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Ecco i ruggiti iniziali del 2012 fotografati sul sito della radio dell’Iran, la nazione  che più spicca oggi nei titoli 

Cia avvisa Obama…..
Due (ex)analisti della Cia hanno pubblicato un memorandum  nel quale si rivolgono ad Obama perchè:  “we want to make sure you understand how fragile and volatile the situation in the Gulf has become.”; gli ricordano quanto è diventata fragile e volatile la situazione del M.O e che i suoi consiglieri militari lo stanno servendo male.

Ma Obama è libero di scegliere chi ascoltare e che cosa accettare  o rifiutare?  Chi era lui prima di venire “adottato” dai poteri forti e da Israele? Il suo primo consigliere  è stato Emanuel Rahm,definito con sfacciato orgoglio da un quotidiano israeliano  “Il consigliere israeliano di Obama”.  Infatti, oltre che un politico vicino alla  finanza di Wall Street, è cittadino  israeliano, ha combattuto per Israele,  è il referente in America per le forze armate israeliane. A fine 2010 ha lasciato la Casa Bianca, ufficialmente per la poltrona di Sindaco di Chicago, ma fu anche un bel messaggio a Obama che non stava rendendo contento il governo di Tel Aviv. Significava: ti devi riconquistare l’appoggio dellApac (potentissima organizzazione sionista in America).

Quindi Obama non farà nulla che Israele non voglia. Sono  i conti che fa il governo israeliano sulla convenienza o meno di attaccare l’Iran ad essere decisivi. Rimando al post Dopo la Libia a chi tocca o direttamente a questo studio di Algerie Focus

Obama firma la  Defense Bill…

con la quale i militari di qualunque arma possono arrestare e detenere –illimitatamente–  persone che,  nei confini degli Usa (quindi anche stranieri?), siano  – sospettate – di fiancheggiare organizzazioni terroristiche. Con la pratica della rendition alla quale tutti i governi amici, democratici o meno, si adeguano senza fiatare, chiunque può essere prelevato all’estero, sbattuto nella Fifth Avenue, arrestato e … chi s’è visto s’è visto. Perché come  abbiamo già visto nella “grande democrazia americana” (definizione cara ai veltroniani)  si può praticare l’iniezione letale a un detenuto che si sa essere innocente , perfino con i grandi media a suo favore.

Siria e Libano…

un confine trafficato assai, dove i fuoriusciti e profughi sono ottima copertura per invio armi e chissà che, anche da parte italiana. Vedere post L’Italia che non ci azzecca mai con il Libano

E poi c’è il disgraziato Giappone con un altro terremoto, le tensioni fra le due Coree, entrambe inquiete verso l’occidente. Ancora gli Usa: un giro di vite sui manifestanti e il delirio da campagna elettorale di un tal Rick Santorum che promette di bombardare l’Iran. Siccome alle primarie è dato al 5%, ed è penultimo in classifica, possiamo contare che non sarà mai lo sfidante di Obama.

Manca la Libia.
Job done, per  l’Iran che molto ha aiutato l’occidente in nome dell’antica ruggine con Gheddafi per la scomparsa  dell’imam irano-libanese Musa Sadr.
Vedere post Il caso Mussa Sadr e le inesistenti certezze

Anche da noi si parla della Libia solo per sconfessare  il primo ministro ad interim AlQeeb. Aveva detto di voler ricontrattare gli accordi conclusi tra Eni  e precedente regime. Sconcerto.
Oggi si dà la notizia che AlQeeb non parlava di petrolio o gas… però il TripoliPost questa notizia non la dà ancora.

Gli psyop avvengono anche fra governi e lobby. Un pò di fifa per gli italiani prima che Monti scenda a Tripoli il 21 gennaio

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