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Alzatevi, entra la Corte… nei social network

18 gennaio 2012

«Sa qual è la cosa davvero preoccupante? che persone come mio marito, persone che fanno semplicemente il proprio dovere ogni giorno, diventino subito in questo Paese idoli, personaggi, eroi. Non è per niente normale…»

E’ vero, signora Rafaella De Falco.  In quel  “non è normale” ci sono tutte le perplessità  che suscita un paese che non vede  la Sicilia in rivolta perchè impegnato  a fabbricare…

Gogne e Aureole

 

E’ nei giorni a venire che il capitano di fregata De Falco avrà la sua prova del fuoco, quando riascolterà le telefonate e si rivedrà in mezzo ai suoi, in ufficio,  mentre si rivolge al comandante e agli ufficiali  sul teatro della tragedia. Quando saprà che un suo scatto di nervi è stato trasformato in una maglietta in vendita a 12 euro che sta ridicolizzando nel mondo il nostro paese.

O quando vedrà le argomentazioni dei suoi fan in Facebook:

 “Il gip  ha concesso gli arresti domiciliari all’uomo per il quale in questo momento tutto il mondo ci sta per l’ennesima volta criticando e pigliandoci per il culo. a questo sciagurato giudice tutto il mio disprezzo. al vigliacco comandante la promessa di organizzare una “crociera di saluto” davanti a casa sua. “

 

Sì, tutto il mondo: c’è perfino chi propone di usare  “schettino”  come  nuovo insulto internazionale.

La pagina di sostegno a Schettino aveva superato i 3000 iscritti e nello stesso momento quella di De Falco circa 6000; poco dopo quella di Schettino presa d’assalto anche dai detrattori è scomparsa.

L’inchino

Di sua iniziativa,  dicono i dirigenti Costa,  è andato fuori della rotta autorizzata. Google dalla lunga memoria  conserva la cache della pagina blog che la Costa ha fatto sparire, ma  si può integralmente vedere nel  blog che l’ha pubblicata

La Costa Concordia che per la stagione estiva sta effettuando la crociera Profumi del Mediterraneo, il 30 agosto 2010 prima dell’arrivo a Napoli ha ormeggiato con il suo saluto e la sua breve sosta nella rada della Corricella, Isola di Procida, tutto ciò grazie al Comandante Francesco Schettino di Meta di Sorrento. Una grande emozione non solo per i procidani ma anche per i numerosi turisti presenti che hanno accolto la grande e possente nave con applausi, striscioni, musica di trombette e vuvuzelas, a bordo di pescherecci, natanti, di ogni genere.

Aggiornamento: Nel blog Costa la pagina è ricomparsa

Abbandono, fughe, calzini

Sull’abbandono della nave e la fuga ora c’è anche la versione dell’imputato Schettino:

 «Non è vero che sono scappato. Ero caduto accidentalmente fuori dalla nave sul tetto di una scialuppa e non sono più riuscito a risalire perché la scialuppa è rimasta appennellata, sospesa. Poi sono rimasto su uno scoglio del Giglio a coordinare le operazioni di sbarco, se avessi voluto fuggire lo avrei fatto…».

Dopodichè il web ha irriso alla caduta  “nella scialuppa” non “sul tetto della scialuppa”.

Sullo sdegno per il suo essere  in taxi alla ricerca dell’hotel e dei calzini,  le spiegazioni le stiamo aspettando dalle autorità. Non  c’è nell’isola del Giglio una Stazione di polizia, dei Carabinieri, nemmeno un vigile urbano che con un’auto andasse a sollevare di peso questo Comandante che aveva una montagna di spiegazioni da dare su un disastro di quelle proporzioni, le vittime certe e i dispersi?
Se l’episodio è autentico somiglia ad un occulto invito “scappa”.

Il Codice

Su un naufragio sottocosta il Comandante è responsabile se a bordo non era avvenuto un ammutinamento, non c’è nulla da discutere su questo.

Sull’abbandono il Codice della Navigazione  dice:

Art. 303 – Abbandono della nave in pericolo

Il comandante non può ordinare l’abbandono della nave in pericolo se non dopo esperimento senza risultato dei mezzi suggeriti dall’arte nautica per salvarla, sentito il parere degli uFficiali di coperta o, in mancanza, di due almenO fra i più provetti componenti dell’equipaGgio.

IL comandante deve abbandonare la nave per ultimo, provvedendo in quanto possibile a salvare le carte e i libri di bordo, e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia.

In questo “303”  potrebbe esserci la spiegazione di quelli che vengono definiti ritardi – un tempo durante il quale  il comandante ha parlato più volte con l’armatore –  perchè non è a colpo d’occhio che si valuta un danno a uno scafo di quelle dimensioni. In questi articolo è anche lampante  l’obbligo per  Schettino di dimostrare la veridicità della  rivendicata caduta “accidentale”.

Rettifica che mi è stata suggerita privatamente da una lettrice. Dopo l’incidente della Exxon Valdez le norme internazionali sono cambiate: le modifiche riguardano  la posizione del comandante che deve essere la più opportuna per coordinare le attività, a bordo o altrove. L’altra riguarda l’evacuazione stessa: in caso di danneggiamento della nave, la nave stessa, fino a che non si inclina o inizia ad affondare è in mare il luogo più sicuro ove tenere i passeggeri

Intanto il Gip ha definito nell’ordinanza depositata oggi  (documento-gip-grosseto)  la ”condotta gravemente colposa” del comandante, per il quale ha disposto  la custodia cautelare al  domicilio.

Il  personale della nave

Esistono differenti obblighi per i marittimi e per  il personale di sala, cucine, hostess, intrattenitori e addetti ai servizi vari. Questi ultimi hanno il diritto di mescolarsi ai passeggeri e accedere alle scialuppe di salvataggio prima possibile.  Diversa situazione per i marittimi  cui è fatto  obbligo di indossare  immediatamente i giubbotti di salvataggio, appositamente riservati e ubicati sui ponti, e disporsi alle scialuppe per aiutare i passeggeri.

Molti naufraghi intervistati hanno equivocato, accusandoli di essersi accaparrati i giubbotti per poter fuggire predendo posto per primi dentro le scialuppe. Giubbotti non in numero sufficiente si è anche detto, in realtà ogni passeggero ha il suo in cabina; alcuni non vi potevano più accedere a causa dell’inclinazione della nave, ma altri avrebbero potuto.

Queste confusioni  che corrono nel web si potevano chiarire se i giornalisti avessero interrogato  un qualsiasi marittimo, poichè si tratta di  procedure internazionali.

****

Siamo oggi addolorati per le vittime accertate e per i dispersi. Tra qualche tempo potremmo doverlo essere per i lavoratori della Costa Crociere che sconterà per molto la  leggerezza  di  voler deliziare i passeggeri con gli “inchini” e i “saluti”.  La speranza residua è che le operazioni di svuotamento riescano a scongiurare il disastro ambientale.

Pochi mesi fa in rete  l’infamone alla gogna era Gheddafi, poche settimane fa le fanfare squillavano per Monti salvatore della patria. C’è una esasperazione latente nella collettività che scatta pavlovianamente appena viene indicato il cattivo.
Ma questa volta  l’esultanza per  “salgaabordocazzo” proferito da un uomo in divisa segnala qualcosa di più: la voglia dell'”uomo forte”,  di un conduttore,  di un dux  in edizione terzo millennio.

***********************************

raccolta articoli

http://www.searcheeze.com/p/mcc43/costa-concordia

Enrico Mentana è addolorato perchè l’immagine di Schettino è quella che prevale all’estero come imamgine italiana.

Chi ha dato al Corriere Fiorentino la famosa telefonata – una di tre – da diffondere prima che gli inquirenti avessero sentito gli aventi causa?
Sostanzialmente era la stessa cosa diffondere le motivazioni del Gip,  meddiaticamente no. Ed è l’immagine che si è voluta diffondere quella che peserà per anni sull’Italia insieme alla mafia e alla pizza.

ved Esperimenti mediatici di fascismo?

6 commenti leave one →
  1. 18 gennaio 2012 4:32 pm

    In questo articolo lo stimabile capitano Gregorio De Falco ci dice i nomi ch quelli che lui considera eroi e che i social network come i giornali hanno ignorato. Grazie.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/18/news/parla_de_falco-28339340/

    Mi piace

    • 18 gennaio 2012 4:42 pm

      Oggi si sono un pò calmati, Maniaci.
      Ne verrà fuori di fango dagli interrogatori su come devono comportarsi gli ufficiali delle navi da crociera, troppo comodo scaricarlo in quel modo per salvare le quotazioni della Carnival. Per fortuna erano tutti e due della Campania, stava già partendo la crociata “antiterrone”.
      Yuri

      Mi piace

  2. TUTTO CIO' CHE SI IMMAGINA E' REALE permalink
    18 gennaio 2012 10:04 pm

    non fa una piega, non vorrei che tutto questo stia mettendo in secondo piano quello che sta succedendo in sicilia, tanto di rispetto per le persone scomparse ovvio!!, ma questa cosa mi puzza, i media nn parlano d’altro, e della sicilia? a sprazzi qualche notizietta qua e la. ripeto il rispetto per gli scomparsi innanzitutto.

    Mi piace

    • 18 gennaio 2012 10:43 pm

      Sento anche io un che di maleodorante. Ti racconto una cosa che rimpiango di non aver messo nel post.
      Stamattina in Google c’era una scritta “Il codice dà ragione al comandante Schettino…” clicco sul nome della testata: il Messaggero, ma l’articolo che si apre non dice nilla del genere, torno alla pagina generale ma la scritta è completamente cambiata. Mi sono cercata il Codice di Navigazione e quell’articolo “inchioda” il comandante sul ponte. Stasera ricevo la mail di una lettrice che mi parla dell’intervista di ieri sera a Linea Notte di un decano dell’Accademia navale di Napoli il quale afferma che il nostro Codice è superato da nuove disposizioni, com messo in evidente rettifica nel post.
      Non solo: la prima telefonata che deve fare il comandante non è alla Capitaneria ma al suo armatore . quindi corretto.
      Non solo: la Capitaneria, casualmente nella persona di De Falco nella telefonata (la cui diffusione è avvenuta parziale e con cadenza temporale alterata) stava difendendo il proprio operato in quanto mai aveva bloccato il passaggio “inchino” che le navi usano fare.
      Inoltre che sia i comandanti che l’equipaggio nel ns paese sono al massimo della professdionalità – bene

      Risulta quindi —- secondo me e purtroppo —- che i maggiori colpevoli sono i commerciali Costa che promuovo la pratica degli inchini e la Capitaneria connivente.
      Quanto ci metteremo Patrizio prima che la verità possa essere detta…. ma ormai “schettino” è diventato il logo di un’Italia peggiore di quella che è- e se insulto deve essere lo passo tutto ai media –

      Mi piace

  3. 30 gennaio 2012 8:03 pm

    Ormai qualsiasi notizia, di omicidio o disastro umano, diventa telenovela. A quando l’ultima puntata?

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Trackbacks

  1. Alzatevi, entra la Corte… nei social network | Tutto Ciò Che Si Immagina è Reale……..

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