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Grecia: poco pane e tanta paura

10 febbraio 2012
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mcc43

in fondo,  le foto dell’indomabile Manolis Glezos

Si parla molto della Grecia per non parlare di noi e del timore di finire, se l’onnipotente  FMI lo decreta, con il cappello in mano a invocare un prestito. Perché i Bot sono in scadenza e si rischia finire falliti.

Dal quotidiano di Atene  ekathimerini

L’ora della verità è arrivata,  la Grecia deve ingoiare un boccone molto amaro. Non c’è altro modo di venirne fuori, la pressione esercitata dai creditori del paese  cresce, l’orologio sta ticchettando i minuti finali. Tattiche di latorie non ci possono portare da nessuna parte e cambierebbero  nulla in merito ai dati della situazione. Questo il punto: la Grecia non ha soldi e pendono i 130 miliardi di euro, se non di più, da tir fuori per avere qualche possibilità di sopravvivenza. Naturalmente questo è solo nel caso che si voglia rimanere nell’area dell’euro invece di diventare uno stato paria alla mercé di approfittatori. […] Non ci aspettavamo che questo accadesse così violentemente, così in fretta e in maniera ingiusta. Inadeguatezza politica, inettitudine abietta della pubblica amministrazione e negazione hanno peggiorato una situazione già pessima.

La crisi viene raccontata per numeri, ma sono le persone a viverla e, di come la vivono, si  racconta assai meno. Per non farci paura forse, ma “paura” è la parola più spesso ricorrente nello sfogo dei greci  nel “microfono aperto” di Radiopopolare, la sera del 9.

– Sì andiamo in piazza manifestiamo, ma questo non ci toglie la paura che ci immobilizza.

La cura FMI

– Dicono di accettare i tagli, ma è poi vero che mancano i soldi? Non ci hanno dato i libri gratuiti per la scuola. Non c’erano soldi per la carta! Allora hanno distribuito dei DVD. Sapete di chi è la ditta che li ha fatti? Del marito della ministra.
Hanno comperato delle lavagne elettroniche, ma non c’è il programma per farle funzionare. Ognuna è costata 2000 euro! I testi  in carta per gli scolari al Ministero costavano 80 centesimi. Quanti ne potevamo avere con una lavagna?

– I bambini non ricevono più i pasti a scuola e molti non mangiano a sufficienza nemmeno a casa. Non ci sono neanche i soldi per comperare le medicine…
– Ho paura di non farcela, dopo venti anni di lavoro adesso prendo 650 euro e ho una bambina  cui pensare.
– Le pensioni hanno subito tre tagli. Da una buona pensione da 2000 euro, siamo arrivati sotto i mille, così c’è anche una disoccupata in più: la donna che veniva a lavorare a casa nostra.
– Con la pensione io potevo aiutare i figli che sono rimasti senza lavoro adesso non riesco neanche più a vivere io. Ho paura per loro.

– A Salonicco metà del negozi sono chiusi, non ci sono più soldi.
– Quello che fa paura è che noi protestiamo, in piazza non siamo solo più noi di sinistra, ci sono tutte le correnti politiche anche i nazionalisti, ma il Governo non si sposta di un millimetro.  Una volta per molto meno cadeva un governo, adesso non dà neanche un feed-back.
– Abbiamo ottenuto solo un po’ meno durezza sulla nuova tassa collegata alla bolletta della luce. Sì, hanno messo una tassa che devi pagare insieme ai consumi della luce. Se non le paghi tutte e due ti vengono a chiudere il contatore. Poi ci sono stati dei ladri di una compagnia privata che si era offerta di pagare le bollette per non farci restare senza elettricità e riaverli indietro poco per volta, ma  sono spariti con i nostri soldi.
– Ci martellano con i giornali, ci fanno credere che la colpa è nostra, ci instillano la paura.

Qualcuno di colpe ai Greci ne fa davvero: “In Grecia l’evasione è molto più alta che in Italia”.
Brutta cosa, ma se non si capisce che le tasse si devono pagare, non sarà perché  è mancato qualcosa nel rapporto fra cittadini e politici? La fiducia, certo. O la motivazione a rendersi conto dell’interesse comune, oltre che il proprio, che nasce con l’esempio dall’alto. Magari anche con una scuola migliore per creare cittadini responsabili?
E c’è voglia di pagare le tasse se si è amministrati in modo inetto e corrotto?

Un ceto politico corrotto (a destra come a sinistra), rappresentante delle rendite, ma non dei cittadini, ha creato larghe clientele e ha permesso che crescesse a dismisura l’evasione fiscale con lo scopo di mantenere il potere. Questo ceto si è assicurato il consenso con le assunzioni clientelari e ha rifiutato ostinatamente (altra non casuale coincidenza con l’Italia) di introdurre un salario di cittadinanza. Un salario che esiste in tutta Europa e non sono in Danimarca (some sorprendentemente ci si ostina a credere) e che avrebbe reso le persone indipendenti dal clientelismo. 

Tra non molto, in aprile, dovrebbero esserci le elezioni. Un sondaggio rivela uno spostamento forte dell’elettorato. I socialisti del Pasok sono crollati all’8% a vantaggio degli alleati di governo, i conservatori di Nuova Democrazia che svettano al 31 %.
Crescono i partiti di sinistra: al 18%  i socialisti di Sinistra Democratica, al 12% i comunisti alla pari con un altro partito marxista; qualora si accordassero per una colazione e inglobassero il Pasok il cambiamento sarebbe grande.
Ma crescono anche  i reazionari ortodossi e un partito neonazista potrebbe superare lo sbarramento del 3% ed entrare in parlamento.

Imprevedibile il futuro governo e molti sacrifici devono ancora essere sopportati da una popolazione di disoccupati e di impoveriti. E’ davvero la risorsa migliore affidarsi ai tecnocrati?

Theo Angelopoulos  da :  “Il Manifesto del 25 maggio 2011.

Per la mia generazione che ha creduto di poter cambiare il mondo è difficile vivere il presente.
Abbiamo creduto di essere a cavallo sul tempo e poi constatiamo che l’utopia è finita. Malgrado che una vecchia credenza, una antica fede,  ci dice che piccole e grandi utopie ci sono state anche prima del mondo.
Noi abbiamo bisogno che gli artisti siano più forti degli economisti.
Gli economisti non sono così sensibili, gli artisti sono coscienti di quello che avviene. Non se ne esce con sistemi economici.


Ma lui, Artista, non ci sarà ad aiutare la Grecia: vittima di un incidente stradale,
la sera del 24 gennaio 2012, ha lasciato
questo pianeta che non conosce più utopie.

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vedere Aiuto, al lupo! La formula magica del potere

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Una domenica disperata
Aggiornamento 12 febbraio, ore 1


Quale grave alienazione può rendere le élites finanziarie certe di avere
il diritto di portare la gente alla disperazione?
Sarà inutile se, come da noi, si accuseranno facinorosi e black blok di quello che vedrete in questo video, perché il via alle violenze lo ha dato l’Europa,
una “unione” che non esiste

Aggiornamento ore 11

 Google news 

-VIOLENZE AD ATENE, CENTINAIA DI FERITI, 43 DEPUTATI ESPULSI

sotto:

-LE BORSE PREMIANO LA GRECIA 

AGGHIACCIANTE, PERCHE’ VERO. C’E’ IL MONDO DEI PROFITTI COMPLETAMENTE STACCATO DAL MONDO DI CARNE E SANGUE. 

+++

Ricerca immagini Grecia in Twitter e in Google, ecco due rappresentazioni 

La cronaca delal giornata dal Corriere della sera :    La piazza  vs Le banche

da La Torre di Babele articolo e foto

90 anni di limpida gioventù

solo il gas lo ha fermato

Quasi 90 anni e nessuna paura: Manolis Glezos è da sempre in prima linea. E così anche ieri è andato in piazza Syntagma per protestare contro l’ennesimo piano di rigore voluto. Fuori dal Parlamento centinaia di migliaia di greci. Non appena sono cominciati gli scontri, Glezos non è arretrato. È rimasto con i suoi connazionali fino a quando intossicato dai lacrimogeni è stato portato in ospedale. Scrittore, ex partigiano e politico, Glezos è diventato famoso nel 1941, quando riuscì a intrufolarsi sull’Acropoli e ammainare una bandiera nazista, mentre il Paese era ancora occupato. Da quel momento il suo impegno in politica è stato costante. Sempre presente nelle manifestazioni, anche negli ultimi anni. E poco importa se poi veniva colpito dalla polizia. Così è stato anche ieri. «Adesso basta», ha spiegato. «Non hanno idea di cosa significhi un’insurrezione del popolo greco. E i greci, al di là dell’ideologia, si stanno ribellando». Eccolo che resiste ai poliziotti che potrebbero essere tutti suoi pronipoti, ma che a stento riescono a bloccarlo.

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da: agenzia Asca

“Per il prossimo 29 febbraio, vigilia del summit Ue, la Confederazione dei sindacati europei ha proclamato ua giornata di mobilitazione in tutta l’Unione europea sotto lo slogan: ”Enough is enough (quando e’ tropppo, e’ troppo)”. ”La Grecia e’ diventata un mix incendiario di collasso economico, corruzione politica, malcontento sociale e sofferenze umane”

da Reuters

ATENE/BRUXELLES (Reuters) – L’Europa ha dato alla Grecia fino a mercoledì per convincere gli scettici creditori internazionali che rispetterà i punitivi termini di un piano di salvataggio multimiliardario, sostenuto ieri dal parlamento mentre manifestanti mettevano a ferro e fuoco Atene.

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