mcc43

Nell’informazione italiana il signor “Ahmed Ramadan” aveva ricevuto finora scarsa o nulla attenzione. Oggi invece è al centro di un video servizio del Corriere che  (a 3’58”) lo mostra  intervistato a Dubai sulla sparizione dell’imam libanese Moussa Sadr.

Il Corriere presenta Ramadan come “stretto collaboratore” di Gheddafi e aggiunge che egli rivela “quello che già si sapeva”: che l’imam libanese Musa Sadr “convinto pacifista”, scomparso con i suoi due accompagnatori durante una visita in Libia nell’agosto del 1978 “è stato ucciso per ordine del colonnello”.
La narrazione aggiunge che il caso Sadr è stato oggetto di un procedimento giudiziario in Libano nel 2008, che aveva concluso “senza ombra di dubbio” che il colpevole era Gheddafi.

Dopo aver constatato l’inconsistenza delle certezze mediatiche sull’attentato Lockerbie e sul massacro della prigione di Abu Salim –  nel primo caso la montatura su una prova ora screditata dai test, nel secondo  che la base d’accusa ha per fonte un gruppo islamista anti-regime e che mancano sia i testimoni dell’eccidio sia il rinvenimento dei 1200 corpi – sono scarsamente propensa ad accogliere come certezze le reiterate versioni mediatiche.

  • Ahmed Ramadan Al Alsabia (il nome completo è di fonte Voltairnet) parla come qualcuno molto addentro alla situazione. Usa espressioni quali “testify” che non è un “ho sentito dire”.  Dall’intervista originariamente rilasciata a Alaan TV (video in fondo all’articolo)  :
    “Testimonio che Sadr è arrivato in Libya. Gheddafi l’ha ricevuto nel suo ufficio, dopo che tre ufficiali (Taha Sharif Bin Amer, Maj. Gen. Faraj Abu Ghaliah , Maj. Gen. Bachir Hamid) lo hanno accolto all’aeroporto. Due sono ancora vivi e sono gli assassini (Bachir Hamid e Faraj Abu Ghaliah).

Gli viene chiesto come ne è a conoscenza, risponde di aver ascoltato dei discorsi. Gli si chiede se conosce il luogo dove sono sepolti i corpi, risponde: o in un quartiere di Tripoli o vicino a Sebha (più di mille km. a sud), ma non gli viene chiesto quale incarico ricopriva a quel tempo. Non si tratta di dettagli ininfluenti, sono fondamentali per valutare la credibilità delle affermazioni, rilasciate solo in novembre, ed escludere che siano strumentali per risolvere eventuali difficoltà di rifugiato politico.

Sotto il video, pubblicato nel blog dei ribelli libici, feb17, compare questo commento di un lettore attento:

Hani benamer says: November 11, 2011 at 2:23 AM

There are problem with the story. Taha heriff BenAmer died in March 1978 and Sidr disappeared in August 1978. Please refer back to Alaan tv web site they have corrected the story

Il lettore ha rilevato un errore gravissimo e invita a riguardare il video modificato dall’emittente perché Bin Amer – morto nel mese di marzo – non poteva essere all’aeroporto ad attendere l’imam, come viene “testimoniato”.

Che ruolo poteva avere all’epoca Ramadan? Di lui parla solo sito web,  Sijill “International condemnation of the Gheddafi regime”,  che  gli dedica una pagina, purtroppo lacunosa nella biografia e difficile da comprendere nel significato.

Ahmed Ramadan al-Asabia
Intelligence newsletter 10.11.1993

Riservato e poco noto: coordinatore generale dei servizi segreti libici, al presente (1993) capo del “Servizio segreto della Guida” –
– Membro della Tribù Asabia della regione di Tripoli
-Diplomato a: (in originale: Tripoli military academy, ordnance officer for Col. Mustapha Kharrubi, inspector general of the Libyan armed forces until 1983.) Accademia militare di Tripoli, ufficiale di artiglieria per il Col. M. Kharrubi, ispettore generale dell’esercito fino al 1983.
– Incontra: Bucharia Furkach Haddad, cognato del colonnello Gheddafi, viene inserito nel “Servizio segreto della Guida”, quindi in una fase embrionale.
-1983-1985: training in Germania dell’est e in Bulgaria, nei servizi segreti.

Nessuna notizia precisa, né qui né altrove, del suo incarico nel 1978. Vista la rapidità  della sua carriera, strano pensare che sia rimasto ben cinque anni come ispettore, o  forse addirittura in un ruolo inferiore, ma anche come ispettore dell’esercito è  improbabile crederlo a conoscenza di segreti di stato di quella portata.

In questi mesi sono uscite altre dichiarazioni, per esempio del colonnello Abdel-Monem al-Houni, passato con i ribelli, che sostiene la tesi dell’assassinio di Sadr in Libia , ma in modo ancor più generico.
Un’altra versione è che il corpo di Sadr sia stato ritrovato fra una montagna di altri nella città di Tarhuna (non a Sebha nè a Tripoli),  notizia dal fronte dei ribelli libici.

Chi era Musa al- Sadr, cui comunemente ci si riferisce come Moussa Sadr?

L’imam è tuttora oggetto di venerazione in Libano. Era un teologo, iraniano e cugino del famoso Moqtada Sadr dell’Iraq. Sosteneva la causa dei poveri, ma non lo si può definire realmente pacifista, poiché il suo movimento Amal constava anche di  una milizia, alleata con i Drusi di Kamal Jumblat;   il complicarsi del sanguinoso pasticcio libanese, l’uccisione di Kamal cui succede il figlio Walid, il cambio di fronte della Siria e qualche massacro spezzarono l’alleanza; una frazione di Amal sarà poi il nucleo di Hezbollah.

Nell’estate del 1978 quando Sadr compie il suo viaggio il sud del Libano è occupato, fin  dal mese di  marzo, dalle truppe israeliane che proprio il giorno successivo alla sua scomparsa lanciano sul paese un grande attacco.
La ragione del viaggio, caldeggiato dall’Algeria, è l’invito della Libia per parlare della situazione libanese. Si ritiene che Sadr volesse far conoscere meglio il suo movimento e soprattutto chiedere che il sostegno di Gheddafi a certe fazioni venisse sospeso, nella speranza forse  di arrivare a un’unione di tutte le componenti per affrontare il nemico comune, Israele.

Quando  Sadr, l’altro imam e il giornalista che lo accompagnano,  non danno più notizie di sé, la risposta di Tripoli è che sono partiti dalla capitale con un volo Alitalia per Roma.
I documenti ed effetti personali dei tre viaggiatori sono stati rintracciati in un hotel romano, ma il personale non li ha riconosciuti nelle foto che furono loro mostrate dagli agenti libanesi.

Mostra la mano sulla quale ha scritto la richiesta di aiuto

Va ricordato che Roma è una città dove si può “scomparire misteriosamente”. Mordecai Vanunu, il fisico nucleare che svelò l’esistenza del programma atomico israeliano, fu prelevato dal Mossad in pieno centro romano e riportato in patria ( link).  E’ singolare: lo stesso giudice, Domenico Sica incaricato di questi due  procedimenti, decise per entrambi di chiudere le indagini con un nulla di fatto.

E’  convinzione generale indiscutibile, almeno, il fatto che l’imam Sadr sia deceduto? A differenza di quanto appare nelle nostre testate, è proprio dal Libano che vengono dubbi non liquidabili immediatamente come fantasia: la politologa  Roula Talj dopo aver intervistato nei mesi scorsi Saif al Islam afferma di aver ricavato la convinzione che Sadr non abbia mai lasciato la Libia e che possa perfino essere ancora vivo.

Il caso Sadr potrebbe, dunque, restare per sempre un mistero? La sua scomparsa è stata uno dei molti chiodi sui quali si è  fatto camminare Gheddafi per tutto il tempo in cui ha governato la Libia ed è indubbio che sia stata la Libia l’unico paese a uscirne  danneggiato. Non si conosce la ragione, e non se ne vede  l’astuzia, da parte della Libia di invitare pubblicamente una personalità e poi ucciderla, insieme ad un altro capo religioso e a un rappresentante della stampa, attirando su di sè  l’odio del Libano e dell’Iran. Da quella scomparsa, infatti, questi paesi divennero nemici giurati della Libia.
Solo Israele ha tratto vantaggio dalla sparizione dal teatro  libanese di un personaggio autorevole, pur se  con l’imprevisto lascito del partito di Hezbollah.

L’intervista di Ahmed Ramadan

sottotitoli in inglese

Gli articoli da cui sono tratte le notizie per questo post sono raccolti qui:
 Imam Sadr /