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Africa: Vita da mercenario

3 aprile 2012
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vedere anche:
I Mercenari: lo status, l’ ingaggio, le azioni

Mercenario era una qualifica  dispregiativa quando gli eserciti erano formati da militari di leva e ufficiali di carriera. Questi ultimi prendevano le armi per la patria, i mercenari per chiunque li pagasse.
La distinzione e il demerito sono  diventati meno netti da quando molti eserciti nazionali impiegano “volontari” lautamente retribuiti per intervenire militarmente in altri paesi. 

SAS in azione

Mercenario è oggi una categoria professionale impiegata per operazioni che richiedono grande esperienza in  azioni come lo  scontro diretto, l’assassinio, il rapimento, il sabotaggio, la formazione e l’addestramento di milizie, l’uso di armi sosfisticate. In breve: tutte le attività preparatorie dei golpe. Professionisti della guerra, spesso formatisi nei corpi speciali degli eserciti (come la SAS inglese), sono delle élite più affini agli agenti segreti che ai semplici contractor, difficilmente si fanno catturare, molto raramente rilasciano interviste.
Una tale professionalità esige alti compensi che solo governi o corporate major (ved. Think tank batte un colpo e cade un governo) possono permettersi, equiparati ad investimenti lucrosi grazie ai  governi che essi provvederanno ad instaurare.
Ragioni pratiche che traggono “legittimità” dalla concezione stessa della guerra nelle società moderne.

Nel 1961, sotto l’amministrazione Kennedy, un think tank al quale parteciparono anche esperti del gruppo  Bilderberg  produsse un documento

(che non restò segreto e dovette essere sconfessato) conosciuto come REPORT FROM IRON MOUNTAIN CBC0Ed01 dedicato ad esaminare il “problema della pace”. La conclusione fu che la guerra, con  le sue secondarie possibilità di conflitto, è necessaria e desiderabile – almeno fino a quando non si saprà come sostituirla. Essa  è la base del sistema sociale e lo stabilizzatore economico della società moderna.
In pratica: per stare in piedi un governo deve avere nel suo orizzonte politico-economico la creazione di pretesti perchè continuino ad esserci guerre.
Vita dura quella del pacifista…

Blackwaters in Iraq

Fra le principali compagnie di  mercenari, elegantemente definite “eserciti privati”,  spicca l’americana Blackwater  di recente impiegata in Libia e attiva anche in Siria . La sua più grande impresa fu  in Iraq, dove si distinse per la brutalità e, come ritorsione, ebbe anche i suoi “martiri” trucidati e fatti oggetto di scempio.
Abitualmente gli operativi e le missioni per i governi  sono coperti dal segreto, ma l’organizzazione pubblicizza se stessa e in qualche caso, quando l’operazione ha crismi di legalità – per esempio la lotta al terrorismo –  i governi  ne  dichiarano apertamente l’impiego. Come gli Usa nel caso dell’Africom (dichiarazione del 2009) perchè, sebbene attivi per ogni governo e in ogni parte del mondo, è l’Africa il maggior campo d’azione dei mercenari.

§§§

Chi è un mercenario, come lo diventa e come vive?

Jacob Ejersbo, il grande scrittore danese prematuramente scomparso, nel romanzo Esilio, con cui esordisce la Trilogia dedicata alla Tanzania, suo paese d’adozione, descrive la vita di un mercenario attraverso gli occhi della figlia adolescente. Come la sorella maggiore,  Samantha ha imparato fin da piccola a non fare domande sul suo lavoro, le assenze, i misteriosi ospiti che transitano nella casa; e a non cercare spiegazioni per le liti fra i genitori e l’alcolismo di entrambi.
Una doppia vita, quella del padre-mercenario, che sfrutta l’ambito privato come copertura di attività cospirative in vari paesi africani.
Una vacanza alle Seychelles con le figlie è l’aspetto pubblico di un’altra attività, come si comprende da questo dialogo delle figlie con Frans, un amico
.

Papà è sparito quando ci siamo alzati, con la sua borsa, il binocolo e la macchina fotografica nell’automobile che ha noleggiato.
“Esco a osservare gli uccelli ha detto” quando Frans gli ha chiesto dove andava. Alison sospira e si mette a ridere.
“In realtà non è uscito per osservare gli uccelli” dice.
“E che fa allora? chiede Frans.
“Prepara un colpo di stato contro il governo”
“Un colpo di stato? Contro quale Governo?”
“Il governo di qui, le Seychelles. Per un gruppo di oppositori che vive in esilio a .. Londra mi pare” risponde Alison
Frans appare disorientato.
“Sta facendo un giro di perlustrazione: traccia cartine, scatta foto, calcola i tempi. Così lui e i suoi uomini possono prendere il controllo dei punti chiave dell’isola: corrente elettrica e acqua, comunicazione, porto e aeroporto.
[…]
“Ma lui è…” comincia Frans.
“Un mercenario” completo io la frase.
“Sì, lui è un ex-ufficiale del SAS: lo Special Air Service, le forze speciali britanniche. E’ stato buttato fuori nel 1969 perché aveva utilizzato un lungo permesso per andare in Nigeria a combattere per il Biafra nel 4° Commando di Brigate durante la guerra civile.”

“Quindi si limita ad aspettare il prossimo incarico?” Chiede Frans.
“No” spiega Alison “ L’ultimo anno ha fatto perlopiù addestramento al corpo di guardia delle miniere del Katanga, consulente militare e roba del genere. E poi ha anche un paio di attività in Tanzania.“
Papà non torna. Non c’è nemmeno il mattino dopo.
[…]
Papà è seduto in aereo e cerca di sembrare un civile: camicia azzurra e calzoni con la piega.
In realtà lui cosa pensa di essere? Ex soldato del Sas, adesso mercenario, uomo d’affari e capofamiglia. Una canaglia con un cuore?
E’ sempre in piedi alle cinque del mattino “per tirar fuori qualcosa dalla giornata” come è solito dire. Non è un problema perché la sera comincia con un sundowner prima delle sei e alle dieci ha bevuto così tanto che è cotto. Avanti, avanti.
Pensa mai a qualcos’altro che non abbia a che fare con i suoi affari?
Io non voglio diventare così. Tutto quello che fa nella sua vita è sbagliato, non ne esce niente di buono.

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9 commenti leave one →
  1. 20 aprile 2012 8:38 pm

    Vita da cani per un sacco di soldi ma se da giovane sei stato addestrato a essere una macchina da guerra non è mica tantto facile riciclarti. Conosco un paio di contractors, gente meno tosta, uno è ex parà, l’altro solo un patito delle armi, se la devono vedere con i ladri, proteggono dei trasporti in un paese dove avere due paia di scarpe è già essere benestanti.
    Yuri

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  2. 19 ottobre 2012 2:13 am

    http://diventaremercenari.wordpress.com/
    Segnalo questo interessante blog,
    S.

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  3. 17 dicembre 2012 5:50 am

    I seriously appreciated this information on the continent of Africa and I’m often looking for fresh ideas similar to these. I wish to discover more from your blog and look ahead to discovering alot more about the continent of Africa.

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  4. Adelmanno permalink
    10 ottobre 2013 4:05 pm

    Nessuno, tuttavia, ricorda l’origine della maggior parte dei mercenari bianchi operanti in Africa: sto parlando di quelle schiere di studenti bianchi sudafricani che, all’indomani della proclamazione dell’Affirmative Action, si sono visti vietare l’ingresso all’Università, la cancellazione della carriera e degli esami sostenuti, si sono visti tolto definitivamente il diritto ad accedere alla sanità che i loro padri hanno creato nel migliore dei modi (la sanità del Sudafrica, prima della caduta dell’Apartheid, era completamente gratuita ed estesa a tutti i cittadini, bianchi e neri), si sono visti il padre assassinato e la madre prima assassinata e poi violentata da gruppi di neri imbestialiti… E perché, poi, non parlare dei contadini bianchi, degli operai bianchi, di quei bianchi poveri che sono rimasti senza un lavoro perché espropriati dei piccoli campetti e dello stesso contratto a favore di neri: senza un soldo e senza diritti civili si sono dati al mercenariato.

    Non ultimi, i militari di professione dell’esercito sudafricano: un esercito quasi totalmente formato da bianchi e la più disciplinata macchina bellica del continente nero.

    Ma nessuno ricorda di questo scempio…. perché è più facile dare ragione al politicamente corretto…

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    • 10 ottobre 2013 9:55 pm

      Ringrazio sinceramente per questo commento che porta una visione completamente nuova. In questo blog il “politically correct” come è comunemente inteso non ha alcuno spazio. Io sono schierata apertamente contro tutto ciò che è imposizione, violenza,sfruttamento di pochi contro una comunità, o una singola persona, ma mi auguro di aver sempre saputo evitare il fanatismo e la manipolazione dei fatti.
      Come lei avrà notato nel post dichiaro la mia avversità alle guerre, ma il brano del romanzo di Jacob Ejersbo che ho riportato mostra la vita non certo facile dei mercenari. Sono le situazioni a forgiare i comportamenti, come ben si vede anche dal suo commento.

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    • Marc permalink
      19 gennaio 2014 2:29 am

      Concordo con Adelmanno e Coby, avevo letto questo articolo che parla dei freelance fighter in Africa, e tra questi in South Africa
      http://thefoundationoflife.blogspot.it/2009/10/mercenaries-in-africas-conflicts.html

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  5. Coby permalink
    21 dicembre 2013 9:47 pm

    Appoggio Adelmanno. In tutto.
    Stavo per scrivere anche io un commento sul sud africa e i bianchi mercenari.
    Ricordo a tutti che iil sudafrica è una pentola che bolle molto piu dixaltre nazioni in quanto ci sono interessi e diritti di troppi messi su un fuoco a fiamma bassa

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