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Piccole vittime della follia delle guerre

27 marzo 2012

mcc43

Nel post Anche la brava gente sa come sfruttare i bambini , scritto durante uno degli ultimi poderosi attacchi di Israele sulla striscia di  Gaza,  avevo riferito di un caso di cattiva informazione. Da un tweet era stata diffusa, e rilanciata in vari sti, l’immagine di una bimba definita vittima dei bombardamenti in corso. 
In realtà la foto era del 2006 – questo è assodato –  e l’IDF, esercito israeliano aveva prontamente smentito, citando un errata corrige di Reuters che in un primo tempo l’aveva dichiarata vittima di un attacco israeliano e poi smentito. La piccola era  morta a causa di un incidente, caduta dall’altalena.
Capitolo chiuso, pensavo, invece no e gli sviluppi inducono a un paio di riflessioni.

Dall’agenzia notizie Ma’an

“Il gruppo B’Tselem riportava che la piccola Raja “era caduta dall’altalena picchiando , mortalmente, la testa  perché un missile lanciato dall’IDF era caduto a 100 metri da casa sua. Recenti indagini hanno confermato il fatto, ha dichiarato domenica (25 marzo) un responsabile di B’Tselem.
“Sebbene l’esercito israeliano non abbia mirato direttamente alla piccola, lanciando l’attacco su un’area densamente popolata ne ha causato la morte, oltre a ferire altri tre civili e  danneggiare le case della zona” ha aggiunto.
Il padre di Raja ha avuto ora un altro motivo di dispiacere.  “Riportare di nuovo alla luce di nuovo la foto della mia bambina sei anni dopo la sua morte mi causa ancogoscia e dolore” dice Salam Abu Shaban all’agenzia Ma’an. Abu Shaban, che ancora spera di ottenre giustizia per la morte della bambina dal Tribunale di Israele, ritiene che l’errore commesso da Badawi [l’autore del tweet con la foto della bimba] è stato un errore involontario. “Ma che i supporter di Israele usino questo errore contro di lei mi rende furioso” ha aggiunto.

La prima riflessione è che le statistiche delle vittime sono sempre al di sotto della realtà.
Si contano le persone centrate direttamente, morte o ferite e mutilate, non  sappiamo mai di coloro che possono essere morti  per infarto o per una fuga maldestra in preda al panico.
In questo l’errore di Badawi  alla fine ha avuto l’effetto di aumentare la consapevolezza dell’orrore di questo conflitto. Un esercito potentissimo che scarica bombe su un territorio dove la densità di popolazione è di circa 6000 persone per km. quadrato (ved. post Piombo fuso e veleni a gocce: vita da palestinesi sotto imperio israeliano) .  Una nazione che occupa territori non suoi e continua ad espandersi rendendo impossibile la vita dei contadini palestinesi (ved. post Prima demolizione ) e  che distrugge case,  perfettamente sapendo che, con il suo assedio di Gaza, non permette che nella striscia entri  materiale edilizio per ricostruire.

Seconda, non nuova, riflessione: facile ingannarsi con le immagini diffuse in rete. Anche incolpevolmente, possono essere usate in modo menzognero.

Bombardavano la Libia l’anno scorso,  e avevo trovato in un articolo questa foto straziante. Un piccolo corpo steso fra le macerie che avevo inserito in un mio post, cancellando l’immagine poche ore perché,  grazie a una opportuna coincidenza, l’avevo  ritrovata come illustrazione di un articolo  di qualche anno prima su  uno dei bombardamenti israeliani su  Gaza. In seguito trovata  ancora in articoli riguardanti altre tragedie.

Chi era questa piccola vittima? Quale catastrofe l’ha annientata, quale missile ha centrato la sua casa uccidendola? Per me ormai è LA VITTIMA, la creatura incolpevole sulla quale ricadono le nostre colpe.

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