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Petrodollari in Twitter, uccellino in gabbia?

29 dicembre 2011

mcc43

Il Principe di Twitter

Gronda miliardi, sua altezza,  il principe saudita Al Waleed e ha pensato di comprarsi una quota del social network più pericoloso per le dittature. Un affare perché Twitter (che non è obbligato a denunciare i suoi ricavi fino a che gli azionisti sono in numero esiguo) è dato in trend elevatissimo per l’anno 2012. Aumento da capogiro poiché Twitter si sta aprendo alla pubblicità – per preparare la transizione già ha apportato modifiche al suo aspetto, con dispiacere degli  utenti affezionati alla spartana e funzionale semplicità del microblog.

Affari soltanto?

Mathew IngramMathew Ingram @mathewi19 Dic

  • so Prince Al Waleed has invested $300 million in Twitter. What happens if there’s an Egypt-style “Arab Spring” movement in Saudi Arabia?

Ingram è un tweeter di punta ed esperto in comunicazione. Chiede ai  follower se, con 300 miloni di dollari investiti, il principe si tratterà dal dare una stretta alla libertà di tweet qualora  nell’Arabia Saudita scoppiassero rivolte scassaregime.
Si va verso una polizia digitale o magari  una forma attenuata di controllo, come esercita YouTube che oscura canali o blocca video senza che si possa appurare la ragione.

A differenza di altri social network Twitter è una vera utility per l’informazione disallineata dal mainstream e, finora, la sintesi e la sobrietà avevano evitato i fenomeni sguaiati o narcisisti di Facebook.
L’uso d’elezione è la ricerca e la condivisione di informazioni, anche con la possibilità di seguire canali tematici. L’utente che si dedica ad un particolare argomento può in breve tempo diventare influente sulle opinioni acquisendo migliaia di follower. Sconosciuto, a quanto mi risulta, il business della vendita di elenchi di seguaci come avviene, invece, per Facebook.

Non sempre è necessario compilare i 140 caratteri fissati per il post,  per dare  una notizia c’è la  pratica del retweet del messaggio ricevuto. Significa che istantaneamente un evento entra nella sfera di conoscenza del mondo intero. Si sa,  qualche volta l’evento non c’è ma si grida lo stesso alla notizia, proprio come talvolta accade con l’Ansa! 

Ogni giorno, secondo i dati della primavera scorsa, vengono inviati almeno 50 milioni di tweet; nei periodi di grandi avvenimenti l’aumento improvviso manda il sistema oltre la sua capacità lasciando nel dolore gli almeno 150 milioni di utenti.

E’ evidente che anche senza controlli mirati, Twitter potrebbe, qualora a questo principe dalla faccia marpiona   saltasse il ticchio, essere bloccato con la scritta over capacity proprio nel momento in cui  in Arabia Saudita una folla di dimostranti  scendesse in piazza gridando Al Waleed dégage! 

Interessante presentazione: usi sociali, utenti, diffusione

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4 commenti leave one →
  1. icittadiniprimaditutto permalink
    29 dicembre 2011 9:21 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. TUTTO CIO' CHE SI IMMAGINA E' REALE permalink
    29 dicembre 2011 4:56 pm

    Si va verso una polizia digitale o magari una forma attenuata di controllo, come esercita YouTube che oscura canali o blocca video senza che si possa appurare la ragione. è cosi!
    e la rete si stringe sempre di più. cmq credo più nella prima opzione.

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  3. 30 dicembre 2011 1:36 am

    Non è che il principino sia imparentato con quello del Qatar? Viste le mire che questo stato sta esercitando sulla siria, che ha esercitato suolla Libia e che vuole esercitare anche sul regime Saudita?
    Non ho grande fiducia del mondo arabo saudita, mercanti e mercenari.

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  1. Petrodollari in Twitter, uccellino in gabbia? | Tutto Ciò Che Si Immagina è Reale……..

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