Stretta di mano fra premier:

    Un non eletto, in sella grazie alle bombe Nato, con un passato da scrivano di sentenze capitali anche agli innocenti, connivente con genocidi di massa a stampo  a  razzista, privo di autorità sui suoi  tagliagola, che non rappresenta più nemmeno la sua piazza

   Un non eletto, in sella per compiacere lobby dagli incerti connotati e per autonoma decisione di un  presidente della repubblica, un pò Guf, un pò PCI e  benaugurale con il  Grande Oriente  

Alla presenza dei cortigiani: ansa

Italia e Libia ricominciano. La collaborazione tra Roma e Tripoli, ‘congelata’ durante la guerra, riparte dal ‘vecchio’ trattato, fiore all’occhiello di Berlusconi, ma su nuove basi: quelle di un paese libero che dopo la dittatura di Gheddafi sta ”finalmente coronando le sue aspirazioni alla democrazia”. Il premier Mario Monti ha descritto cosi’ la Libia, annunciando – al termine di un colloquio durato oltre un’ora e mezza con il leader del Cnt Mustafa Abdel Jalil – la decisione di ‘riattivare’ l’accordo che impegna Roma per 5 miliardi di dollari in 20 anni e facendo tirare cosi’ un sospiro di sollievo alle imprese italiane, coinvolte in prima persona nelle opere da realizzare in Libia. [—]Un accordo che va, in sostanza, ”nell’interesse di entrambi i paesi”, come ha confermato Jalil – che nella sua giornata romana ha incontrato anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano – 

I suddetti premier concordano sulla giustezza e l’applicazione di un trattato che fu pensato e firmato  da altri, privi di mallevadori internazionali ed epurati nello stesso periodo. Casualmente. 

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