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E’ una festa che s’impone anche a quelli che non le attribuiscono un significato religioso. E’ un complotto del sistema dei consumi e dell’istinto gregario che spinge a condividere lo stesso sogno, in questo caso un sogno buonista.

Trattandosi di un sogno  non ha attinenza con la realtà dei molti che trascorrono il periodo delle feste con sentimenti diversi e della retorica natalizia non sanno che farsene. Non vogliono doni ma riconoscimento di diritti.

Un bell’ottenimento sarebbe già che gli italiani, pronti alle manifestazioni folkloristiche mondiali degli indignatos, facessero due conti sui posti di lavoro che vengono persi ogni anno, ma è un argomento che tira poco. I social network lo dimostrano.

Caricato il 16 dicembre un video che illustra le meraviglie di un certo telefonino ha avuto 17726 visualizzazioni in data 23 dicembre. Non metto il link, ma lo si riconoscerà da questo eloquente commento –  sullo stato della nazione –  “Lo comprerei solo per la confezione e gli accessori!”
Il video che si può vedere cliccando sulla foto della mongolfiera, invece, è del presidio unitario dei sindacati delle costruzioni di Roma e provincia, e nel titolo dice  PERSI 10MILA POSTI,  ha avuto in un mese 13 visualizzazioni.

sul grattacielo "di Passera"

Un presidio in alta quota è la scelta dei lavoratori  che hanno perso il posto di lavoro a causa della soppressione dei treni notturni. Gli addetti sono licenziati, a casa restano anche quelli delle pulizie (gli utenti delle lunghe percorrenze sono danneggiati dall’aumento dei costi e dei tempi delle percorrenze).

E’ una protesta nazionale. A Torino erano saliti e rimasti per 20 giorni sul tetto del grattacielo di Banca Intesa-San Paolo. Perché proprio lì? Lo hanno comunicato al  ministro Corrado Passera, già amministratore delegato di Banca intesa:
«Non siamo saliti sul grattacielo per farLe dispetto. Pensiamo però che se lei ha avuto come amministratore delegato di Intesa Sanpaolo la capacità di trovare il mezzo miliardo per costruire un grattacielo che non si capisce bene a cosa serve, ora come Ministro dei Trasporti potrebbe e dovrebbe trovare il modo di salvare i treni notturni, che gli italiani sanno benissimo a cosa servono». Non fa una grinza; ora dal grattacielo sono scesi e si concentrano sulla stazione di Porta Nuova.

Carmine sul Faro

Anche a Milano è la stazione il teatro della protesta a 30metri d’altezza. I lavoratori sono saliti su una Torre e lì, sul Faro, passeranno le feste se non interverranno provvedimenti più consistenti di una ipotetica riassunzione fra 24 mesi a chi non avrà trovato lavoro nel frattempo.

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La voce degli 800 dei treni della notte ascoltata da Sandro Ruotolo


  Buon Natale, come no…

anche a quelli di Niscemi che passeranno, Giuseppe Maida in testa, la sera di Natale davanti al cimitero, sì davanti al cimitero,
per  protestare contro il MUOS  “assassino” e lo fanno anche per noi

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