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 da Infopal : La questione dell’acqua in Palestina  &  La guerra dell’acqua
I danni prodotti dagli israeliani a impianti e cose atti all’erogazione dell’acqua alla popolazione palestinese nei territori occupati si stabiliscono come segue: 151 pozzi, 153 fonti, 447 cisterne, 52 cisterne mobili (autocisterne), 9.128 cisterne di tetto, 14 serbatoi, 150 km di canalizzazioni che forniscono più di 78.000 case.  È inaccettabile che Israele possa accaparrarsi la quasi la totalità delle risorse idriche della regione a  profitto esclusivo dei suoi abitanti – minoritari in numero. Ma, esso rifiuta finora ogni negoziato su  tale argomento, tanto con l’Autorità palestinese che con i suoi vicini, come lo prova la sua politica nel sud-Libano e nel Golan.

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Molti palestinesi, quindi, devono acquistare acqua sul mercato, ad un prezzo da 3 a 6 volte superiore a quello pagato dagli israeliani. Per l’alto tasso di disoccupazione, e la miseria, questo è molto pesante. Israele, che ha il completo controllo delle fonti idriche condivise con i palestinesi, vieta loro di scavare pozzi, senza il suo preventivo assenso. In più, trae 44 milioni di metri cubi d’acqua dalla Cisgiordania (fornendone solo 39 milioni all’Autorità Palestinese), e, dell’acqua della principale falda cisgiordana, quella montuosa, alloca solo il 20% ai palestinesi. A questi ultimi, in più, è vietato approvvigionarsi dal bacino del Giordano.Le politiche israeliane riguardanti le forniture idriche in Cisgiordania, nota B’Tselem, non solo violano le leggi internazionali, ma pure discriminano per motivi razziali.

da http://www.rictvagencias.com/   : Bambino palestinese di cinque anni supplica  i soldati israeliani di non arrestare il padre per aver rubato acqua. 

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