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Da un paio di giorni nei blog “lealisti” (virgolettato per comprendere gli autentici e i sedicenti)  c’è fermento.

Il 3 gennaio  l’anchorman più amato dai libici Youcef  Shakir, nel corso di un’invettiva contro i sanguinari di Misurata, assassini del colonnello,  infila una frase    se davvero è morto”, e il 5 esce la notizia di una manifestazione a Benghazi al grido di “ Sì, sì, sì, Muhammar Gheddafi è sempre vivo”, dopo le identiche dicerie di Tripoli. Tutto ciò entro la cornice del sorprendente  risultato del sondaggio di Amnesty America sul personaggio maggiormente ispiratore dei diritti umani:  Gheddafi, che stravince su Michael Jackson (tutto ciò meriterebbe uno studio sociologico approfondito!)

Operazioni di questo genere possono avvenire perché il CNT è in condizioni di debolezza superiori al prevedibile e la tensione  monta fra le bande, tanto che c’è chi ipotizza una nuova battaglia di Tripoli, stavolta ufficialamente senza Nato.

Tutto questo in un periodo nel quale c’è dibattito al Consiglio di sicurezza Onu sulla richiesta d’indagine sulle operazioni Nato per crimini contro l’umanità. La Russia lo vuole, il Pakistan dichiara di appoggiare la richiesta, USA e Francia puntano i piedi.  Situazione ben spiegata nel post di GilGuySparks qui.
Se a questa inchiesta si dovesse veramente arrivare, sarebbe molto complicato nascondere  che, per sterminare il clan Gheddafi e fargli il vuoto intorno, i bombardamenti non sono andati per il sottile, fin da giugno quando è stata colpita la tv per tacitare il governo, facendo almeno due morti e in agosto quando è stata colpita la famiglia di Aisha, alla quale hanno ucciso figlia e marito.

C’è il caso straziante di Sorman, dove ad essere sterminata è stata la famiglia di un amico e compagno di Gheddafi nella rivoluzione del 69; vedere l’articolo di Franklin Lamb qui

C’è la strage di Zlitan d’inizio agosto, quando forse si cercava di annientare il comandante Khamis Gheddafi. Distrutte  85 vite;  qui il primo report dell’indipendente Human Right Investigation, non della cieca e sorda Human Rights Watch, ente che risponde all’Onu. Particolarmente odiosa fu la dichiarazione rilasciata nell’immediato dal portavoce Nato “non abbiamo notizia di vittime civili” mentre l’ospedale traboccava di feriti. Ancor più odioso il servile adeguamento dei media secondo i quali era Gheddafi ad accusare la Nato, non la realtà dei fatti.  La strage era stata documentata anche da privati italiani (i latori della lettera che il rais scrisse a Silvio Berlusconi)  con questo video

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Non ha  bisogno la Nato di sussurrare all’orecchio  cosa dire, ci sono portali commerciali in tutte le lingue nei quali si può immettere quello che si vuole; molte notizie dei blog verdi, infatti, vengono da portali arabi, tradotte e diffuse senza controllo della fonte.
Vedere il caso della “assoluzione di Saif” chiarito in questo post Saif e la tortura delle mosche 
“Chiunque” significa anche servizi segreti. Significa organizzazioni che si sono costruite una fama sull’esistenza della Jamahirija libica e che con la scomparsa di Gheddafi entrano in agonia.

Quanto più si dibatte sul vivo/morto, tanto meno ci si chiede dove si trovava Gheddafi il giorno prima che noi lo vedessimo stordito e trasognato, inseguito dalla muta da caccia armata di coltelli, mitra e videofonini.
Si è perfino tenuto in vita il suo capo della sicurezza Mansour Daw  (vedere Anatomia di una menzogna ) per sbatterlo, con la libertà di decidere che ha un prigioniero nelle mani dei macellai di Misurata, davanti alle telecamere per dire che sì, Gheddafi era nascosto a Sirte e voleva tornare al suo paese, per quello si è incamminato in terreno aperto con una colonna di automezzi … ed è stato visto. Già.   

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Bisogna  ammettere che la famosa frase di Voltaire, non sono d’accordo con quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo, è bellissima ma se non c’è autocontrollo che trattenga dal ripetere qualsiasi cosa, è una libertà che mette nella stessa condizione dell’informazione di regime: ostacola la comprensione della realtà dei fatti.
La disinformazione sulla vicenda Gheddafi si espande in modo virale perché volutamente si è resa impossibile un’autopsia indipendente sui corpi di Mutassim e del padre,  sepolti in luogo ignoto – anziché consegnati  alla famiglia – o, riferiva Allain Jules,  sepolti in mare. Vedere la ricostruzione nei post Le mani di Che Guevara, le ceneri di Gheddafi  e, in GilGySparks,      Geddafi e l’Asse del Male

Oggi, il tono si è ulteriormente alzato e in un sito sudamericano qualche speranzoso ha pubblicato questa “notizia” – vaga nella formulazione, quanto alla data e alla fonte –  che lascia perfino intendere una riunione di famiglia con Saif, notoriamente in quarantena a Zintan.  Un rimpasto di vecchi articoli, con delle stranezze perché viene tirato in ballo Khamis e nemmeno citato Mutassim. Per di più, è corredata da una “foto” che può mettere ulteriormente  in fibrillazione i cuori Green:

L’autopsia ha stabilito che l’identità del defunto era per alcuni, Ali Madzid Al Andalus, un residente di Sirte e lontano parente della famiglia Gheddafi, che gli somigliava.
Presto in televisione la pubblicazione di immagini del messaggio video inviato da Khamis Gheddafi che mostra Khamis, Saif Al Islam e Muammar al-Gheddafi, ripresi ierii. Hanno detto che sarà diffuso non appena saranno sicuri che la NATO ed i ribelli non potranno raggiungerli. Questo è di ieri e  sfata la “morte” di Muammar eKhamis.

E voilà: un Gheddafi di profilo,
senza telecomando che guarda la tv con gli occhiali da sole.

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