mcc43

Sono dei ragazzi, hanno madre, padre, fratelli, fidanzata e provano l’intera gamma dei sentimenti e delle emozioni di  ogni altro giovane al mondo.
Poi indossano la divisa, caricano in spalla lo zaino, imbracciano l’arma e diventano altro. Quasi che in quell’attrezzatura vi fosse -invisibile- una seconda personalità che prende il sopravvento su quella naturale. Non svaniscono le memorie personali, svanisce la loro relazione con il mondo.

“L’IO soldato” non conserva traccia di empatia, tutto ciò che non porta  la sua stessa divisa non è più umano, non merita parole diverse dall’ordine e dall’insulto. Se un sorriso c’è, è di scherno. Anche verso la telecamera destinataria  di dichiarazioni allucinate.

Idf soldier
“Tutta Ramallah è una giungla, là ci sono scimmie e cani”

Verrà un giorno in cui la gioventù israeliana chiederà conto ai governi che si sono succeduti  di questo avvelenamento psicologico? Solo dall’interno può venire la maturazione. Dopo la Shoa ogni critica, specie se da fonte non ebrea, è scambiata per razzismo, il che tragicamente preclude loro la possibilità di ricevere aiuto.

Qualcosa è stato tentato dal movimento delle Tende che ha animato la vita sociale della nazione. Un movimento puro, oso dire, non istigato da null’altro che dalla stanchezza del vivere al servizio dell’autodifesa dello stato e della tirannia economica che questo comporta sul welfare sociale. L’attentato di Eilat che ha influito sulle relazioni con l’Egitto, la possibilità che le sanzioni sulla Siria sfocino in un nuovo conflitto, la richiesta all’Onu che sia riconosciuto lo Stato della Palestina hanno ricacciato indietro lo spontaneismo della gente in favore di colloqui con un’apposita commissione governativa che, per sua natura, riporta il dialogo entro i contorni della sostenibilità delle richieste da parte del bilancio dello stato, nel quale la difesa ingoia gran parte delle risorse. 

Il video qui sotto  è tratto da un post del blog Jews sans frontieres, non da una qualche paginaccia antisemita. Chi ha rispetto, e io ne ho moltissimo, della storia del popolo ebraico, insieme a molti Ebrei non può approvare la politica che i governi hanno portato avanti verso i Palestinesi.
Quello che non si dice è che la tragedia è comune. Pur nella parte, stavolta, di carnefice invece che di vittima perché in possesso della forza militare, economica e di sostegno internazionale, gli Ebrei israeliani  sono perdenti. La paura di essere sopraffatti viene proiettata sui Palestinesi e su tutti coloro che formulano critiche, ma è quello/come sono diventati in quanto stato a soverchiarli e spaventarli.

9 novembre, nella società civile 

Venerdì 9  Dicembre 2011, gli Israeliani si sono riuniti per la terza marcia annuale per i Diritti Umani, quest’anno programmata a Tel Aviv e Haifa. Hanno partecipato gruppi dei diritti umani, per la democrazia e contro l’occupazione dei territori palestinesi, e anche membri della destra contrari alla dimostrazione-

link alle foto della manifestazione

dal blog +972

di proprietà congiunta di un gruppo di giornalisti e blogger israeliani . L’obiettivo ‘è di fornire un immediato, originale e on-the-ground reporting,.  con analisi degli eventi in Israele e nei territori palestinesi. 

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vedere
Il sostegno a Israele è la Religione civile dell’Occidente

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