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SIRIA: la spudorata arroganza dei suoi “amici” warmonger

24 febbraio 2012

mcc43

Fox news
Stati Uniti, Europa, Paesi Arabi sono riuniti venerdì 24  febbraio per definire un ultimatum di 72 ore al Presidente Assad perché si faccia da parte per permettere l’assistenza umanitaria e mettere fine alle violenze contro gli oppositori. La bozza di dichiarazione finale della conferenza afferma anche che il Consiglio nazionale siriano, un ombrello delle organizzazioni di opposizione, è riconosciuto come “rappresentante legittimo dei siriani” e promette un supporto aggiuntivo “pratico” per i gruppi di opposizione.

LaPresse/AP
– Circa 200 manifestanti hanno provato a prendere d’assalto l’hotel di Tunisi dove è in corso la riunione del gruppo internazionale ‘Amici della Siria’. La protesta ha costretto il segretario di Stato Hillary Cliton a tornare al suo hotel, ritardando l’arrivo al summit. I dimostranti, che sventolavano bandiere siriane e tunisine, si sono scontrati con la polizia e hanno mostrato cartelli contro la Clinton e il presidente Usa Barack Obama. La polizia, armata di manganelli, ha impedito alla folla di entrare nella struttura.

Fa specie leggere che i poliziotti di uno stato fresco di “democrazia” come la Tunisia hanno manganellato il popolo per proteggere gli alti papaveri stranieri capitanati da Ms “we came, we saw, he died”. 

Ma chi è questo “ombrello” chiamato CNS di cui parla Foxnews?  E’ una stecca dell’ombrello più grande (che i convenuti alla conferenza fingono non esista) e sta a lato di  un’altra stecca: l’esercito di liberazione siriano formato da militari disertori e da bande di tagliagole mercenari (vedere Confine Siria-Libano e la stoltezza occidentale).
L’altra stecca importante dell’ombrello si chiama CCN, comitato coordinamento nazionale.
Che cosa differenzia  CNS e CCN, che in gennaio avevano cercato di stringere un patto?Il CNS vuole l’intervento militare straniero, il CCN non lo vuole. [qui un appofondimento sulle opposizioni da sirialibano.com]

E’ un bel discrimine, la cui portata si comprende ancora meglio se si aggiunge che il CNS è stato plasmato dal “demiurgo Occidente”, come il CNT libico e, infatti, i due Consigli si sono reciprocamente riconosciuti per primi quali rappresentanti dell’intero popolo delle due nazioni.

Che gioco sta giocando il CNS che si riunisce in Tunisia autonomamente con i fornitori di armi, di piani geostrategici e di petrodollari?

Ancora una volta il ruolo eversivo è giocato dalle diaspore: il CNS è presieduto da Burhan Ghalioun, docente di sociologia (incredibile!) alla Sorbona, da più di trent’anni a Parigi.

I sofismi che hanno fatto finire in niente l’incontro di gennaio nascondono la sostanza: nessuno volle mollare la fetta più grossa di potere in vista del post-Assad. Ma il governo di Assad non è ancora caduto e TRE notizie sono al momento a suo favore e spiegano la fretta della raffazzonata e predatoria riunione in corso in Tunisia.

UNO- Referendum costituzionale: il 26 febbraio è la data della consultazione sul progetto di una nuova Costituzione nel Paese voluta da Assad. La parte qualificante è la fine del partito unico Baath, cioè il passaggio da totalitarismo a libertà democratica, perché elimina dalla Costituzione del 1973 l’articolo 8 «il partito Baath dirige lo Stato e la società». Il mainstream (esattamente come al tempo delle offerte di Gheddafi al CNT) ha definito la decisione di Assad una farsa. Nel mainstream i “giornalisti” sono rari, a scrivere sono soprattutto dei compilatori di opinioni in linea con lo schieramento dell’editore, che a sua volta è schierato politicamente.

Corriere della SeraSiria, il regime spara sui giornalisti.
Questo è troppo, il regime deve andarsene. Rendiamo omaggio ai due giornalisti assassinati.
“”Nicolas Sarkozy, presidente francese . Uccisi una reporter americana e un fotografo francese. «Assad se ne vada» Obiettivo Il centro stampa funzionava da mesi. L’ accusa ai soldati: «Colpito di proposito».””

***

La reporter Marie Colvin aveva dichiarato in occasione di un premio “ È sempre stato un mestiere difficile, ma la necessità di reportage obiettivi dal fronte non è mai stata forte come oggi.  Però, Marie  entrando in Siria clandestinamente era forzatamente costretta a restare nelle zone controllate dai ribelli e a documentare solo “quanto quando dove”  era da questi consentito. E il mainstream avrebbe pubblicato,  come si capirà dalla notizia numero  DUE . [qui un articolo di Franklin Lamb in ricordo di Marie, e il racconto di come era entrata in Siria]
Penso al nostro Enzo Baldoni, rapito e ucciso in Iraq, definito “pirlacchione” dal quotidiano Libero e presto dimenticato. Perché era freelance e non inviato di una testata importante,  Sunday Time e Vogue come Marie?  O perché  dichiaratamente pacifista?
Non fu un eroe per i media. Lo divenne invece il contractor Fabrizio Quattrocchi.
Morti anche  il reporter francese Remi Ochilk e il siriano Rami al Said, un video blogger, ma di loro si parla meno… [Sui deliri da redazione,  questo post: Ma la redazione del Giornale sa cosa scrive?   del blog 4realinf’s]

DUE- la notizia più importante è censurata dal mainstream: la pubblicazione della relazione finale della commissione della Lega Araba che ha accertato la situazione sul campo, elencando tutte le difficoltà incontrate. Il testo è nel sito di Peacelink  (ringrazio 4realinf’s per la segnalazione)

E’ una missione che si voleva far fallire, lo dichiara la relazione nelle sue  conclusioni:
78. Utenti Arabi e stranieri di alcune organizzazioni di informazione hanno messo in dubbio la credibilità della Missione, perché codeste organizzazioni usano i media per distorcere i fatti. Sarà difficile risolvere tale problema, a meno di ottenere il supporto dei politici e della stampa a favore della Missione del suo mandato. È naturale che avvengano degli incidenti durante lo svolgimento delle sue attività, perché questa è la norma in situazioni simili.

Mohammed Ahmed Mustafa al-Dabi

Alcune delle sue constatazioni sul campo:

26. A Dera’a e Homs, la Missione ha visto gruppi armati commettere atti di violenza contro le forze governative, causando morti e feriti nelle loro file. In certe situazioni, le forze governative hanno risposto agli attacchi condotti con forza contro di loro. Gli osservatori hanno notato che alcuni dei gruppi armati stavano usando razzi e proiettili perforanti.

27. A Homs, Hama e Idlib, le missioni degli osservatori hanno assistito ad atti di violenza commessi contro Forze governative e civili, che hanno causato diversi morti e feriti. Esempi di tali atti includono il bombardamento di un autobus di civili, che ha  ucciso otto persone e ferito altri, tra cui donne e bambini, e il bombardamento di un treno che trasportava gasolio. In un altro incidente a Homs, un autobus della polizia è stato fatto saltare in aria, uccidendo due ufficiali di polizia. Sono stati bombardati anche una conduttura di carburante e alcuni piccoli ponti.

40. Veicoli blindati (truppe militari) sono presenti in alcune barriere. Una di queste barriere si trova a Homs e anche a Madaya, Zabadani e Rif Damascus. La presenza di questi veicoli è stata riferita e di conseguenza sono stati ritirati da Homs. E’ stato confermato che i residenti di Zabadani e Madaya hanno raggiunto un accordo bilaterale con il governo in modo che direzioni la rimozione di tali barriere e veicoli.

Si conferma il riconoscimento da parte del governo siriano delle organizzazioni internazionali e arabe dei media e che a tali organizzazioni è permesso di muoversi liberamente ovunque in Siria

66. La Missione ha avuto delle difficoltà nell’assumere autisti perché i gruppi di opposizione non consentivano ad autisti locali di accedere alle loro aree, ritenendoli infiltrati dei servizi di sicurezza, il che obbliga gli osservatori a guidare essi stessi i veicoli.

71. La Missione ha appurato l’esistenza di un’entità armata, non menzionata nel Protocollo [che indicava sia i compiti che gli attori sul campo da monitorare]. Tale sviluppo sul campo può senz’altro essere attribuito all’eccessivo uso della forza a cui è ricorso il governo siriano in risposta alle proteste avvenute prima dell’intervento della Missione per ottenere la caduta del regime. In alcune zone, questa entità armata ha reagito attaccando sia le forze di sicurezza siriane che i cittadini, facendo sì che il Governo rispondesse con maggiore violenza. In ultima analisi, i cittadini innocenti pagano queste azioni con la vita o le menomazioni.

73. La Missione ha preso atto che il Governo ha cercato di aiutarla nello svolgimento del suo mandato, rimuovendo tutti i possibili ostacoli incontrati nel suo cammino. Il Governo ha altresì facilitato gli incontri tra le differenti fazioni. Non si è ostacolata la missione nell’effettuare interviste di cittadini siriani, sia dell’opposizione che quelli favorevoli al Governo.

Viene descritta una guerra non la repressione di un governo su cittadini inermi. E  cittadini che non vogliono interventi stranieri, quegli interventi per cui si sbracciano i siriani del CNS all’estero.
Le conseguenze di un più massiccio supporto “pratico” agli insorti del CSN e dell’esercito “libero” sono descritte in questo post “Armare l’opposizione siriana può portare a una sanguinosa guerra civile”  del blog Gilguysparks

TRE Molto sottolineata, invece, questa mossa di Ban ki Moon: Kofi Annan, ex Segretario generale,  è il nuovo inviato dell’ONU in Siria con l’incarico di trovare  una soluzione pacifica della crisi.

“Sono onorato di accettare il ruolo di Inviato speciale aggiunto, umile per la fiducia riposta in me” – ha detto Annan in una dichiarazione rilasciata dalla sede europea delle Nazioni Unite a Ginevra – Mi aspetto piena collaborazione di tutte le parti interessate e  sforzi risoluti da parte delle Nazioni Unite e della Lega Araba per contribuire a porre fine alla violenza e alle violazioni dei diritti umani e promuovere una soluzione pacifica la crisi siriana “.

Dopo essere stato segretario dell’Onu  Annan è , abbastanza silenziosamente,  diventato  presidente dell’AGRA, un ente che ha  l’impudenza di definirsi alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa.


L’AGRA  “è” davvero un’alleanza, ma con la fondazione Rockefeller e quando Annan ha assunto il ruolo di Presidente ha ringraziato, nel  discorso d’insediamento al Forum economico mondiale di Città del Capo nel giugno 2007,

Accetto con gratitudine questa sfida e ringrazio la fondazione Rockefeller, la fondazione Bill & Melinda Gates, e tutti coloro che sostengono la nostra campagna per l’Africa“.

Da notare che fra gli eccellenti collaboratori di AGRA non manca la Monsanto.
E’ a questo politico buono per ogni ruolo di facciata, immanicato con le major americane che calano sui paesi in via di sviluppo come rapaci sulla preda, che si deve affidare il compito di mediare fra le parti in conflitto in Siria?
A Kofi Annan che era segretario Onu nel 2003 e come un’anguilla si contorceva fra “la guerra è l’ultima risorsa” e “se il rapporto degli ispettori Onu certifica che l’Iraq non ha disarmato, il Consiglio di sicurezza «deve far fronte alle proprie responsabilità», sapendo benissimo che le armi di distruzione di massa di Saddam esistevano solo nella mente danneggiata dall’etilismo di George Bush?

Ci sono molti modi di essere “warmonger”, guerrafondai, alcuni del tutto insospettabili.


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aggiornamento h.18
TUNIS, Tunisia – Secretary of State Hillary Rodham Clinton said today the Syrian regime will have “more blood on its hands” if it doesn’t immediately comply with cease-fire demands being issued by a group of 70 Western and Arab nations.

….già sentito da Obama prima che si scatenasse l’inferno di fuoco sulla Libia, Hilary. Sei una donna realizzata, brava a fallire quanto può esserlo un uomo-fantoccio

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