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HUBRIS: il mondo nel pugno delle potenze “mostro”

29 novembre 2011

mcc43


Nel 1993 nel suo libro di memorie Around the Cragged Hill,  un  diplomatico dei tempi della guerra fredda George Kennan  parlava di ” paesi mostro” – come il suo, gli Stati Uniti – e osservava:


I paesi mostro  hanno una certa mancanza di modestia nella nazionale immagine di sé” e una “sensazione che il ruolo della nazione nel mondo deve essere equivalente alla sua dimensione,
con la conseguente tendenza alla pretesa arrogante e ambiziosa .. [e] una vulnerabilità ai sogni di potenza e gloria
“.
Lo chiamò

the hubris of inordinate size”,
l’arroganza delle dimensioni smisurate
“.

****

Di questi tempi l’arroganza pletorica non si contiene più nella propria dimensione nazional. E’ cresciuta con la volontà di iventare ancora più grande, su scala globale.

Che altro sono, se non questo, le risoluzioni di un Consiglio di Sicurezza che delle 193 nazioni dell’Assemblea ne accoglie in permanenza solo cinque? USA, Gran Bretagna, Cina, Russia, Francia: le vincitrici di una  guerra mondiale.

Che cosa è volere che le risoluzioni passino senza voti contrari, se non l’assicurazione che la volontà espressa sarà talmente coesa da schiacciare qualunque voce contraria che, quand’anche lungimirante e improntata a giustizia e saggezza, apparirà flebile e inutile?

In queste settimane l’arroganza pletorica sta schiacciando la Siria, dopo aver messo con ridicole accuse l’Iran sul banco degli imputati. Due nazioni fra loro amiche, che intrattengono rapporti con la Russia e il Pakistan.
Il Pakistan, dove il 27  novembre gli aerei americani “per errore” hanno bombardato postazioni militari pakistane facendo 24 vittime.

Ricordate il Cermis? 42 vittime per un cavo tranciato da un aereo Ea-6b a folle velocità.

Sul crescere delle sanzioni contro la Siria oggi la Russia ha parlato, sotto metafora tramite il ministro degli esteri, Serghiei Lavrov, citato dall’agenzia Interfax.
“La cosa più importante è smettere di usare il linguaggio degli ultimatum e di ricondurre la situazione nell’alveo della politica”

Con chiarezza, poi,  per bocca del generale dello Stato Maggiore Nikolai Makarov

La possibilità di conflitti armati locali presso il confine sta visibilmente aumentando. Sotto certe circostanze, non escludo che conflitti locali e regionali si sviluppino su vasta scala, includendo l’uso di armi nucleari.

La Russia ha visto  l’Impero U.S. attaccare tre nazioni nell’ultimo decennio. Russia e Cina sono contrariate dall’autoproclamata dittatura mondiale e alcuni analisti ritengono che uno scontro sia ormai solo questione di tempo.

****

E’ “pericoloso” contrastare la pletorica arroganza che tiene sotto scacco l’Onu.

Hanno provato a farlo 

Muhammar Gheddafi e Muhammad Ahmadinejad,

come avevo documentato nell’articolo  

L’ASSEMBLEA ONU UN LUOGO PERICOLOSO DOVE DIRE LA VERITA’

Constatavo che 18 mesi dopo che Gheddafi aveva parlato contro l’arroganza dell’Occidente la Libia è stata attaccata, e allorchè le accuse sono risultate false e pretestuose,  la reazione non è stata di imbarazzo, ma di arroganza.  “We came, we saw, he died” , pronunciato da Hilary Clinton equivale a un logo che identifica la politica della nazione.

Il discorso che ricalca la stessa linea, pur essendo stati due leader nemici, pronunciato da Ahmadinejad è avvenuto lo scorso settembre, saranno 18 mesi in marzo 2013 e mettevo un punto interrogativo…

Ora, invece,  mi chiedo se si riuscirà ad arrivare fino a quella data
senza premere pericolosi pulsanti

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