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Il MALI e Il GOLPE DEGLI IMBRANATI

4 aprile 2012

mcc43

articoli precedenti  alla tag Tuareg  e Mali

Rovesciare un Presidente con l’accusa di “incompetenza” nella gestione della ribellione indipendentista del Nord, ma  – in 9 giorni – essere sconfitti dai ribelli, avere il paese spaccato in due, subire sanzioni internazionali, sospendere e riattivare la Costituzione,  non saper fissare le elezioni e dover contrattare un’uscita onorevole  è, perlomeno, una forma di ignoranza presuntuosa.

FRANCIA , sulla rampa di lancio
La Francia ha ottenuto l’accordo del Consiglio di Sicurezza Onu  per una dichiarazione sul Mali che non dice nulla di nuovo: condanna il colpo di stato, condanna l’offensiva dei ribelli, chiede il ritorno all’ordine costituzionale, ma rende l’Eliseo nuovamente l’apripista di tutto ciò che diverrà sua intenzione promuovere.

ECOWAS, decisioni e spaccature
Nel minisummit di Dakar i capi di stato Ecowas (Comunità economica Africa Ovest)  hanno confermato le sanzioni totali, a dispetto del tentativo della giunta militare di scongiurarle rimettendo frettolosamente  in vigore la costituzione.  
Decisa anche l’istituzione di un contingente di 2000 soldati da inviare nel paese, ma su questo è nata una divisione fra linea dura, capeggiata da Alassane Outtara, che sostiene un immediato piano militare e la linea capeggiata da  Blaise Compaoré che intende proseguire con il dialogo. Il contingente è stato deciso ma nessun capo di stato ha conferito uomini e mezzi per sostanziare la decisione.

Contro chi vorrebbero intervenire? I soldati golpisti? Gli indipendentisti Tuareg? La galassia islamista?Al momento in Mali gli schieramenti non hanno confini chiaramente definiti; l’unica lotta che dovrebbe accomunare tutti è quella contro la fame della popolazone del nord, e la disastrosa situazione dei rifugiati, che le sanzioni andranno ad aggravare.

 I Tuareg, cavallo di Troia dell’AQMI
E’ indubbio che l’ avanzata delle milizie MNLA, già forte in precedenza,  è diventata travolgente perchè assecondata da Alqaeda nel Maghreb, pur nelle più varie denominazioni. Aver sottratto al controllo della capitale  Bamako le tre principali città dell’Azawad: Kidal, Gao, Timbuctu, significa aver inferto un colpo, che potrebbe essere definitivo, all’unità del paese.

Non si può dire che i  combattimenti siano stati accaniti, poichè vi sono state ritirate tattiche dell’esercito, ma anche defezioni, tuttavia i conquistatori non si sono trattenuti dal vandalismo e dalle razzie:

Secondo un amministratore locale

“Gao è nella totale desolazione, tutto distrutto, gli ospedali, i reparti maternità, i centri sanitari, I medici sono fuggiti, le scorte di medicinali e cibo sono state rubate. C’è una reale urgenza di intervenire per salvare delle vite umane. Devono arrivare a Gao delle équipe che soccorrano i feriti e i malati, per dare speranza a quelli che si sentono abbbandonati dall’opinione pubblica nazionale e internazionale.”

Nel post QUEL CHE RESTA DEL MALI. mi chiedevo quale sarebbe stato l’atteggiamento politico-militare assunto dai Tuareg dopo questa concordanza tattica.

Secondo le notizie del 2 aprile, gli islamisti di Ansar Din (o Eddine) avrebbero scacciato da Timbuctu il MNLA e, successivamente, sarebbero stati raggiunti da gruppi che sotto varie denominazioni fanno parte dell’ AQMI.

Il portavoce del MNLA, Ibrahim Ag Mohamed Assaleh ha una diversa versione. Intervistato il 3 aprile, dichiara:

“Il movimento islamista Ansar Din ha partecipato all’attacco del nord est, Kidal, Tessalit e Aguelhoc, non a quelli di Gao e Timbuctu. Sono state piuttosto delle milizie filogovernative, che noi per semplicità chiamiamo milizie arabe, che in queste due città hanno voluto combattere al nostro fianco.

Sulle intenzioni immediate e future del MNLA:

D: Quando dite “liberazione” intendete indipendenza?

M.A. : Sì indipendenza. Non bisogna restare fissati all’indipendenza territoriale che può non essere la rivendicazione propriamente detta. Si tratta piuttosto di indipendenza economica, politica, giuridica. Con l’indipendenza (dalla Francia nel 1960) sono le comunità del Sud a gestire il potere e ignorano completamente la realtà dell’Azawad. Esse lo hanno gestito come l’hanno ereditato dai colonizzatori e questo ha creato un abisso fra Nord e Sud. Non è questione di Tuareg contro governo, c’entrano anche altri come Sonrhaïs, i Peuls e perfino gli Arabi.

D. Dunque sarebbe una indipendenza all’interno della Repubblica del Mali ?

M.A. : Potrà essere una indipendenza all’interno del Mali. Credo che il momento opportuno arriverà quando l’ufficio politico  MNLA e dell’Azawd si riuniranno per qualche giorno e decideranno quale via sarà meglio seguire. Ma bisogna andare piuttosto verso una indipendenza interna, direi, sul piano culturale, economico, sociale, politico e sul piano della sicurezza.

Giunta golpista, schiacciata dall’emormità dell’impresa.

La Giunta ha convocato per giovedì una Convenzione nazionale sull’avvenire del Mali, invitando l’insieme della classe politica, nonchè i rappresentanti della società civile. Con gli elementi in suo possesso, dice il  leader golpista , capitano Amadou Sanogo, si configura la possibilità di mettere ATT  (il presidente deposto Amadou Toumani Touré) in stato d’accusa per alto tradimento e malversazione finanziaria.

Intanto una delegazione della Giunta militare si è recata ad Abuja, Nigeria ,  per colloqui aventi lo scopo di trovare una via di uscita ai golpisti, internazionalmente isolati, con l’obiettivo di un loro ritiro in cambio di un’amnistia generale. Intanto il presidente dell’Assemblea nazionale, Dioncounda Traoré, assumerebbe  l’interim per preparare le elezioni.

§§§

Guardiamo  agli eventi dell’ultimo mese:
l’avanzata Tuareg è stata l’innesco del golpe di un gruppo di ufficiali, frustrati dalle sconfitte, ma senza supporto popolare.
La conseguente estromissione di ATT, non abbastanza compiacente, è  gradita alla Francia (ved post ) che grazie all’allontanamento delle elezioni vede indebolire la coalizione del Presidente.
Stesse considerazioni per i corrotti del mondo economico politico, per i quali sotto ATT erano stati raccolti indizi.
Gli stati limitrofi, che sono nella sfera di influenza francese, stanno mostrando un grande attivismo che, insieme alla compiacenza del Consiglio di sicurezza, giova egualmente alla Francia: con la presenza del  loro contingente militare e un Presidente più compiacente di ATT, potrebbe manovrare per ottenere le basi militari da tempo desiderate.
Pertanto, la giunta militare ha giocato per Parigi, anche se non necessariamente in modo consapevole. Ma davanti alle aspettative della Giunta, dei Tuareg e della stessa Francia si erge un muro: Alqaeda nel Magreb. L’AQMI, che è al momento il vero vincitore.

Stante questa situazione, mi pongo, per l’ennesima volta, una domanda.
Chi è stato ucciso in Pakistan per ordine di Barak Obama ? Forse nessuno, certamente non Osama Bin Laden poichè la sua “morte” non ha minimamente indebolito l’avanzata di AlQaeda.

Sarà forse perchè Osama era già morto da anni –  come dichiarò Ben Azir Butto durante una intervista –  e AlQaeda si era già riorganizzata adeguatamente?
Può averlo fatto ormai in modo sufficientemente adeguato da ingaggiare prossimamente un braccio di ferro con la Francia per l’Ovest dell’Africa?

***

Chi finora ha frenato l’avanzata dell’AQMI è stato il popolo algerino. Minimamente contagiato dalla “primavera” araba, non ha fatto saltare il Governo e  la sua politica antiterrorismo. Ironia della storia: è un dittatore, Abdelaziz Bouteflika, l’ultimo baluardo antiterrorismo nella regione.
Dovrebbe indurci questo a essere meno schematici nel giudicare la politica di altri paesi.

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