mcc43

Abbiamo stracciato un trattato di amicizia e partecipato alla coalizione bombardiera perché “dovevamo proteggere i nostri interessi petroliferi in Libia”. anche se si sproloquiava su massacri del governo mai avvenuti . Lo spiegavano i pragmatici, quelli che dell’onore si fanno un baffo e trasudano realismo economico-politico.

-A metà dicembre Jalil viene  in Italia, abbracci con Monti, prima a Doha riunione mondiale dei petrolieri e  anche lì nessuna nuvola, ma intanto i rappresentanti del CNT vanno a Londra per parlare anche dei contratti per la ricostruzione.

-Dal 20,  la Libia inizia a fare storie e annuncia di voler rivedere i contratti.

-Come regalo di fine anno, il TripoliPost  parla diffusamente dell’Eni: 

Il  Primo Ministro ad interim, Abdurrahim Al-Qeeb ha informato amministratore delegato dell’azienda italiana, Paolo Scaroni in un incontro a Tripoli, della decisione del governo di rivedere i contratti stipulati tra ENI e il vecchio regime per soddisfare gli interessi della Libia”. 

ENI ha firmato un accordo con il Consiglio nazionale di transizione della Libia nel mese di agosto per riprendere la sua produzione di greggio, Scaroni  all’inizio di questo mese ha detto  che era “impensabile” che i contratti  ENI esistenti fossero modificati dalle nuove autorità libiche. Un portavoce dell’ENI ha detto alla AFP che i contratti di cui parlava l’ ufficio di Al-Qeeb sono  estranei all’ attività petrolifere della società italiana e che essi sono legati a iniziative sociali. “Non hanno nulla a che fare con il greggio” ha detto il portavoce. 

Il primo ministro libico AlQeeb ha inoltre affermato “Le società straniere che hanno lavorato in Libia devono dimostrare di libici che sono stati partner della Libia e non di Gheddafi e il suo regime. ENI deve dimostrare  un suo ruolo significativo nella ricostruzione delle città distrutte dalle forze di Gheddafi,”  [ …]

Al-Qeeb ha questa settimana deplorato la “posizione negativa della maggior parte delle compagnie petrolifere che lavorano in Libia verso la rivoluzione del popolo libico contro il regime del tiranno. “Queste aziende” ha aggiunto senza dire di più “hanno avuto grandi opportunità per aiutare i libici nella rivoluzione, ma non lo hanno fatto. ” 
Nel frattempo, in Italia il tecnocratico primo ministro, Mario Monti, ha annunciato che si recherà in visita in Libia il 21 gennaio per rilanciare un trattato bilaterale di amicizia firmato da Gheddafi e l’ex primo ministro italiano Silvio Berlusconi, che è stato sospeso durante il conflitto.

Riassumendo: l’Eni stupisce e nega, allora Al-Qeeb si accoda   e il suo ufficio chiarifica: parlavamo di altri contratti non del petrolio, ma ciò non compare mai sul TripoliPost.

 §§§

-Ed ecco che arriva il regalo della Befana, ce lo consegna senza addolcire la pillola un articolo di  Bloomberg, , che è il “di tutto un pò”: informazione e finanza:

Italy Last Among Libya’s ‘Friends’ for New Oil Concessions

I nuovi leader si ricorderanno di chi ha fornito il maggior aiuto per rovesciare MuammarGheddafi, quando si tratteranno le nuove concessioni petrolifere. Italia, il più grande investitore del paese, può trovarsi in svantaggio. La Libia ha riserve mondiali comprovate stimata a più di 46 miliardi di barili, secondo il World Factbook della CIA. Gran parte del petrolio è apprezzato per il basso tasso di zolfo. France e gli USA non sono venuti come “qualcuno che vuole soprattutto arraffare” e “giocano in modo giusto”  ha detto l’ex ministro del petrolio libico Ali Tarhouni, in un’intervista ieri a Washington.”L’talia ci metterà tempo per capirlo”.
E’ in gioco è la posizione in Italia come massimo investitore per l’energia, e i suoi più vicini concorrenti sono Total SA (FP) di Francia, primo paese a riconoscere l’opposizione libica, e Russia’sGazprom OAO. (GAZP) Gli Stati Uniti e  il Regno Unito si unirono agli sforzi della Francia per approvare alle Nazioni Unite i raid aerei contro le forze di Gheddafi.

§§§

Ecco qui: non siamo stati abbastanza solerti. A Silvio Berlusconi ripugnava fare quello che poi ha effettivamente fatto: partecipare all’aggressione. Ma l’Italia non è stata nel backstage. L’Italia ha dato aerei e basi.
Tutto è ben chiaro in questo post  I segreti dell’Aereonautica sulle bombe in Libia dove ho ripubblicato l’articolo di Ennio Remondino, nel quale  il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica definisce l’operazione Libia la più imponente dopo la seconda guerra mondiale.

Probabilmente Berlusconi sapeva perfettamente che non sarebbe bastato, visto che il gruppo dirigente dei ribelli era una consorteria di fiduciari degli Usa e che la spartizione sarebbe stata fatta in modo strategico. Obama in un discorso a “fine” operazione ha ringraziato tutti, tranne l’Italia. Una dimenticanza?

Che non si riceva la paga del traditore può far  piacere a chi rifiuta l’idea che in politica e nei rapporti internazionali si possa fare del tutto a meno delle considerazioni morali.

Per questo motivo riescono sgradevoli i membri del CNT , emersi con i tradimenti, a galla con i  ricatti contrattuali, in prosecuzione con l’atteggiamento dei ribelli: non vi daremo il petrolio, e nonché  il tirare in ballo accordi al di fuori del settore petrolifero, riguardanti ambiti civili, per  la mazzetta .

Che dire? Usate i mezzi pubblici, andate a piedi o state in poltrona
… non di sola benzina vive l’uomo!

Annunci