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Si può stare in sella 42 anni solo con il supporto della polizia e dei servizi segreti? 

Così hanno ripetuto, ma forse non era vero. Muhammar Gheddafi c’era riuscito perché al suo popolo non aveva dato solo repressione. Aveva dato alfabetizzazione e istruzione superiore, provvidenze sociali, sostegno economico e per la prima volta nella storia aveva portato la Libia sulla scena internazionale. Ne aveva fatto una nazione e l’aveva portata al primo posto nella classifica dello sviluppo umano in Africa.

Se non si ripristina la verità storica, non si potrà ricostruire un paese da quel calderone di veleni e violenza nel quale l’intervento iniziato con la sciagurata NO FLY ZONE  ha trasformato quelle regioni  Tripolitania, Cirenaica, Fezzan che per 42 anni abbiamo chiamato Libia.

Oggi i “blog Green” sono in festa perchè Bani Walid è stata riconquistata e vi sventolano bandiere verdi.
Vero e non vero: la battaglia c’è stata, i resistenti hanno riportato una vittoria, ma il motivo della sollevazione era del tutto tribale: l’arresto di uno  dei loro.
Esattamente come avvenne a Bengasi a metà febbraio 2011, ma certo l’Onu non si muoverà per Bani Walid.

Il significato vero di questo giorno,

che segue quelli delle dimissioni del mumero due del CNT, della sospensione di sei membri del Consiglio della città di Bengasi, delle dimissioni dell’ambasciatore libico in Italia, dell’impossibilità del capo del governo AlQeeb di firmare alcunché di  sostanziale nell’incontro con Mario Monti,  della menzogna subito sconfessata dalla ICC sull’autorizzazione a processare in Libia Saif al Islam, giorni che lasciano tanti morti sul terreno è

che l’Onu ha sbagliato sulla pelle dei libici.

e torna
dar dar beit beit
sciara sciara zenga zenga
ed è il refrain di una canzone

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