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SAIF AL ISLAM e la Tortura delle mosche

20 dicembre 2011
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mcc43  Google+

prosegue *qui*
 english    and continues  *here*

“Come tutto suona convincente, purchè se ne sappia poco”

da La tortura delle mosche,  Elias Canetti

***

Una notizia si è diffusa nei giorni scorsi in modo virale in tutti i blog che appoggiano la resistenza libica

“”Secondo Donia Elwatan, il giornalista indipendente Asead Ambia Aboukila  ha dichiarato che ultimamente informazioni correnti fra libici e soprattutto sostenitori della Guida Gheddafi, Saif al Islam è comparso davanti al TRIBUNALE PENALE LOCALE DI  ZENTAN nel corso di parecchie udienze  e in quella della settimana scorsa è stato dichiarato INNOCENTE in merito all’accusa di assassinio e incitamento ad uccidere per INSUFFICIENZA DI PROVE. I Tribunale ha inoltre disposto  l’immediato rilascio a causa del peggioramento delle condizioni di salute””

Chi o che cosa è Donia Elwatan? Un sito commerciale, dove chiunque vuole può postare una notizia – senza filtro!

Chi è Asead Ambia Aboukila, free lance? Non si sa, compare solo in questa notizia.

Curiosamente “Asead Ambia” è un sito  web con questa mission. “Antisemitismo Network News, una risorsa globale e portale di notizie su una varietà di argomenti e questioni importanti per gli ebrei (e i Gentili) in un contesto globale e politico.” 

Volendo pensar bene, invece che pensare il peggio, è perlomeno  una notizia priva di fonte verificabile! Ed è anche la più stupida e ignorante che  sia capitato di leggere nelle ultime settimane.

Voci che corrono fra i libici? Tribunale penale “di Zentan”? Della tribù o riconosciuto dal governo? Che posizione prende su questo procedimento la Corte Penale internazionale? Che cosa dice il CNT, responsabile del prigioniero?  Come si può rilasciare un prigioniero colpito da mandato di cattura internazionale? A chi lo si consegna? Lo si manda in taxi  … a Bab al Azizya? E come mai i blog amici della Libia-CNT non fanno il diavolo a quattro per questa “assoluzione”?

Incredibile a dirsi, questa notizia farlocca rimbalza da un blog all’altro senza che qualcuno faccia un minimo di resistenza cerebrale!


Può darsi, ora, che tutto decade nel silenzio, ma può darsi che sia uno psyop. Una di quelle operazioni psicologiche che tendono a creare convinzioni e stati d’animo falsi.

Fa seguito, questa assurdità,  a un’altra  in un sito che va per la maggiore fra i lealisti ingenui, che il 6 dicembre pubblicava una preghiera al Consiglio degli anziani della Tribù Zentan, affinché si tenessero stretto il giovanotto, applicassero  la Convenzione di Ginevra (!) e si mettessero a trattare il rilascio a una nazione europea!  Si pregava, quindi, una banda di sequestratori di adottare una convenzione sui prigionieri di guerra e la si metteva alla pari dei governi.  Da notare che, contestualmente, a quest’appello, l’ambasciatore americano in Libia andava a porgere i salamelecchi a domicilio della tribù (vdr. La strana coppia superpotenza Usa & Tribù Zentan.)

 Dove siano finiti il diritto internazionale, i diritti umani e il senso comune non è dato sapere, ma la loro mancanza è indice di una situazione collettiva gravissima.
Certamente, sono le bombe che uccidono. Ma è uccidendo l’intelligenza che diventa possibile far applaudire le bombe che cadono. Oppure dare un intero paese in mano alle lobby finanziare facendo gridare al salvataggio della patria.

In quale situazione si trova in realtà
Saif Al Islam?

Dati certi: un mandato di cattura emesso indebitamente(***) dalla Corte penale Internazionale; la dismissione da parte del Procuratore Moreno  Campo del procedimento penale, demandandolo al CNT; il nuovo governo ufficialmente non ha intrapreso l’avvio del processo, né cercato di far cessare la detenzione irregolare per prenderlo sotto propria diretta responsabilità.

Intendiamoci: è un bene che Saif non sia nelle mani di Abdel Jalil e delle sue bande. Occorre però aver il coraggio di dire che non si sa se sia realmente vivo e in quali condizioni di salute, poiché segregato.
Il giornalista e attivista dei diritti umani Franklin Lamb si era recato sul posto, la tribù gli ha risposto (parole mie): “Sorry, non c’è il nostro capo per dare autorizzazione e non sappiamo quando tornerà perché è diventato Ministro della difesa”

La realtà è che nessuno vuole che Saif arrivi a parlare, e meno che mai a presentarsi l’anno prossimo alle previste elezioni . A questo è servita la sua non chiarita cattura, a questo serve che la sua vita sia a rischio.
Se nulla conviene fare contro di lui alla tribù – che ha ottenuto un ministero e gli omaggi di Obama – né al CNT che ancora deve spiegare l’uccisione del generale Younis, né a un governo straniero una volta che glielo abbiano consegnato, restano due possibilità.
Il metodo americano: solitario assassino, debitamente assassinato.
La sparizione silenziosa: il “ Tribunale Zentan” che dice “liberatelo!”. Già: in Libia, oggi zona franca della CIA e del Mossad.

 

Per aiutare Saif, salvargli la mano, la vita, i diritti, ci si deve attenere  alla realtà: la famiglia Gheddafi ha in corso un’azione legale attraverso un team di avvocati internazionali, fin dal mese di ottobre, per difendere Saif alla Corte Penale e ottenere che sia consegnato alla Croce Rossa Internazionale, per le cure e gli incontri con i legali.
Questo è l’articolo da rilanciare, non le bufale dei siti commerciali:


THE GADDAFI FAMILY TAKE LEGAL ACTION TO PROTECT SAIF AL ISLAM

 

  aggiornamento 21 dicembre

Quasi contemporaneamente, in un’altra parte del mondo qualcuno metteva in rete un grido d’allarme su questa notizia che si sta diffondendo come un virus influenzale.
Chi legge “tribunale di Zentan”  reagisce come se – invece che di un paese privo di Istituzioni funzionanti –  si parlasse, per esempio, dell’Italia e si leggesse “Tribunale di Genova” . 

Da  Libia360°

URGENT ALERT: SAIF GADDAFI IS IN GREAT DANGER

Aggiungo per comodità di chi non legge l’inglese il link con il traduttore, mettendo in guardia che, un concetto ben esposto, nella traduzione può diventare confuso, ma raramente del tutto alterato 

e anche questo :

Countering The Propaganda That Saif Is Safe, Exonerated From Crimes And Being Taken Out Of The Country For Medical Treatment

aggiornamento del 22 dicembre

un articolo del quotidiano  dailystar, libanese e pertanto fonte vicina al CNT libico, riporta notizie di Saif, sotto un titolo rassicurante. Tuttavia nel corpo dell’articolo ci sono notizie che rassicuranti non sono, a partire dall’assoluto black out su tutto ciò che accade al di fuori del locale dove è prigioniero. In questo isolamento ha ricevuto la visita del pubblico accusatore – di un sistema giudiziario ancora da costruire – senza la presenza del suo avvocato. prosegue in Sail al Islam, il “senza diritti”, come migliaia di prigionieri in Libia


nota:

(***)indebitamente perché la Libia, come i paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, non aveva mai firmato lo Statuto di Roma, 1998, che istituiva la Corte Penale Internazionale. 

2 commenti leave one →
  1. icittadiniprimaditutto permalink
    20 dicembre 2011 11:08 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

Trackbacks

  1. Saif al Islam, il “senza diritti”, come migliaia di prigionieri in Libia « MAKTUB

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