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I Mercenari: lo status, l’ ingaggio, le azioni

Mercenario era una qualifica  dispregiativa quando gli eserciti erano formati da militari di leva e ufficiali di carriera. Questi ultimi prendevano le armi per la patria, i mercenari per chiunque li pagasse.
La distinzione e il demerito sono  diventati meno netti da quando molti eserciti nazionali impiegano “volontari” lautamente retribuiti per intervenire militarmente in altri paesi. 

SAS in azione

Mercenario è oggi una categoria professionale impiegata per operazioni che richiedono grande esperienza in  azioni come lo  scontro diretto, l’assassinio, il rapimento, il sabotaggio, la formazione e l’addestramento di milizie, l’uso di armi sosfisticate. In breve: tutte le attività preparatorie dei golpe. Professionisti della guerra, spesso formatisi nei corpi speciali degli eserciti (come la SAS inglese), sono delle élite più affini agli agenti segreti che ai semplici contractor, difficilmente si fanno catturare, molto raramente rilasciano interviste.
Una tale professionalità esige alti compensi che solo governi o corporate major (ved. Think tank batte un colpo e cade un governo) possono permettersi, equiparati ad investimenti lucrosi grazie ai  governi che essi provvederanno ad instaurare.
Ragioni pratiche che traggono “legittimità” dalla concezione stessa della guerra nelle società moderne.

Nel 1961, sotto l’amministrazione Kennedy, un think tank al quale parteciparono anche esperti del gruppo  Bilderberg  produsse un documento

(che non restò segreto e dovette essere sconfessato) conosciuto come REPORT FROM IRON MOUNTAIN CBC0Ed01 dedicato ad esaminare il “problema della pace”. La conclusione fu che la guerra, con  le sue secondarie possibilità di conflitto, è necessaria e desiderabile – almeno fino a quando non si saprà come sostituirla. Essa  è la base del sistema sociale e lo stabilizzatore economico della società moderna.
In pratica: per stare in piedi un governo deve avere nel suo orizzonte politico-economico la creazione di pretesti perchè continuino ad esserci guerre.
Vita dura quella del pacifista…

Blackwaters in Iraq

Fra le principali compagnie di  mercenari, elegantemente definite “eserciti privati”,  spicca l’americana Blackwater  di recente impiegata in Libia e attiva anche in Siria . La sua più grande impresa fu  in Iraq, dove si distinse per la brutalità e, come ritorsione, ebbe anche i suoi “martiri” trucidati e fatti oggetto di scempio.
Abitualmente gli operativi e le missioni per i governi  sono coperti dal segreto, ma l’organizzazione pubblicizza se stessa e in qualche caso, quando l’operazione ha crismi di legalità – per esempio la lotta al terrorismo –  i governi  ne  dichiarano apertamente l’impiego. Come gli Usa nel caso dell’Africom (dichiarazione del 2009) perchè, sebbene attivi per ogni governo e in ogni parte del mondo, è l’Africa il maggior campo d’azione dei mercenari.

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Chi è un mercenario, come lo diventa e come vive?

Jacob Ejersbo, il grande scrittore danese prematuramente scomparso, nel romanzo Esilio, con cui esordisce la Trilogia dedicata alla Tanzania, suo paese d’adozione, descrive la vita di un mercenario attraverso gli occhi della figlia adolescente. Come la sorella maggiore,  Samantha ha imparato fin da piccola a non fare domande sul suo lavoro, le assenze, i misteriosi ospiti che transitano nella casa; e a non cercare spiegazioni per le liti fra i genitori e l’alcolismo di entrambi.
Una doppia vita, quella del padre-mercenario, che sfrutta l’ambito privato come copertura di attività cospirative in vari paesi africani.
Una vacanza alle Seychelles con le figlie è l’aspetto pubblico di un’altra attività, come si comprende da questo dialogo delle figlie con Frans, un amico
.

Papà è sparito quando ci siamo alzati, con la sua borsa, il binocolo e la macchina fotografica nell’automobile che ha noleggiato.
“Esco a osservare gli uccelli ha detto” quando Frans gli ha chiesto dove andava. Alison sospira e si mette a ridere.
“In realtà non è uscito per osservare gli uccelli” dice.
“E che fa allora? chiede Frans.
“Prepara un colpo di stato contro il governo”
“Un colpo di stato? Contro quale Governo?”
“Il governo di qui, le Seychelles. Per un gruppo di oppositori che vive in esilio a .. Londra mi pare” risponde Alison
Frans appare disorientato.
“Sta facendo un giro di perlustrazione: traccia cartine, scatta foto, calcola i tempi. Così lui e i suoi uomini possono prendere il controllo dei punti chiave dell’isola: corrente elettrica e acqua, comunicazione, porto e aeroporto.
[…]
“Ma lui è…” comincia Frans.
“Un mercenario” completo io la frase.
“Sì, lui è un ex-ufficiale del SAS: lo Special Air Service, le forze speciali britanniche. E’ stato buttato fuori nel 1969 perché aveva utilizzato un lungo permesso per andare in Nigeria a combattere per il Biafra nel 4° Commando di Brigate durante la guerra civile.”

“Quindi si limita ad aspettare il prossimo incarico?” Chiede Frans.
“No” spiega Alison “ L’ultimo anno ha fatto perlopiù addestramento al corpo di guardia delle miniere del Katanga, consulente militare e roba del genere. E poi ha anche un paio di attività in Tanzania.“
Papà non torna. Non c’è nemmeno il mattino dopo.
[…]
Papà è seduto in aereo e cerca di sembrare un civile: camicia azzurra e calzoni con la piega.
In realtà lui cosa pensa di essere? Ex soldato del Sas, adesso mercenario, uomo d’affari e capofamiglia. Una canaglia con un cuore?
E’ sempre in piedi alle cinque del mattino “per tirar fuori qualcosa dalla giornata” come è solito dire. Non è un problema perché la sera comincia con un sundowner prima delle sei e alle dieci ha bevuto così tanto che è cotto. Avanti, avanti.
Pensa mai a qualcos’altro che non abbia a che fare con i suoi affari?
Io non voglio diventare così. Tutto quello che fa nella sua vita è sbagliato, non ne esce niente di buono.

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