutti i giorni?

Poi Obama è tornato sui Palestinesi e ha chiesto a Sarkozy di mettere una buona parola perché frenino sulla loro richiesta

[Agg. 9/11 I repubblicani non hanno perso tempo: da Haaretz” In una dichiarazione formale, il repubblicano  Mitt Romney, ha detto  che “le derisive osservazioni del Presidente Obama sul primo ministro di Israele confermano quello che qualsiasi osservatore intende  verso il nostro alleato di lunga data, Israele. Non possiamo avere un Presidente americano  sprezzante del nostro rapporto speciale con Israele” . 

Le Monde, Blog sull’Eliseo fa un lungo reportage, anche  con delle notazioni divertenti,  dei colloqui a porte chiuse

Si discute delle  politiche sociali. Sarkozy:  “ Io non sono socialista!

Si arriva a parlare della remunerazione dei banchieri , Sarkozy  s’inalbera: “Anche io in futuro vorrei fare soldi!” e poi si lancia a fustigare “l’immoralità” dei finanzieri  

Queste ultime note  potrebbero  essere rubricate fra i pettegolezzi, se non dessero la misura di questo personaggio politico che è stato esiziale nel 2011, ma lo scambio con Obama su Netanyahu ha un reale peso.  Illustra il placcaggio israeliano della Casa Bianca e l’impossibilità degli inquilini dello Studio Ovale di scrollarselo di dosso.

Sempre da Le Monde: i lavori giungono al termine.  Obama si sente un po’ preso in giro dagli europei per aver dato ” un corso accelerato di politica … europea”, ma  alla fine bisogna affrontare la stampa

“Che messaggio vogliamo dare? Chiede l’australiana Gillard, Sarkozy elenca gli elementi da sottolineare. Sono senza dubbio troppo complessi per essere spiegati ai Francesi, del resto Sarkozy lo sa, niente è definitivamente messo a punto. “Non è uno sprint, è una maratona” riassume il  présidente della  Commission Barroso.

Ed è sulla “non-spiegazione di questioni  troppo complesse per i cittadini” che si stende la dichiarazione finale, quella di cui i media trovano più etico portare a conoscenza del pubblico.

Da un lato il pubblico prende per buone le dichiarazioni evasive e inconsistenti,

dall’altro tifa per i furti di documenti segreti e fa la fortuna di Assange.

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