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Chi attendeva l’intervento di Dio nella storia, come nei tempi andati secondo la Bibbia, o il coinvolgimento degli dei olimpici nelle vicende umane, come raccontano i miti,  ha di che essere deluso. Ad intervenire in nome della divinità negli ultimi decenni sono solo degli autopromossi  spokesperson. 

Parlano in suo nome i terroristi islamici. Similmente aveva parlato  il cristiano rinato (dall’alcoolismo) George Bush,a conferma che ognuno ha i nemici che si merita. Quello che ha inserito nella “storia”  il rinato Bush jr.  sono semi di teocrazia interrati nel prato della Casa Bianca.

Con la ripetitività che contraddistingue la comunicazione di oggi, all’espressione teocrazia segue irresistibilmente “Iran”  un paese che ha, perlomeno, due circostanze a discarico. Non nasconde di essere, appunto,  una teocrazia  e  gli ayatollah non scatenano guerre in nome del “Principale” che, evidentemente, esige solo che difendano il paese dalle aggressioni.

Bisognerà cominciare, invece, ad abituarsi ad aggiungere  gli Stati Uniti alla lista delle teocrazie. Sono maturi per il gran passo, stando al dibattito elettorale.

Fra i candidati repubblicani alla nomination  attualmente sono in testa
due spokesperson di Dio con pedigree 

Rick Santorum&Mitt Romney

Mitt Romney

Ministro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ,  lunga definizione che si riassume in “mormonismo” . Una forma religiosa piuttosto recente (1842) fortemente scismatica, insediata nello Utah,  grandemente attiva nel business. Anche molto chiacchierata per la poligamia (un concetto tanto avversato quanto vago) ma la critica dovrebbe essere assai più radicale,  dal momento che il ruolo ufficialmente riconosciuto alla donna è  “quello di curarsi dei figli di Dio sulla terra.”,  millenario trucco per escluderla da ogni ruolo decisionale.  Avendo voglia di essere veramente radicali, si deve ammettere che l’uomo non sta meglio: gli viene “consigliato” di non leggere nulla che non sia promotore della fede e ci si aspetta che ubbidisca, senza porre domande, all’autorità dei ministri del suo culto, qualunque cosa dicano di fare; attenendosi a queste, ed altre regole, potrà ottenere l’investitura a mormone, senza che gli venga detto in anticipo cosa avverrà nella cerimonia nel tempio. Poiché il mormonismo si stacca basilarmente dal cristianesimo sul dogma della Trinità, non c’è da supporre un rapporto di simpatia con il mondo cristiano in generale, dovesse Mr. Romney accedere alla Casa Bianca (al momento è al 32% del gradimento fra i repubblicani)

Rick Santorum

E’, dicono, il candidato che fa sognare il Vaticano, per le sue posizioni perfettamente consonanti su alcuni temi cardine delle gerarchie cattoliche.
Il cognome è già un programma, ma non ne è responsabile. Né lo è di come è stato trasformato il suo cognome in vocabolo che è sfregio e vendetta. Anche gli attivisti per i diritti possono scendere molto in basso. E’ responsabile, invece, Rick,  delle strampalate  argomentazioni con le quali attacca il presidente Barak Obama

“Non si tratta lei, della qualità della sua vita, non si tratta del suo lavoro,  si tratta dei suoi ideali fasulli (phony), di una falsa teologia, non una teologia basata sulla Bibbia, nemmeno una teologia.Il Presidente degli Stati Uniti sta mettendo in atto i suoi valori e strombazzando che sono   valori della Chiesa. Non volete chiamarla teologia, allora fatemi capire come volete chiamarla.
Non stavo suggerendo che il Presidente non è un cristiano. Accetto il fatto che il Presidente è un cristiano. Ho detto ripetutamente che non metto in dubbio la fede del Presidente. 
Ho detto più volte che credo che il Presidente è un cristiano,  lui dice che lo è, ma mi riferisco a sua visione del mondo e il modo in cui affronta i problemi di questo paese e penso che sono diversi da come li affronta  la maggior parte persone in America.”

Argomentazioni ineccepibili se Obama volesse accedere al sacerdozio, ma in quanto Presidente degli Usa non sarebbe proprio della “qualità del lavoro presidenziale” che Santorum dovrebbe parlare? (al momento Santorum è al 36% del gradimento fra i repubblicani)

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Sembra proprio che gli Stati Uniti stiano rischiando la rielezione di Obama per manifesta inconsistenza degli sfidanti.
Ma qual’è la nazione che li bacchetta su questa intromissione delle religioni nella politica? Da non credersi! Israele! 

Dal Jerusalem Post:
Gli  Stati Uniti sono un paese “imbevuto di religione”.
Su questo sono in testa alle democrazie occidentali, compresa Israele.  

Senza avversari, in casa democratica Obama è all’83% di consensi, ma la stessa percentuale ha fra gli elettori afroamericani, che sono quindi lo zoccolo duro del consenso. Mentre su scala nazionale il “job approval” è di nuovo sceso oggi di due punti e si assesta al 44%. Paurosamente in bilico, secondo le statistiche.

Forse per convincere tutti, vista l’aria che tira in America, gli basterebbe
dichiararsi…  di fede sincretica.

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