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Zentan, la più coccolata delle tribù

24 novembre 2011

mcc43

 

E’ dubbio assai che fuori dai confini della Libia in molto conoscessero l’esistenza della tribù di Zintan, o Zintane o Zentan o altri modi in cui sia traslitterato il nome. Il che rende difficile perfino individuarla nelle mappe.

Nel post Saif al-Islam. la patata bollente, avevo ricordato il sostegno ondivago all’una e all’altra delle parti in conflitto, raccontandone l’esordio  umorale anzichè  politico.

Come altri suppponevo un patteggiamento che , in contropartita alla (cattura, presa in consegna ?) detenzione di Saif  aveva ottenuto la nomina del capo militare della tribù Zintan a ministro della Difesa.
Una posizione  che in Libia equivale al deus ex -machina. Per formare il futuro esercito  deve accorpare – dicendo “tu sì, tu no” – le bande armate  e alla fin fine, non è  solamente il boss della difesa dello stato, ma, in ombra,  quello che influisce sul portafoglio del lavoro, dei servizi segreti, del commercio (armi) con l’estero, in grado di pesare sull’operato del ministro degli Interni, attribuito a Misurata. Non una figura di secondo piano, come per la povera, abbastanza ribelle,  Bengasi: il ministro dello sport e della gioventù.

Trovavo poco credibile, pertanto, l’aspettativa dell’informatore di Lizzie Phelan (vedere video in  Will Zintan rebels go Green?) che argomentava  le ragioni per cui  gli zintans potrebbero diventare “Verdi” : ragioni tutte idealistiche,  a paragone dello spirito mercantile di Misurata

Invece no! Un articolo di AlgeriaIsp cambia completamente il panorama che sembrava, ad un occhio occidentale, tanto chiaro: tricolore di qui, verde di là, spariamoci!

Si potrebbe perfino supporre non essere stata Zintan a sollecitare la poltrona, ma  il CNT che cerca di comprarne il sostegno conferendo il prestigio e il potere del Ministero della Difesa.


La resistenza libica, per bocca del suo commentatore di  punta, si rivolge agli zintans con una deferenza che somiglia alla adulazione, apparentemente inspiegabile per chi detiene, e non molla,  il defino di Gheddafi , nonchè capo ufficiale della resistenza, Saif al-Islam.

ALGERIA ISP / in questo video, Dr. Youcef Chakir, ha ringraziato i membri della tribù di Zenten che ben si sono occupati del Mujahideen Seif Al-Islam Gheddafi. (ne sono i carcerieri!)

Ha anche ricordato che la Guida Maoummar Gheddafi aveva fiducia nella  tribù di Zenten perché sapeva che questi sono brave persone,  che torneranno alla ragione.(ciò conferma che in effetti all’inizio vi era stata una rottura)

Il dr Youcef Chakir, ha informato le tribù dei Zenten che il CNT di Tripoli ha posto un uomo Zenten come ministro della difesa solo temporaneamente, affinchè consegnino Saif El Islam.

Nella seconda parte del video, egli si congratulò con le tribù dei Warfala a Bani walid sulla grande battaglia di Bani Walid. (scontri vittoriosi della resistenza, post LIBIA: Governo nuovo, scintille vecchie)
Nella terza parte del video, parla a quelli di Bengasi, che hanno consentito la congiura contro la Libia, ma non hanno ottenuto nel nuovo governo che il Ministero della gioventù e dello sport.

Nella quarta parte,  ha intervistato il coordinatore della tribù libica e capo tribale “Warfala”, che le notizie davano ucciso a Bani Walid in  ottobre.

Infine, ha parlato di Mahmoud Jibril e Shalgam (rappresentante all’Onu) ,che hanno portato  il paese nel caos, vendendolo al Qatar e che ora sono essi stessi in conflitto con il Qatar.
Work in progress….. eccome!

Che gioco gioca questa tribù?

TRIPOLI, 24 Nov (Reuters) – L’ islamista che dirige uno dei gruppi armati più potenti della Libia, Abdel Hakim Belhadj, è statodetenuto brevemente all’aeroporto  di Tripoli, dal  leader della milizia rivale, un segno di crescene inimicizia tra concorrenti gruppi armati.
” Il passaporto di Belhadj era scaduto, così lo abbiamo fermato  per un’ora e poi lasciato andare” ha  detto un membro del Zentan Militia, che ha preso il controllo dell’aeroporto e i  cui
combattenti stanno organizzando la sicurezza.
I Libici intervistati  dicono che la detenzione potrebbe essere una provocazione da leader della milizia Zintan-nato Abdullah Naker, che vedeBelhadj come un agente del Qatar.
… e ,aggiungo io,  Naker è il capo militare che prima della comunicazione della lista dei Ministri aveva ammonito “se non mi piace il nuovo governo, non lo accetterò”
*****
ciliegina sulla torta a proposito dell’alqaedista filo Qatar che sognava di diventare Ministro della Difesa, e aveva una rubrica su non so più quale quotidiano britannico, Abdel Hakim Belhadj:
da
Al Fatah original
Al_Fatah69
@mcc43_ yahoo is not saying the whole truth he tried to leave with a false passport & a full of money suitcase!!
(altri articoli alla Tag:  Saif)


7 commenti leave one →
  1. mASSI permalink
    24 novembre 2011 4:25 pm

    Spulcio su internet, guardo il tuo sito, raccolgo notizie….
    Nella confusione mentale più totale, tento di fare una analisi lucida.
    Tutte le ipotesi possono essere verosimili,perché come si è sempre detto la Libia è una società tribale, dove fino a qualche mese fa solo il Colonnello Gheddafi riusciva a tenerla unita.
    Dunque Perdendo potere mese dopo mese, le tribù hanno agito autonomamente, navigando tra il lealismo e i ribelli…
    Del resto nel panorama Libico chi rappresenta i vincitori sono tutti personaggi legati al vecchio regime, non c’è qualche figura di dissidente o oppositore di lungo corso……
    In questo calderone la figura di Saif potrebbe risultare anche scomoda per alcune tribu, che vedono il delfino di Saif come forse troppo “liberale” e dunque non garantirebbe i loro interessi. Una cosa è certa in questi mesi ciò che è apparso non lo è stato , la realtà ha mille sfaccettature. Io credo che la Libia stia cercando una figura forte che ristabilisca gli equilibri , in caso contrario una realtà violenta e divisa caraterizzerà la fine del paese.

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  2. 24 novembre 2011 5:24 pm

    Ti dimostro, mASSI, quanto è lucida la tua analisi che conclude con “una figura forte “o” una realtà violenta.
    -Anche i volti “nuovi” per la massa , come il premier AlQeeb o quel ministro che era ambasciatore in Canada, sono o vogliono apparire come antichi avversari politici di Gheddafi. Questo basta a tacitare chi vorrebbe gente che in Libia è rimansta, non dei transfughi.
    -Il primo provvedimento sociale annunciato è stato l’intenzione di riprendere il programma di Gheddafi di sovvezione degli studenti all’estero.
    – La middle class tripolina giudica il CNT omogeneo in una cosa sola: essere anti-Gheddafi.
    – Ogni fase cruciale, dalla fine delle operazioni Nato all’annuncio del nuovo governo sono stati preceduti da “vittorie” su Gheddafi prima, sul figlio poi.

    Questo avviene perchè questa gente del CNT sa che il popolo vuole UN ANTRO GHEDDAFI che dia loro le stesse cose – a partire dall’ordine pubblico – ma CHE ABBIA UNA FACCIA DIVERSA , così da dare l’impressione di aver compiuto una rivoluzione.
    Quelli che si sono accodati al gruppo dei “ribelli”, diciamo pure con intenzione sincera, non si sono rivoltati contro la realtà di un uomo di cui non conoscevano la forza di opporsi agli attacchi stranieri, ma all’immagine che arrivava loro, anno dopo anno, dalle migliaia di parabole sui tetti, finestre, vetrine. Paradossalmente, Gheddafi è caduto anche per questa liberalizazione dopo che l’estero gli aveva fatto fallire tutte le altre, appioppandogli di volta in volta qualche “crimine” internazionale.

    Ancora oggi c’è chi ripete Lockerbie, senza sapere che in Scozia c’è un movimento che rifiuta la sentenza contro al Megrahi e che esiste un test che sconfessa l’accusa. O si ripete “migliaia di morti del massacro di Abu Salim” da parte di giornalisti di tutto il mondo (perfino firme illustri di cui ho scoperto con vivo disappunto l’assenza del primo principio;riferire ma non dare per vera una notizia mai verificata) che lo mettono in bocca ai libici. Nessuno, dico nessuno che riveli che le migliaia di cadaveri da trovare sono una notizia da fuoriusciti del vecchio libyan figting group, prima quinta colonna CIA dentro la Libia.

    E’ grave per i libici, poveretti, ma sarebbe sbagliato credere che questo non possa mai toccare a paesi che ora non se lo aspettano e plaudono al disastro dell’intervento. Fino a che la gente assumerà in modo acritico quello che viene dai mass media ogni paese è a rischio.
    Per ora solo Algeria (per esperienza) e la Siria (per acume) hanno capito che – se un cambio di governo è auspicabile – bisogna far da sè, non con i CNT o simili foraggiati dall’estero.
    A noi la liberazione tramote gli americani è costata l’impossibilità per mezzo secolo, e tuttora, di fare un governo a modo nostro invece che a modo USA.
    grazie 🙂

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  3. mASSI permalink
    24 novembre 2011 5:35 pm

    Penso che Saif sarebbe stato e potrebbe essere un leader moderno, adatto alla Libia… Credo che la middle class di tripoli e molti caste dell etribu sono molto ingordi e vogliono sempre di più, vogliono occidentalizzarsi ma mantendendo i loro privilegi di casta…. tenendo il popolo nella penombra, mentre Il Colonello h asempre tenuto un pugno di ferro, ma complessivamente ha fatto tanto per il suo popolo per la sua terra per l’africa….
    La figlia non la vedo proprio come guida di una resistenza, la vedo come ambasciatrice del concetto di emancipazione della donna in un asocietà araba che di solito vuole la donna succube del uomo… inoltre paladini dei diritti umani, oltre che per sue competenze e professionalità testimonial di un made in Libia…

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    • 24 novembre 2011 5:57 pm

      E’ mio intendimento parlare della condizione della donna differenziando, per quel tanto che ne so, paese e paese del mondo arabo (non necessariamente islamico per questo argomento) ma l’urgenza delle notizie non me lo permette ancora. Questo blog voleva essere caratterizzato da argomenti psicologici, ma è stato travolto dagli eventi in corso e dal NWO che avanza ….

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  4. TUTTO CIO' CHE SI IMMAGINA E' REALE permalink
    24 novembre 2011 11:28 pm

    ma sarebbe sbagliato credere che questo non possa mai toccare a paesi che ora non se lo aspettano e plaudono al disastro dell’intervento. Fino a che la gente assumerà in modo acritico quello che viene dai mass media ogni paese è a rischio.
    Per ora solo Algeria (per esperienza) e la Siria (per acume) hanno capito che – se un cambio di governo è auspicabile – bisogna far da sè, non con i CNT o simili foraggiati dall’estero. ESATTO!!

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