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L’ultima disgrazia libica: le dispute fra blog lealisti

6 dicembre 2011

La sconfitta era prevista, stante la sproporzione fra i mezzi della Nato e quelli del governo libico che  da qualche anno aveva smesso di investire sulla difesa. Restava da combattere la guerra morale e concentrarsi sulla denuncia delle violazioni dei diritti umani, della risoluzione Onu 1973, delle menzogne sulla spontaneità della ribellione, sui genocidi e sulla protezione dei prigionieri e dei rifugiati politici.
I blog lealisti questo lo fanno ma non si “concentrano” sullo scopo comune. Grosso modo si dividono in due filoni

Il primo segue la linea che riassumo così: è tutta una menzogna

1) Gheddafi, Mutassim e Khamis sarebbero vivi, in buona salute, nascosti.

Le mie deduzioni 
nulla di quel che ci è stato mostrato corrisponde alla realtà dei fatti, certamente (vedere articoli al link e altri alla Tag Mansour Daw, il super intervistato capo della sicurezza), ma è credibile senza ombra di dubbio la morte  di Khamis, un autentico militare, nel corso di una battaglia.  Gheddafi e Mutassim, suo confidente, sapevano troppo per essere lasciati in vita, la loro morte è avvenuta quando alla Nato ha fatto comodo per dichiarare conclusa la Unified Protector. E’stata pubblicizzata in modo “didattico” per altri leader di paesi sotto sanzione e cappio eventuale per i membri del CNT-  tutti passibili di accusa di crimini contro l’umanità, qualora ciò dovesse servire a quelli che sono a tutti gli effetti i loro “padroni”


— Su Saif  due correnti. Alcune fonti private russe sostengono che è stato prelevato e portato in Ucraina dove riceve le cure. Altri ribadiscono la prigionia presso la tribù Zintan, dove sarebbe ben assistito e protetto perchè vale tanto oro quanto pesa; non lo si deve  consegnare alla ICC per il processo perchè Saif “non è un criminale” e  verrebbe ucciso appena messo piede fuori della Libia.

La mia opinione
Un giornalista italiano presente alla caduta di Bani Walid ha raccolto testimonianze locali, e me le ha personalmente confermate, che Saif e i suoi uomini si erano allontanati prima dell’arrivo dei ribelli, che  come d’abitudine hanno occupato ciò che i bombardamenti Nato avevano dischiuso.
Che da lì si sia diretto verso sud dove la resistenza aveva appoggi è credibile.
Versioni e video sulla sua cattura sono invece dei fake: una guida (di cui nessuno sa nulla) sarebbe stata colpita da improvviso idealismo e avrebbe rifiutato una fortuna per consegnarlo, non al CNT, ma una tribù. Non sarei  scandalizzata se risultasse che Saif si è arreso per poter essere curato, e se  la cosa non sta avvenendo è perchè il patto è stato violato.
Nonostante tutto le Istituzioni internazionali in questo caso danno garanzie maggiori delle bande armate doppiogiochiste come la tribù Zintan (vedere link all’articolo, nonchè altri alla tag Saif) e personalmente  sostengo la petizione perchè Saif venga portato all’estero, curato, sottoposto al processo conseguente al vergognoso e ingiustificato mandato di cattura internazionale.  Vedere questo post con il link alla petizione

Aisha è in Algeria con la famiglia (vedere articolo che illustra la situazione della famiglia Gheddafi) su questo nessuno avanza dubbi , ma il  filone di blog  “increduli” nega l’autenticità del suo messaggio audio alla tv AlRai, un messaggio che rompe la promessa del silenzio in cambio della protezione algerina; e si sostiene con decisione che si tratta di una trappola per espellerla dal paese.

Le mie deduzioni
Non ho certo ascoltato con le mie orecchie il messaggio, che non è pronunciato da  Aisha ma da  già nota voce della tv e questo a mio parere non sminuisce l’autenticità: è  più facile far uscire un messaggio scritto, o imparato a memoria da persona compiacente, che una registrazione vocale.
Il governo algerino ha necessità di non attirarsi altre  rampogne internazionali, pertanto se si fosse trattato di un falso lo avrebbe denunciato anzichè minacciare Aisha di espulsione.  Altra ragione di credibilità è che un messaggio dai  Gheddafi era necessario per la resistenza che ancora esiste a livello di guerriglia e ha, infatti , intensificato le azioni con la liberazione di prigionieri lealisti, esplosioni negli impianti petroliferi di Ras Lanuf, combattimenti locali con le milizie ribelli.

Il blog leader di questo filone “è tutta una menzogna”  è Mathaba; un’agenzia la cui linea è dettata dal fondatore Adam (Musa) King alias Louis Istvan Szondy. Senza entrare in dettaglio qui, Mathaba in passato è stata “organica” alla Jamahiriya, attraverso Musa Kussa, capo di servizi segreti libici, un transfuga del regime riparato  in Gran Bretagna e in Qatar (ved articolo).

———–

2) Il secondo e più sparuto filone dei blog lealisti accetta come vera la morte dei Gheddafi e dei figli, ritiene Saif in imminente pericolo e appoggia la petizione.
In quanto ad Aishya,  crede alla verità del suo messaggio e lo diffonde.

Il blog leader di questo filone è Libya360° e   Viva Libya e  amministrato da Alexandra Valiente, amministratrice di altri blog culturali e di politica. Lavora,  afferma, in accordo con il team di avvocati incaricati della difesa dei Gheddafi e della loro denuncia della Nato per crimini umani.
In questo campo gioca anche  Franklin Lamb, giornalista  cui si devono  importanti testimonianze dalla Libia durante l’estate, che gli sono costate una pallottola, e successivi report di incontri con Saif; da sempre è impegnato con la sua organizzazione per i diritti dei palestinesi con l’organizzazione.

§§§

In questi giorni a proposito di Aisha è scoppiata un’aperta rivalità, innescata da Mathaba contro Libia360° che ha risposto con classe,  ma ribattendo colpo su colpo.

La ragione di quest’alzata di Mathaba  è che il messaggio di  Aishya ribadisce la morte del padre e dei fratelli: ciò sconfessa alla base tutta l’informazione di Mathaba. Le accuse reciproche vertono sull’essere infiltrati dai feb17 e  questo stende un’atmosfera di sospetto e mette a disagio nella ricezione delle notizie, il che è perfettamente funzionale agli interessi del CNT e contrario a quelli della resistenza .
Visto l’uppercut che il  messaggio di Aishya tira alle tesi di Mathaba lascia l’impressione che da parte dell’agenzia vi sia  in prima istanza  una difesa di sè. Trattandosi di un’organizzazione presente da una decina d’anni, ha buon gioco nel diffondere la sua versione e creare una frattura che si estende anche ai blog non appiattiti su posizioni preconcette.

Infatti, la ragione che ha motivato la stesura di questo articolo è il commento che ho ricevuto da un  blog amico  Libyanfrepresse e che ripeto  qui integralmente

FATE ATTENZIONE, CHE NON E’ TUTTO COME SEMBRA, AISHA NON HA RILASCIATO ALCUNA DICHIARAZIONE, MOLTI SITI CHE DICONO DI ESSERE PRO-RESISTENZA SONO FALSI, INGENUI O IN MALAFEDE.
…To reach this target fake videos and reports from Aisha stating that living Gaddafi family members are dead, were spread through the global net by NATO and swallowed wholesale by foreign news media networks, including those who claim to be on the side of the resistance….

Fake Statements (from media) Attributed to Aisha al-Qaddafi – False Dichiarazioni (dai media) Attribuite ad Aisha al-Gheddafi: link 

L’articolo ripubblica quello di Mathaba che mi era già noto, in data 4 novembre, e sul quale avevo già avuto modo di riflettere.

Va confrontato con quello di Libya360° per valutare le argomentazioni link

e con il post nel sito Zangtena che è quello ufficiale della resistenza libica; di solito in arabo, questa volta ha scritto un messaggio in inglese per raggiungere tutti. ( link)

Con molto dispiacere, persisto nel credere alla pericolosa prigionia di Saif, alla morte di Muhammar Gheddafi e dei figli.

Aggiungo che trovo inquietante che non si rilevi come  l’insistere che essi siano in salvo e nascosti – mentre la resistenza, per come può,  combatte –  è un’offesa alla loro memoria.

Giova a chi li ha odiati e combattuti. Allevia le pressioni da esercitare sul CNT  e i paesi i cui  operativi erano presenti e partecipi del crimine: l’uccisione di due prigionieri  in palese violazione degli accordi di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra.

2 commenti leave one →
  1. 6 dicembre 2011 11:58 pm

    ci spiace questa vostra uscita, perche’ qui non si tratta di “dispute fra blog lealisti”, ma tra veri e falsi blog lealisti, organici questi ultimi, in un modo o in un altro, al gioco messo in atto dai media globali.
    tutte le altre considerazioni sono risibili e non c’e’ alcuna prova che le dichiarazioni provengano realmente da Aisha, alla quale in questo momento non convengono, ne’ che le traduzioni siano genuine.
    un marcare tali dichiarazioni di Aisha come autentiche serve solo a chi vuol fare pressioni sul governo algerino per la deportazione di Aisha in Libia.
    non abbiamo intenti polemici e non torneremo quindi sull’argomento, ne’ vi disturberemo piu’ in futuro

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    • 7 dicembre 2011 12:10 am

      Sottolineo che “vostra” non è l’espressione esatta, Ho bene chiarito le MIE deduzioni.
      Non appartengo a nessuna organizzazione non sono quindi competente nel dire chi è falso o chi è vero in quanto a lealismo. Ripeto ancora che valuto a buon senso, non è il buon senso a dire che il messaggio sia un fake. Non si può premere su un governo con un messaggio falso che è ben in grado di smentire o di far smentire direttamente con una dichiarazione di Aisha stessa. Non regge proprio. la pressione sull’Algeria c’è perchè il messaggio è autentico.
      Non avendo una particolare forma di rispetto per Mathaba – che offre le sue notizie in parte a pagamento o sotto iscrizione, non so, non mi è difficile sentire e dire che stavolta tiene un atteggiamento incomprensibile, che non è Mathaba a pagare ma la resistenza.

      Mi piace

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